Mediazione creditizia, Oam: “Siamo pronti a gestire un registro dei collaboratori”. E parte una campagna di informazione dell’Organismo per la lotta all’abusivismo

Federico Luchetti, Direttore Generale OAM

Federico Luchetti, direttore generale Oam

Quello dell’abusivismo è attualmente uno dei principali problemi con cui l’intero settore della mediazione è chiamato a fare i conti. Lo ha ricordato Federico Luchetti, direttore generale dell’Oam, durante il suo intervento al convegno “La nuova professione del collaboratore, verso il contratto nazionale”, organizzato ieri a Roma dal Simedia.

Proprio ieri ha preso il via una campagna di informazione voluta dall’Organismo per contrastare l’esercizio abusivo della professione. Una campagna che, ha spiegato il numero uno dell’Oam “ha una duplice finalità: educare il consumatore finale, invitandolo a fare riferimento a professionisti riconosciuti e certificati, i cui nomi possono essere in ogni momento verificati sugli elenchi pubblicamente consultabili da noi tenuti, e tutelare gli iscritti, che hanno sostenuto costi e oneri non indifferenti per adeguarsi alla disciplina in vigore”.

Luchetti ha anche sottolineato che tra fine marzo e fine aprile l’Organismo farà chiarezza sui 2.436 soggetti, su un totale di 9.739 iscritti negli elenchi, che al momento risultano “non operativi”. “A fine mese sarà trascorso un anno dalla loro iscrizione – ha sottolineato Luchetti – dunque saranno cancellati. È importante però notare che non si tratta di una sanzione e che quindi questi soggetti si potranno reiscrivere a partire dall’anno successivo”.

Sempre parlando di lotta all’abusivismo il rappresentante dell’Oam ha ricordato che ormai da tempo l’Organismo ha avviato un’attività di vigilanza, che non si sostanzia necessariamente in controlli ispettivi, ma che può anche esplicarsi attraverso richieste di informazioni e documenti agli iscritti.

“Ad oggi – ha dichiarato Luchetti – sono state decise un paio di sospensioni cautelative. Nella fattispecie si è stabilita una sospensione della durata di sei mesi, ossia la massima contemplata, perché le irregolarità emerse sono state giudicate di particolare gravità. Sanzioni in senso proprio non sono state ancora erogate, ma a breve, nei casi necessari, provvederemo anche a questo”.

Infine Luchetti ha posto l’accento sul fatto che un modo per contrastare l’esercizio abusivo della professione è anche quello di far circolare il più possibile informazioni chiare e dettagliate sui professioni che si occupano di mediazione del credito. “Per questo stiamo ristrutturando il nostro sito, su cui a breve saranno disponibili e liberamente consultabili una serie di informazioni professionali relative ai collaboratori”.

Quanto al “registro dei collaboratori” da più parti invocato Luchetti chiarisce: “Non spetta a noi decidere se istituirlo o meno. Ma se le autorità preposte decideranno in senso affermativo siamo pronti a gestirlo, come abbiamo fatto per il registro dei cambiavalute”.

Mediazione creditizia, Oam: “Siamo pronti a gestire un registro dei collaboratori”. E parte una campagna di informazione dell’Organismo per la lotta all’abusivismo ultima modifica: 2014-02-19T16:51:21+00:00 da Paolo Tosatti

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli che potrebbero interessarti: