Mediazione creditizia, l’opinione dell’Ordine nazionale dei commercialisti sulla bozza di accordo con le banche

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Lorenzo Sirch, membro del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, codelegato nell’area finanza

“La bozza di accordo nasce proprio per chiarire agli iscritti, che tra le altre cose affiancano da sempre le imprese nella loro attività, quali sono i limiti specifici entro i quali possono operare, senza violare la normativa in materia di intermediazione del credito”. Così Lorenzo Sirch, membro del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, codelegato nell’area finanza, che SimplyBiz ha raggiunto al telefono per chiedere chiarimenti in merito alla bozza di accordo che tanto sta facendo discutere il settore della mediazione creditizia.

L’accordo avrà una durata indeterminata e consentirà alle piccole e medie imprese assistite dai commercialisti di disporre di un canale di accesso qualificato alle risorse finanziarie degli istituti di credito, che tramite un canale dedicato avranno la possibilità di esaminare le richieste di servizi e prodotti bancari ricevute dalle Pmi e adottare condizioni agevolate rispetto a quelle di solito applicate sul mercato.

In merito alla bozza di accordo la Fimaa, Federazione italiana agenti d’affari, ha espresso per bocca del suo presidente Santino Taverna “sconcerto”, sottolineando che “tutto ci saremmo aspettati, tranne che i commercialisti chiedessero di essere retribuiti per effettuare delle fotocopie”.

“Non è mia intenzione entrare in alcuna polemica – replica Sirch -. La funzione dell’accordo è quella di indicare quali sono i paletti entro i  quali i commercialisti potranno esercitare la propria attività, senza sconfinare in alcun modo nell’esercizio di un’attività riservata ai mediatori creditizi”.