Mediobanca: approvata la relazione semestrale al 31/12/2012

I costi, prosegue la nota, si riducono a 376 milioni (-6%) per i minori costi del personale (-3%) e spese amministrative (-8%); gli indici di copertura dei crediti dubbi migliorano (dal 61% al 68% le sofferenze e dal 39% al 43% le attivita’ deteriorate) ed il costo del rischio e’ stabile (129 bps). Il Core Tier1 aumenta all’11,8% (11,5% a settembre 12) mentre il ROTE ordinario si attesta al 7%.

Lo stato patrimoniale riflette il processo di riduzione degli attivi, in particolare nel CIB, associato al mantenimento di elevati livelli di liquidità, provvista e capitale, in dettaglio:

– gli impieghi scendono a 34,1 miliardi (36,3 miliardi a giugno 12, 37,8 miliardi a dicembre 11), per il calo dei crediti corporate (-17% a/a a 16,1 miliardi), la riduzione pianificata del leasing (-12% a/a a 3,8 miliardi) e la stabilità delle attività retail (credito al consumo a 9,2 miliardi, mutui residenziali a 4,3 miliardi);

– la raccolta è in leggera flessione rispetto a giugno (da 55,8 a 54 miliardi) per il calo dei prestiti obbligazionari (da 30 a 28,1 miliardi) parzialmente compensato dalla maggiore provvista retail di CheBanca! (+5,4%, da 11,6 a 12,3 miliardi).

– le disponibilità finanziarie (tesoreria, AFS, HTM, LR) crescono a 23,2 miliardi (22,2 miliardi a giugno 12) e continuano ad essere caratterizzate da una prudente politica di impiego;

– gli indici di patrimonializzazione sono in aumento: Core Tier1 ratio pari all’11,8% (11,5% a giugno 12), Total Capital ratio al 14,8% (14,2%), anche a seguito della ripresa di valore delle riserve da valutazione del portafoglio titoli disponibili alla vendita (da negative per oltre 236 milioni a positive per circa 100 milioni).

Risultati divisionali

CIB: utile netto a 124m per il positivo contributo dei mercati e l’efficace controllo dei costi di struttura e del rischio.

Il semestre chiude con un utile netto di 124,2 milioni (a fronte della perdita di 37,4 milioni lo scorso anno) per effetto principalmente delle minori rettifiche nette su attività finanziarie (da –175,4 a +9,1 milioni). I ricavi scendono del 13,1%, da 448,2 a 389,6 milioni per:

– un margine di interesse che flette da 204,5 a 157,4 milioni scontando la riduzione del profilo di rischio ed il calo dei rendimenti; il contributo del leasing si riduce da 33,3 a 23,5 milioni;

– una sostanziale tenuta dei proventi da negoziazione (100,3 milioni contro 107,5 milioni) per l’andamento favorevole del comparto fixed income (76,9 milioni).

– una flessione di commissioni ed altri proventi da 125,9 a 101,2 milioni principalmente per la minor attività creditizia.

La riduzione dei costi di struttura (-7%, da 161,8 a 150,5 milioni) riguarda sia il costo del personale (da 107,5 a 98,2 milioni) sia le spese amministrative (da 54,3 a 52,3 milioni).

Le rettifiche su crediti (58,2 milioni) crescono leggermente (54 milioni) in particolare nel comparto wholesale (da 40,1 a 46,5 milioni).

Il risultato del portafoglio titoli mostra un saldo positivo di 2,7 milioni (-222,1 milioni), sbilancio tra le perdite nette dei titoli disponibili per la vendita (-6,4 milioni), le riprese di valore sui titoli di stato greci (+12,2 milioni), le svalutazioni su azioni non quotate (-3,1 milioni).

Le dinamiche patrimoniali evidenziano la discesa degli impieghi sia corporate (-17% a/a a 16,1 miliardi) che leasing (-12% a/a a 3,8 miliardi). La qualità degli attivi rimane su livelli elevati in particolare nel corporate banking, dove le attività deteriorate nette rappresentano l’1,6% degli impieghi, mentre non figurano sofferenze; nel leasing le attività deteriorate nette rappresentano il 6,2% degli impieghi e l’incidenza delle sofferenze è pari al 1,3%.

Credito al consumo: ricavi e qualità degli attivi stabili, ROAC al 10%

Le tendenze negative in atto nel mercato del credito al consumo (-12% l’erogato nel 2012) hanno indotto Compass ad una più prudente politica di erogazione con una conseguente flessione della nuova produzione (-5%, a 2.339 milioni) e la stabilizzazione degli impieghi (a 9,2 miliardi). Malgrado il rallentamento della crescita, Compass si consolida quale secondo operatore in Italia con una quota di mercato del 10% (14% nei prestiti personali).

I ricavi del semestre (346,9 milioni) mostrano una buona tenuta (-4% a/a) scontando minori commissioni (da 91,6 a 76,3 milioni, -16,7% a/a), penalizzate dalle minori erogazioni e dalla più stringente normativa riguardo la vendita di prodotti assicurativi. Il margine di interesse è invece stabile a 270,6 milioni.

L’utile netto si assesta a 33,8 milioni (ROAC 10%) in presenza di costi di struttura in leggero aumento (+3%, da 125,5 a 129,3 milioni) e costo del rischio sotto controllo (356bps a dic.12, 389bps a giu.12, 340bps a dic.11). La qualità del portafoglio impieghi permane elevata (sofferenze/impieghi = 0,9%, attività deteriorate/impieghi=3,7%), con indici di copertura delle attività deteriorate in miglioramento (dal 46% al 54%).

Retail Banking: depositi +15% a 12,3mld, forte contenimento dei costi

CheBanca! riduce la perdita di periodo a 7,6 milioni (14,6 milioni a dicembre 11) per l’importante riduzione dei costi di struttura (da 89,1 a 72,2 milioni, -19%). Su base annua la crescita dei depositi (+15% a 12.258 milioni) non si riflette sui ricavi (in flessione del 3,8% a 78,5 milioni) per il maggiore costo della raccolta e la prudente politica di investimento degli attivi. Stabili gli impieghi (a 4.273 milioni).

Private Banking: in crescita masse gestite ed utili

Il private banking chiude con un utile netto di 23,2 milioni, in aumento rispetto allo scorso anno (52 milioni inclusi 44 milioni di plusvalenza sull’immobile di Monaco) per il positivo contributo della Compagnie (utile netto normalizzato raddoppiato a 21 milioni) ed il ritorno all’utile di Banca Esperia (0,7 milioni). I ricavi aumentano del 31% a/a (da 50,6 a 66,5 milioni) per effetto del margine di interesse (+51% da 14 a 21 milioni) e delle commissioni nette (+17% da 32,8 a 38,3 milioni). Gli attivi gestiti/amministrati nei sei mesi aumentano da 12,6 a 13,5 miliardi, di cui 6,6 miliardi per la Compagnie (6 miliardi a giugno 2012) e 6,9 miliardi per Banca Esperia (6,6 miliardi a giugno 2012).

Principal investing: minori ricavi, 95m di svalutazione su Telco

Il semestre mostra una perdita di 52 milioni dopo la svalutazione di Telco (95 milioni) ed il minor apporto delle valorizzazioni ad equity (54,4 milioni contro 61,5 milioni) che scontano in particolare le perdite operative di RCS MediaGroup (-18,7 milioni). In leggera crescita il contributo di Assicurazioni Generali (da 65,9 a 75,6 milioni).Il valore di carico delle partecipazioni cresce da 2.696,4 a 2.779,5 milioni per le variazioni patrimoniali derivanti dall’applicazione dell’equity method (123,7 milioni).

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Mediobanca: approvata la relazione semestrale al 31/12/2012 ultima modifica: 2013-03-19T14:54:20+00:00 da Flavio Meloni

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