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Mediobanca, utile netto rettificato in crescita dell’8% nel I semestre

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Mediobanca LogoIl consiglio di amministrazione di Mediobanca ha approvato i risultati di esercizio e consolidati al 30 giugno scorso del Gruppo Mediobanca.

Questi i principali risultati:

– Ricavi: + 4% a €2,5mld, grazie alla forte attività commerciale
– Margine di interesse: +3% a €1,4mld, per la crescita degli impieghi (+8% a €44mld) e la riduzione del costo della raccolta (da 90bps a 80bps)
– Commissioni in temporaneo rallentamento (-2% a €611m) nonostante la crescita del totale delle attività finanziarie (+6% a 68mld) e della raccolta netta (+5% a €5mld) per i bassi volumi di operazioni di Capital Market e la scarsa propensione al rischio degli investitori; non ancora riflesso l’importante potenziamento della distribuzione del WM (forza vendita a oltre 900 professionisti, +18%) e del CIB (partnership con MMA)
– Qualità dell’attivo in ulteriore miglioramento, minor costo del rischio(da 62 a 52bps)
– Attività deteriorate lorde -8% a €1,8mld, incidenza su impieghi al 3,9% (dal 4,6%)
– Risultato operativo + 8%, oltre €1,1mld
– Utile netto rettificato +8% a €860m, utile per azione rett. +8% a €0,97
– Utile netto di bilancio a €823m (-5%) per assenza di proventi straordinari (vs. €98m)
– Redditività in crescita: ROTE rett. al 10,2% vs. 9,5% nel 2018, con CET1 stabile al 14,1%
– Pay-out al 50% (dal 48%), dividendo per azione proposto pari a €0,47 (stabile)
– Piano di acquisto azioni proprie aumentato al 4,3% del capitale

Con l’esercizio 2018-2019 si conclude l’orizzonte temporale del Piano strategico triennale 2016-2019. Il Gruppo Mediobanca raggiunge ampiamente gli obiettivi del Piano, grazie alla peculiarità del modello di business, focalizzato su tre segmenti di attività ad elevata specializzazione-WealthManagement, Credito al Consumo e Corporate & Investment Banking-la cui crescita è sostenuta da tendenze evolutive di lungo periodo, e alla solidità finanziaria. Questi fattori hanno permessoal Gruppo Mediobanca di focalizzarsi sulla crescita elo collocano in posizione privilegiata nello sviluppo della distribuzione, da realizzarsi sia organicamente che tramite acquisizioni.Nel triennio i ricavi sono cresciuti ad un tasso medio composto annuo(“3YCAGR”)del +7%ed hanno raggiunto i 2,5 miliardi, in particolare:le commissioni sono cresciute del 11% (3YCAGR), in particolare quelle relative ad attività a basso assorbimento di capitale come il wealth management e l’advisory. La divisione WM è divenuta la prima contributrice alle commissioni di Gruppo conuna quota superiore al40%;Il margine di interesse ha confermato la traiettoria di sviluppo positivodi lungo termine evidenziando una crescita del 5% (3YCAGR), malgrado il perdurare dello scenario di tassi negativi edil peggioramento del quadro macroeconomico, grazie alsegmento Consumer,che ha generato maggiori volumi a marginalità sostenibile

Il risultato operativo è cresciuto in maniera sensibilmente superiore alle attese (3YCAGR+16% vs. +10% di Piano)ed ha superato i 1,1 miliardi(1 miliardo il target); crucialisono stati il mantenimento dell’elevata qualità degli attivi, che ha permesso una sensibile riduzione del costo del rischio (a 52bps vs 105bps di Piano)edell’efficienza operativa (rapporto costi/ricavi stabile al 46%).La redditività è cresciuta di 3pp raggiungendo il target di Piano (10%) pur in assenza di plusvalenze e con una base di capitale nettamente più elevata(CET1 ratio superiore al 14%, circa 230bps maggiore del target di Piano).Grazie alla elevata capacità di generazione di utili e all’ottimizzazione dell’assorbimento di capitale, l’indice CET1 è passato nel triennio dal 12,1%al 14,1% dopo aver finanziato in maniera sostanziale crescita organica, acquisizionie maggiore remunerazione degli azionisti. Nel dettaglio:la generazionedi utilinel triennioè stata pari a circa 2,5miliardi;l’ottimizzazione dell’assorbimento di capitale ha comportato una riduzione degli attivi ponderati per quasi oltre 10miliardi (-20%). Questo è avvenuto tramite l’introduzione dei modelli AIRB (portafoglio large corporate nel CIB e mutui residenziali di CheBanca!), l’ottimizzazione del rischio mercato e dell’assorbimento di capitale nel private banking (CRM). La risk density (RWA/attivo di bilancio) di Gruppo è scesadal 73% al 59%(oltre il target del 64%).