MedioFimaa, tavola rotonda dedicata al tema “Il collaboratore del mediatore creditizio: come adattarsi a un mercato sempre più selettivo ed esigente”

Mediofimaa LogoPer la settima edizione del Leadership Forum MedioFimaa ha deciso di dedicare il suo company event alla figura del collaboratore, chiamando panelist appartenenti a diversi settori per trattare l’argomento da vari punti di vista e per rispondere alla domanda “Come può il collaboratore adattarsi a un mercato sempre più esigente e selettivo”.

Il moderatore dell’evento Mauro Danielli, presidente MedioFimaa, ha introdotto il tema sottolineando “l’importanza del capitale umano in azienda e la necessità di valorizzarlo per ottenere quel benessere organizzativo da cui dipendono fattori chiave come la motivazione, il clima aziendale, la qualità delle relazioni interne ed esterne”.

A rispondere alle sue domande: l’avvocato Daniele Mammani, consulente legale Fimaa Italia, il commercialista e revisore dei conti Giovanni Pantanella, il responsabile studi e progetti Adiconsum Fabio Picciolini, Luigi Foresio, rappresentante del comitato congiunto Fimaa-MedioFimaa del progetto “Agenzia Immobiliare al centro”, Andrea Cobianchi, direttore commerciale MedioFimaa e responsabile del network, Giancarlo Vinacci, amministratore delegato MedioFimaa.

La parola chiave usata maggiormente dai relatori interrogati sul futuro del collaboratore è stata “qualità”, intesa come caratteristica indispensabile sia per il singolo professionista che per le reti.

“In un passato molto recente, l’attuale Collaboratore era un mediatore creditizio autonomo e indipendente, che viveva soprattutto delle relazioni con una o più banche, ma privo di una vera formazione e di competenza in materia – ha ricordato Picciolini -. Il D.Lgs.141/2010 ha rivoluzionato il settore, e, nonostante le critiche che si possono fare, di sicuro è stato positivo nel portare il mediatore creditizio a diventare un vero consulente, preparato e in grado di consigliare in modo professionale il cliente in una materia complessa. Un passo fondamentale rispetto al passato e  orientato verso una vera cultura del servizio al consumatore. Lo stesso percorso tendente alla qualità che dovrebbe ora fare il comparto delle polizze Cpi”.

Dell’evoluzione della figura ha parlato anche Cobianchi, sottolineando che i vantaggi e gli svantaggi della situazione ante e post decreto sono in realtà “due facce della stessa medaglia: l’individualità che caratterizzava il mediatore di ieri, oggi è utile nella misura in cui essa arricchisce la squadra di cui fa parte il Collaboratore. Viceversa, le strategie e regole di una società di mediazione rappresentano un vincolo, ma senza di esse il Collaboratore non avrebbe  gli asset e gli strumenti per lavorare e, soprattutto, per crescere”.

Non a caso, la strategia aziendale di MedioFimaa punta molto sulla formazione del suo network di Promotori Creditizi, perché “un Collaboratore preparato e con solide conoscenze del mercato e dei prodotti aumenta la sua produttività e di conseguenza anche quella dell’azienda – ha dichiarato VinacciIl futuro si giocherà necessariamente sulla professionalità e sarà quella a determinare il successo di una società di mediazione creditizia”.

Concorda Foresio, che ha sottolineato l’importanza del Collaboratore nella relazione e nel servizio dato al cliente nell’ambito della compravendita immobiliare. “Negli ultimi anni il mondo del credito immobiliare è cambiato e l’asse si è pericolosamente spostato verso una situazione critica e di debolezza. Il ritorno della figura del mediatore creditizio in sinergia con le Agenzie Immobiliari (ndr: con il progetto “Agenzia immobiliare al centro”) rappresenta la risposta giusta tanto per le due categorie, che da questa collaborazione sinergica possono trarre vantaggi lavorativi consistenti, tanto per il consumatore, che in un unico luogo trova per la prima volta più professionisti, ognuno con la sua specializzazione, in grado di consigliarlo al meglio. Come agente immobiliare, posso dire che la figura del Collaboratore è la più importante perché è con essa che lavoriamo a stretto contatto, è la nostra persona di riferimento”.

Ne è ben consapevole Cobianchi, che ha parlato delle “soft skill”, intese come competenze relazionali e personali, come di elementi dai quali partire nella selezione dei Collaboratori. “Ci impegniamo nel formare i nostri Promotori in aula, trasmettendo conoscenze tecniche sui prodotti, insegnando a fare un’analisi della situazione e dei bisogni del cliente, ma poi è l’individuo che scende in campo ed è lui a costruire la relazione con le persone”.

“Di fatto, il Collaboratore è la nostra essenza, ci rappresenta sul territorio, è il nostro tramite con i clienti finali e con gli Agenti Immobiliari – ha sottolineato Vinacci Investire su di lui, costruendo un percorso formativo adeguato e improntato alla crescita, stringendo accordi di partnership sempre più numerosi e rilevanti, significa investire sul futuro della nostra società. Qualità della rete significa questo, ma anche selezione attenta dei collaboratori e con controlli scrupolosi sulla loro attività, una scrematura che noi abbiamo già fatto e, presto o tardi, anche le altre società dovranno fare”.

Uno sguardo al futuro è stato dato parlando anche della nuova normativa europea sui mutui ipotecari- che dovrebbe riguardare, tra gli altri, aspetti quali l’indipendenza delle società di mediazione e la possibilità di operare all’estero, il plurimandandato, la segnalazione, nonché la possibilità per notai ed avvocati di fare mediazione, verso la quale Piccolini esprime critiche perché “c’è il rischio di vanificare gli sforzi fatti finora di professionalizzare il ruolo del collaboratore”.

L’avvocato Mammani e Pantanella si sono concentrati sugli aspetti più tecnici, come l’obbligo di iscrizione Enasarco, un onere, certo, ma non privo di utilità se si pensa al futuro pensionistico, che appare tutt’altro che roseo, e sull’apparente atipicità del duplice rapporto tra collaboratore-cliente (broker) e collaboratore-società di mediazione-(mandato d’agenzia), di fatto entrambi necessari per rispondere ad esigenze contrapposte.

Il riassunto della sessione organizzata da MedioFimaa si legge nella scritta che fa parte del marchio “Il Network di Promotori Creditizi”:  nel dare ai Collaboratori un appellativo meno generalista e più “professionalizzante”, MedioFimaa, coerentemente con la propria mission, si impegna a far sì che la trasformazione non si limiti ad un titolo, ma ad una vera crescita professionale, che renda merito dell’impegno e delle competenze del singolo individuo nel diventare un consulente, un Promotore Creditizio.

MedioFimaa, tavola rotonda dedicata al tema “Il collaboratore del mediatore creditizio: come adattarsi a un mercato sempre più selettivo ed esigente” ultima modifica: 2015-12-11T20:33:47+00:00 da Redazione

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