Mef, stop alla raccolta della firma sui contratti dei prestiti per i mediatori

Ministero dell'Economia e delle FinanzeIl ministero dell’Economia e delle Finanze, a firma del capo della direzione Giuseppe Maresca (Dipartimento del Tesoro, Direzione V) in data 12 settembre ha risposto ai quesiti sottoposti dall’associazione di categoria Assomea sui mediatori creditizi dello scorso 4 aprile, quesiti interpretativi relativamente all’applicazione del decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141/10, e successive modificazioni.

Assomaea aveva proposto, per primo, il seguente quesito: “Può un mediatore creditizio “raccogliere” la firma del cliente su un modulo contrattuale prestampato predisposto dall’Istituto erogante?”
Il Mef, in risposta a questa domanda fa notare come “l’articolo 13 del D.Lgs. n. 141/10, in ottemperanza al principio di indipendenza del mediatore creditizio (art. 128 sexies, comma 4, del TUB), ne esplicita il campo di attività, perimetrandone le funzioni, a completamento della messa in contatto delle parti, a quelle attinenti la sola fase istruttoria, svolta per conto dell’intermediario”.
Nella fase istruttoria, ad esempio, rientra l’attività di raccolta delle firma del cliente e di conseguente autenticazione da parte del mediatore, strumentale all’adempimento degli obblighi di adeguata verifica della clientela prescritti dagli articoli 18 e ss. del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231.

L’esercizio di qualsiasi atto attinente alla fase conclusiva del contratto – continua il Mef – rientra più propriamente nella sfera dell’attività dell’agente in attività finanziaria, unico operatore del credito abilitato dal citato d.lgs. n. 141/10 a concludere contratti di finanziamento per conto di intermediari finanziari. In effetti, lo stesso art. 128 sexies, nel definire l’attività del mediatore creditizio, ricorre alla locuzione “potenziale clientela” a sottolineare l’eventualità dell’instaurazione del rapporto contrattuale tra cliente e intermediario e la necessaria terzietà del mediatore nei confronti della facoltà della parte contrattuale a sottoscrivere l’accordo negoziale”.

Inoltre il Mef fa notare che l’utilizzo di moduli predefiniti da parte dell’intermediario da presentare alla clientela comporta, di fattASSOMEAo, la conclusione del contratto in caso di apposizione della firma.
“Ciò in quanto, con la predisposizione del formulario prestampato –
spiega il Ministero -, l’intermediario ha precedentemente regolato in modo uniforme i propri rapporti con la massa di possibili contraenti, – ivi compresa l’eventuale valutazione del relativo rating di credito – avendo già manifestato la propria volontà attraverso l’indicazione delle condizioni e clausole contrattuali. La somministrazione del modulo prestampato equivale in sostanza alla presentazione di una vera e propria proposta contrattuale su cui il cliente esprime accettazione tramite apposizione della propria firma. A tal proposito, si ritiene opportuno rammentare che, ai sensi del primo comma dell’art. 1341 del cod. civ., se il predisponente ha garantito la possibilità di conoscenza del regolamento contrattuale, l’aderente non potrà opporgli l’ignoranza della o delle clausole, che pertanto saranno efficaci nei suoi confronti, a prescindere dalla effettiva conoscenza delle stesse. Anche nel caso di clausole particolarmente gravose e/o vessatorie, che richiedono a pena di inefficacia/nullità una specifica approvazione, è prevalso nella prassi l’uso di fare apporre al consumatore due firme sui moduli o formulari prestampati, la prima a confermare la volontà di sottoscrivere l’accordo, la seconda a sancire l’approvazione di una specifica serie di clausole tra quelle indicate nel modulo”.

Quindi secondo il Mef non rientrano tra le attività del mediatore la raccolta dei moduli prestampati firmati dal cliente, che costituiscono l’esternazione ed l’incontro della volontà delle parti negoziali, e quindi segna il momento conclusivo del contratto (riservato agli agenti in attività finanziaria), e per questo raccogliere la firma costituisce la violazione del il principio cardine dell’indipendenza a fondamento dell’attività e della tutela del consumatore.

Assomaea aveva proposto, inoltre, il seguente quesito: “Un Istituto di credito o un intermediario finanziario ex 106 o 107 può segnalare ad un proprio cliente una società di mediazione creditizia?
In questo caso il Mef ritiene che “il quadro normativo sui mediatori creditizi non impedisca la segnalazione di un mediatore creditizio da parte di un intermediario finanziario. Tale affermazione, tuttavia, sembra sollevare alcune criticità sia con riguardo alla segnalazione finalizzata al collocamento di prodotti offerti dal medesimo intermediario segnalante, sia con riferimento a quella finalizzata al collocamento di prodotti non offerti dal medesimo. Sotto il primo profilo, la segnalazione di un mediatore da parte di un intermediario, per collocare prodotti offerti dal medesimo o da un soggetto appartenente al suo gruppo, sembrerebbe incompatibile con la struttura dell’attività di mediazione che consiste nel “mettere in contatto l’intermediario con il cliente”. In tal caso, sarebbe l’intermediario a mettere in contatto il mediatore con il cliente e non viceversa. L’attività di quest’ultimo, pertanto, non potrebbe più qualificarsi come attività di mediazione. Inoltre, ove fosse ammessa tale prassi, la segnalazione comprometterebbe l’indipendenza tra mediatore ed intermediario, essendo elevato l’incentivo per quest’ultimo a collocare prodotti dell’intermediario segnalante. Il rischio di compromettere l’indipendenza è allo stesso modo presente, ma con un grado inferiore, anche nel caso di segnalazione di un mediatore per il collocamento di prodotti non offerti dall’intermediario segnalante o da intermediari appartenenti al suo gruppo. Anche in tali casi la segnalazione potrebbe creare, comunque, nel mediatore l’incentivo a collocare prodotti offerti dal segnalante in operazioni future”.

Quindi secondo il Ministero l’attività di segnalazione di pregi di un mediatore creditizio da parte di un intermediario finanziario, seppur il quadro normativo non lo impedisca, non può avere ad oggetto prodotti offerti dal medesimo intermediario o da intermediari appartenenti al proprio gruppo. Per i prodotti non offerti dal segnalante o dal relativo gruppo di appartenenza l’attività di segnalazione di pregi potrebbe sollevare, comunque, possibili criticità sotto il profilo dell’indipendenza.

Risposte a Quesiti normativi Mediato 12/09/2013

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Mef, stop alla raccolta della firma sui contratti dei prestiti per i mediatori ultima modifica: 2013-10-07T00:19:48+00:00 da Flavio Meloni

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