Mercato immobiliare: prezzi in contrazione nell’ultimo trimestre 2012. Cala il numero degli acquirenti che richiedono un mutuo

Stando ai dati raccolti, nel quarto trimestre dell’anno passato nel 79,3% dei casi i prezzi delle abitazioni hanno subito un calo; nel precedente trimestre la diminuzione dei prezzi era stata avvertita dal 74,8% degli operatori. “Nello scorcio del 2012 – si legge nel sondaggio – il saldo tra risposte di aumento e diminuzione delle giacenze degli incarichi a vendere è stato pari a 37,7 punti percentuali, in rialzo di circa 10 punti sempre su base annua. Vi ha plausibilmente contribuito l’aumento del saldo dei nuovi incarichi (26,5 punti percentuali, da 10,3 nello stesso periodo del 2011) che potrebbe essere associato, come indicato dagli agenti nelle due scorse rilevazioni, agli effetti dell’inasprimento dell’imposta sulla proprietà. L’aumento dei nuovi incarichi appare concentrato al Sud e nelle Isole, mentre si mostra meno accentuato nel Nord Ovest. Tra le cause di cessazione degli incarichi a vendere, trova conferma la maggiore rilevanza della mancanza di proposte di acquisto a causa di prezzi percepiti come troppo elevati (segnalata dal 63,6%); è pressoché stabile (intorno al 49 per cento) la quota di chi riporta proposte di acquisto a prezzi valutati troppo bassi dal venditore. Per il terzo trimestre consecutivo diminuisce, pur rimanendo su livelli elevati, la quota di operatori che segnalano, fra le determinanti dell’estinzione degli incarichi a vendere, la difficoltà di reperire un mutuo da parte dei potenziali acquirenti (a 55,4 da 57,9%). Aumenta leggermente il peso sia del protrarsi del periodo che intercorre tra il conferimento dell’incarico e l’effettiva transazione dell’immobile (a 24,8 da 22,6%) sia delle attese, da parte dei venditori, di prezzi più elevati nel futuro (a 23,9 da 21,9%). Nel quarto trimestre del 2012 raggiunge il 16% lo sconto medio ottenuto dall’acquirente sul prezzo iniziale dell’immobile (15,4% nella precedente segnalazione), mentre il tempo medio impiegato per le trattative di vendita si attesta su 8,5 mesi”.

Per quanto riguarda i mutui, gli agenti segnalano che la quota di acquirenti che sceglie di contrarre un prestito per l’acquisto dell’abitazione “si è ridotta ulteriormente sia su base congiunturale (di circa 3 punti e mezzo, a 56,2 da 59,6 per cento) sia su base annuale (di 7 punti e mezzo). Diminuisce per il secondo trimestre consecutivo il rapporto tra l’ammontare del prestito sottoscritto e il valore dell’immobile (a 57,8 per cento da 60,6 nella segnalazione di ottobre), raggiungendo il valore minimo riscontrato dall’avvio dell’indagine nel primo trimestre del 2009”.

In relazione agli affitti fra gli agenti operanti nel settore “più della metà ha indicato un calo  congiunturale dei canoni di affitto nell’ultimo trimestre del 2012 (58,1 per cento), contro una percentuale di appena sopra il 2 per cento che ne ha riportato un aumento (Tavola 11). Tra gli agenti che hanno locato almeno un immobile nel trimestre di riferimento (78,8% del totale) prevalgono nel breve periodo indicazioni di stabilità dei canoni (61,6%, contro percentuali del 2,9 e del 35,4% che indicano, rispettivamente, un aumento e una riduzione)”.

In questo scenario le aspettative a breve termine si confermano orientate al pessimismo. “Si è acuito il saldo negativo tra le attese circa le condizioni del mercato di riferimento (meno 42,8 da meno 41,6 del precedente sondaggio), riflettendo l’aumento delle risposte negative e di quelle di stazionarietà. L’aumento dei nuovi incarichi si accompagna alle attese di un nuovo calo dei prezzi da parte del 72,2% delle agenzie, mentre la quota di coloro che prefigurano un aumento si mantiene trascurabile. Le indicazioni di un ribasso dei prezzi nel breve termine sono più diffuse nel Sud e nelle Isole e, in generale, nelle aree urbane. Torna a peggiorare il saldo percentuale sulle attese circa gli andamenti del mercato nazionale, raggiungendo i meno 57,4 punti percentuali dopo il parziale recupero del periodo luglio-settembre. Il deterioramento del saldo è interamente attribuibile all’aumento della quota di agenti che esprimono valutazioni sfavorevoli, mentre rimane stabile, su livelli molto bassi, quella di chi riporta indicazioni favorevoli. Il pessimismo sulle tendenze a breve del mercato nazionale è più accentuato nel Nord Est. Sull’orizzonte di medio periodo (due anni) le attese tornano a segnalare un modesto ottimismo, per la prima volta dal terzo trimestre del 2010: per il complesso del Paese aumenta sensibilmente la quota di operatori che si attende condizioni più favorevoli (a 37,8 da 27,5 nella segnalazione precedente), contro una diminuzione della percentuale di quelli che riportano giudizi negativi (a 31,0 da 38,9). Il saldo torna quindi positivo per la prima volta dall’estate del 2010. L’ottimismo appare più diffuso al Sud e nelle Isole, mentre nel Nord Est il saldo rimane negativo”.

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Mercato immobiliare: prezzi in contrazione nell’ultimo trimestre 2012. Cala il numero degli acquirenti che richiedono un mutuo ultima modifica: 2013-03-01T09:15:07+00:00 da Flavio Meloni

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