Mercato previdenziale, Helvetia segnala un trend di crescita dei piani individuali pensionistici

L’Ufficio sviluppo previdenziale di Helvetia ha effettuato un’indagine in riferimento all’andamento del mercato previdenziale del primo semestre 2011, che conferma un trend di crescita dei piani individuali pensionistici e una piccola ripresa dei fondi pensione aperti.
Le adesioni dei lavoratori dipendenti alla previdenza complementare alla fine del 2010 hanno superato i 3,8 milioni, con un incremento del 4,2%, rispetto all’anno precedente. Mentre i lavoratori dipendenti iscritti ai fondi pensione negoziali hanno subito un arretramento rispetto al mese di dicembre dell’anno precedente (-1,6%), il numero di lavoratori dipendenti iscritti ai “nuovi” Pip (piani individuali pensionistici) è cresciuto del 30,4%, passando da 544.832 iscritti di dicembre 2009 ai 710.477 del dicembre 2010.
Nel primo semestre del 2011 questo trend di crescita delle adesioni a favore dei “nuovi” Pip è proseguito con un incremento del 12% portando il numero degli aderenti a 794.762. Sono inoltre cresciute in tale periodo anche le risorse destinate alle prestazioni dei “nuovi” Pip di circa un 15%.

“Questa fotografia – ha spiegato il responsabile dell’Ufficio sviluppo previdenziale Helvetia Cristiano Fiumaraoltre che confermare il maggiore dinamismo dei soggetti promotori dei Pip, sembra evidenziare una “frenata” delle parti istitutive delle forme pensionistiche complementari di natura negoziale, probabilmente in correlazione con la particolare fase di turbolenza sindacale di questi ultimi mesi, oltre che dei mercati finanziari. L’incremento delle adesioni alle forme pensionistiche individuali non ha tuttavia migliorato il livello di copertura complementare complessivo dei settori caratterizzati da bassi livelli di adesione, visto che permangono differenze ancora significative nella disciplina legislativa che regola le condizioni di accesso alle diverse tipologie di previdenza complementare”.

Il sistema della previdenza complementare, così come scaturito dal decreto legislativo 124/93 e dal successivo decreto legislativo 252/05, si caratterizza per la centralità del ruolo svolto dalle fonti istitutive dei fondi pensione nella definizione delle differenti modalità di adesione e partecipazione dei lavoratori alle forme pensionistiche complementari. Il principio di “favor” per la contrattazione collettiva, già presente “ab origine” nella genesi della normativa ha subito un ulteriore rafforzamento con l’operatività del meccanismo del “silenzio-assenso”. La nuova disciplina della previdenza complementare, infatti, prevede che le modalità tacite di adesione alla previdenza complementare operino secondo una precisa “gerarchia” nella sequenza delle fonti, che privilegia gli accordi raggiunti a livello aziendale.

Il principio di “favor” opera anche con riferimento alla definizione dei limiti e degli ambiti della portabilità del contributo a carico del datore di lavoro previsto dalla contrattazione collettiva.

“Infatti –  ha precisato Fiumara – la normativa stabilisce che nel caso in cui il lavoratore intenda contribuire alla forma pensionistica complementare a cui ha conferito tacitamente o esplicitamente il proprio Tfr maturando e qualora abbia diritto, in base al contratto o agli accordi collettivi, ad un contributo a carico del datore di lavoro, questo affluirà alla forma pensionistica prescelta dal lavoratore stesso, nei limiti e secondo le modalità stabilite dai predetti contratti o accordi”.

La previdenza complementare sembra passare senza “traumi” attraverso la manovra finanziaria messa a punto dal governo. Anzi, a seguito dei provvedimenti fiscali restrittivi posti in essere dalla manovra, il comparto si è addirittura rafforzato.

“È importante sottolineare – ha concluso Fiumara – che l’aumento dell’imposta di bollo previsto sui dossier titoli detenuto presso la banca non si applicherà alle forme pensionistiche complementari. Inoltre per quanto concerne la nuova tassazione che colpirà con l’aliquota del 20% (contro l’attuale 12,50%) i capital gain realizzati dal 2012 con il risparmio gestito e amministrato, le forme pensionistiche complementari continueranno a beneficiare di un trattamento più favorevole all’11%: addirittura più vantaggioso rispetto a quello previsto per i Titoli di Stato. Concludo sottolineando che l’obiettivo governativo di anticipare al 2013 l’agganciamento delle rendite pensionistiche della previdenza obbligatoria alle aspettative di vita oltre al fatto che verrà anticipato al 2014 (due anni prima rispetto a quanto previsto) il requisito di pensionamento di vecchiaia delle donne nel settore privato, contribuiranno a dare un’ulteriore spinta di accelerazione alle adesioni alla previdenza complementare.

Mercato previdenziale, Helvetia segnala un trend di crescita dei piani individuali pensionistici ultima modifica: 2011-09-22T15:19:52+00:00 da Flavio Meloni

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