Michele Zuech, partner Kep consulting: “Gli aspetti reputazionali e di compliance diventeranno centrali nel lavoro di mediatori e agenti”

“Fino ad oggi agenti e mediatori hanno dedicato il 90% dei loro sforzi all’attività commerciale. Ora dovranno trasformarsi in imprenditori e imparare a dedicare pari attenzione al modello di business e agli aspetti reputazionali e di compliance. Su questi aspetti noi possiamo offrire il nostro contributo”. Michele Zuech, partner Kep consulting, ha le idee chiare su quelle che sono le trasformazioni più importanti che l’approvazione del secondo correttivo al D.Lgs 141/2010 porterà nel settore della mediazione creditizia. Non a caso controlli interni, risk management e supporto al cliente sono alcuni dei servizi intorno ai quali Kep Consulting ha scelto di focalizzare la sua offerta nel settore del credito. “Per la definizione di nuovi modelli di business di successo è necessario partire dalla scelta di una gamma prodotti ampia e remunerativa e di fabbriche prodotto idonee al raggiungimento dei propri obbiettivi”, sottolinea Zuech, che ha accettato di rispondere alle nostre domande sulle prossime sfide che attendono gli intermediari del credito.

 

Cominciamo con le presentazioni. Che tipo di supporto offre Kep Consulting e con quale approccio opera?
Kep fornisce un ampio supporto, a seconda delle esigenze, sotto diversi profili. Le due grosse aree di servizi riguardano da un lato il supporto strategico nella definizione e implementazione del modello di business più adeguato ad affrontare con successo lo scenario futuro, e dall’altro il supporto negli aspetti organizzativi e di controllo interno. Con riferimento a quest’ultimo aspetto, diverse società ci hanno affidato la responsabilità in outsourcing di tale funzione. Per rispondere alle loro esigenze abbiamo strutturato i progetti in due fasi. Nella prima il supporto è orientato prevalentemente alla definizione e strutturazione dell’assetto generale del sistema dei controlli interni, adottando un approccio maggiormente consulenziale. Nella seconda il nostro ruolo è più focalizzato sulle attività tipiche della funzione di controllo interno, ossia quelle relative ai controlli indipendenti, anche con accessi ispettivi presso la rete di collaboratori, atti a verificare il reale rispetto delle procedure aziendali definite, a tutela in primo luogo del cda.

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