Midas Finanziaria ricorre al Tar per la sanzione comminata da Banca d’Italia

Come si legge nel Provvedimenti rilevanti di carattere particolare delle autorità creditizie – Sezione XII – Sanzioni della Banca d’Italia – Bollettino di Vigilanza n. 4, aprile 2011, sono state contestate le seguenti irregolarità all’amministratore:
1) omesso invio del verbale di accertamento dei requisiti di onorabilità, professionalità ed indipendenza in capo agli esponenti aziendali, da parte del Legale rappresentante e Presidente del Consiglio di amministrazione (art. 106, 6° co., del D.lgs. 385/93; Provv. B.I. del 14/05/09);
2) omessa comunicazione, attraverso il mod. AR-1, delle cariche ricoperte dagli esponenti aziendali, da parte del Legale rappresentante e Presidente del Consiglio di amministrazione (art. 106, 6° co., del D.lgs. 385/93; Circ. UIC del 2/6/95 e del 22/6/98; Provv. B.I. del 14/05/09).

Le cariche ricoperte da comunicare erano quelle dei consiglieri Stefania Promuntico e Gabriele Piersanti e dei sindaci Marco Frasca, Libero Fefè, Cinzia Marzoli e Fabrizio Ausili.

È stata quindi disposta una sanzione di 18.000 euro (9.000 euro per ogni irregolarità) ai sensi dell’art.144 del Tub a Piersanti e di conseguenza anche alla Midas Finanziaria.
Nella analisi del provvedimento non è chiarito a quale comma dell’articolo 144 è ascrivibile la violazione contestata – ha dichiarato l’avvocato Simonetta Colonnello consulente legale della Midas Finanziaria spa -. Da una attenta analisi dell’articolo 144 del Tub, non esiste alcuna corrispondenza tra le violazioni contestate e le disposizioni sanzionatorie disposte nel citato articolo, e ciò in violazione del principio della legalità e tassativita della sanzioni amministrative (art. 1 Legge 24 novembre 1981, n. 689). Inoltre nella iperbolica ipotesi si applicasse in via estensiva la norma, si evidenzia che il provvedimento appare assolutamente sproporzionato in relazione al fatto che le comunicazioni sono state effettuate con ritardo e che riguardavano esclusivamente la modifica di incarico dei sindaci supplenti. Il provvedimento sanzionatorio a mio parere è pertanto illegittimo in quanto in evidente violazione di proporzionalità, oltre al fatto che è carente di motivazione in quanto la quantificazione della sanzione non è stata giustificata in alcun modo in relazione alla effettiva infrazione. L’amministratore ha pertanto ritenuto opportuno proporre una impugnazione del provvedimento con ricorso al Tar del Lazio che valuterà l’opportunità della sanzione pecuniaria e accessoria, nonché la congruità dell’importo richiesto e infine il provvedimento in relazione alla adeguatezza della motivazione”.

Midas Finanziaria ricorre al Tar per la sanzione comminata da Banca d’Italia ultima modifica: 2011-07-15T16:47:07+00:00 da Flavio Meloni

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