Minsait, in 5 anni pagamenti elettronici cresciuti in Italia più che in ogni altro Paese europeo

Ragazza effettua pagamento con cellulare e carta di creditoL’Italia è un paese che storicamente predilige il contante ma le cose stanno cambiando. Negli ultimi cinque anni la crescita dei pagamenti elettronici in Italia è stata la più alta in Europa, evidenziando una propensione per il cambiamento sostenuto dai progressi tecnologici che ne facilitano l’adozione, come il contactless, l’e-commerce e la progressiva digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni”. Ad affermarlo è stata Rita Camporeale, responsabile Ufficio Sistemi di Pagamento dell’Associazione Bancaria Italiana (Abi), nell’ambito del 10° Rapporto sulle Tendenze dei Sistemi di Pagamento, che è stato presentato il 22 febbraio da Minsait Payments, la filiale di sistemi di pagamento di Minsait.

Secondo il report più del 50% della popolazione dei Paesi analizzati ha ridotto o abbandonato i pagamenti in contanti. Il 43,9% della popolazione italiana dichiara di aver mantenuto l’utilizzo del contante ai livelli pre-pandemia, sebbene le carte elettroniche sono considerate il mezzo di pagamento preferito da sei italiani su dieci. Fattori come l’aumento del commercio online durante la pandemia, il miglioramento della sicurezza nelle transazioni elettroniche con il doppio fattore di autenticazione e le nuove forme di pagamento via smartphone, stanno riducendo l’uso del contante in Italia, che ha recentemente promosso iniziative in questo senso come la campagna cashback.

Non solo, l’Italia è il Paese europeo più disposto a lavorare con le bigtech in termini finanziari. Ed è, all’interno dell’Europa, il Paese che mostra il maggior interesse a condividere i dati personali dei social network con le istituzioni bancarie tradizionali (24,0%) e i propri dati finanziari con le bigtech (25,8%) in cambio di incentivi.

L’analisi 

Il Rapporto sulle Tendenze dei Sistemi di Pagamento è stato realizzato in collaborazione con Analistas Financieros Internacionales (Afi) e si basa sulle opinioni di più di 80 manager del settore bancario, così come sui dati raccolti da 4.400 indagini sulla popolazione bancaria in Italia, Spagna, Portogallo, Regno Unito e America Latina.

Riduzione del contante e utilizzo delle carte

La prospettiva che emerge dai sondaggi è coerente con l’opinione degli esperti intervistati nello studio: otto su dieci sono d’accordo sul fatto che il processo di abbandono del contante si è accelerato. Tuttavia, tre manager su dieci vedono un rischio di reversibilità non appena la crisi sanitaria sarà superata. Questo perché l’avversione a “toccare” il denaro è stato un fattore determinante nel cambiamento delle abitudini, ancora di più in Spagna e Portogallo dove sei persone su dieci hanno dichiarato questa paura. In Italia, nonostante la pandemia, quasi la metà della popolazione (47,8%) non ha sperimentato la fobia di toccare denaro contante o i POS.

Inoltre, 9 manager su 10 concordano che l’impatto che la pandemia ha avuto sull’uso dei mezzi di pagamento è stato positivo, dato che ha accelerato la loro digitalizzazione. Tuttavia, 1 su 4 afferma che c’è ancora una mancanza di accesso a questi metodi digitali di pagamento e riscossione, una realtà molto più visibile in America Latina, dove c’è una crescita significativa della penetrazione bancaria e dove la popolazione sembra muoversi più velocemente dell’adattamento a questi sistemi.

In questo contesto di transizione, secondo il Rapporto sulle tendenze dei sistemi di pagamento, la carta rimane il principale mezzo di pagamento in Italia e negli altri Paesi, mentre continua la crescita del mobile payment, dei portafogli digitali e dei pagamenti da conto corrente. L’Italia è, insieme alla Spagna, il Paese dove la percentuale più alta della popolazione adulta con conto corrente e accesso a internet sceglie la carta come principale mezzo di pagamento (61,3%). Ed è anche il Paese dove più popolazione usa carte di credito per acquisti di alto valore (64,2%).

Infatti, l’85,2% degli italiani dichiara di avere una carta di credito, mentre l’81,4% ha una carta di debito. Anche le carte prepagate sono molto diffuse, con quasi otto italiani su dieci che ne usufruiscono. Ampia diffusione e grande loyalty: l’Italia è anche il Paese meno “multi-card”, fenomeno coerente con la fedeltà degli italiani alla propria banca: il 57,3% della popolazione con conto bancario e accesso a internet opera con una sola entità.

Lo shopping si sposta sull’e-commerce

Un altro degli effetti causati da Covid-19 è lo spostamento degli acquisti verso il commercio elettronico, che ha visto un aumento della frequenza delle transazioni tra i consumatori che già acquistavano prodotti online.

In quest’ottica, stando alle stime del Rapporto sulle tendenze dei sistemi di pagamento, il 46% degli italiani dice ora di fare acquisti più frequentemente, dato superiore alla Spagna (42%), Regno Unito (44%) e simile al Portogallo (47%). L’Italia partiva già da una posizione di rilievo nello shopping online: è il secondo Paese – solo dietro il Regno Unito – che accumula percentuali più alte di popolazione che acquistano frequentemente (almeno una volta al mese) su Internet (68,6%).

Una crescita dell’e-commerce parallela al miglioramento della sicurezza nelle transazioni. L’Italia è, infatti, il Paese che dà più priorità alla sicurezza: il 60% della popolazione bancaria preferisce che il proprio istituto finanziario chieda sempre un secondo fattore di autenticazione per ogni transazione.