Mutui, Abi: tassi all’1,27% a gennaio 2021. Prestiti saliti del 4,5%

Abi, Rapporto mensileA gennaio 2021 i prestiti a imprese e famiglie sono aumentati del 4,5% rispetto allo stesso mese del 2020. I tassi sui mutui si sono attestati all’1,27%, in lieve aumento rispetto all’1,25% di un anno prima. Lo ha reso noto oggi l’Associazione Bancaria Italiana (Abi) nel Rapporto mensile di febbraio.

I tassi su prestiti e mutui applicati a gennaio 2021

A gennaio 2021 i tassi di interesse sulle operazioni di finanziamento si mantengono su livelli particolarmente bassi, sui minimi storici, e registrano le seguenti dinamiche”, si legge sul bollettino mensile dell’Abi. Il tasso medio sul totale dei prestiti è sceso al 2,27% (2,28% il mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007); il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è l’1,27% (1,25% a dicembre 2020, 5,72% a fine 2007); il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è l’1,43% (1,40% il mese precedente; 5,48% a fine 2007).

A dicembre prestiti alle famiglie su del 2,3%; quelli alle imprese, +8,5%

A gennaio 2021 i prestiti a imprese e famiglie sono aumentati del 4,5% rispetto a un anno fa. Tale evidenza emerge dalle stime basate sui dati pubblicati dalla Banca d’Italia, relativi ai finanziamenti a imprese e famiglie, calcolati includendo i prestiti cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni, ad esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni. Secondo il bollettino mensile dell’Abi, a dicembre 2020, per i prestiti alle imprese si registra un aumento del 8,5% su base annua. L’aumento è del 2,3% per i prestiti alle famiglie.

Sofferenze nette scese del 12,1% a dicembre 2020

Le sofferenze nette, cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse, a dicembre 2020 sono 20,7 miliardi di euro, tornando sui livelli di luglio 2009. Il valore è in calo del 12,1% rispetto ai 23,5 miliardi di novembre 2020 (-2,8 miliardi),così come rispetto ai 27 miliardi di dicembre 2019 (-6,3 miliardi, pari a -23,4%) e ai 31,9 miliardi di dicembre 2018 (-11,2 miliardi, pari a -35,1%).

Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di oltre 68 miliardi e pari al76,7%.

Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali si è ridotto all’1,19% a dicembre 2020, tornando sui livelli di luglio 2009, (era 1,35% a novembre 2020, 1,58% a dicembre 2019, 1,85% a dicembre 2018 e 4,89% a novembre 2015)”, conclude il report dell’Abi.