Mutui, Abi: a gennaio tassi a 1,45%

Abi, Rapporto mensileA gennaio 2020 sono saliti leggermente i tassi dei prestiti per comprare casa ed è aumentato anche lo stock dei mutui in essere. Sono diminuiti invece i finanziamenti alle imprese. È quanto emerge dal rapporto di febbraio su Economia e mercati finanziari-creditizi ha diffuso oggi l’Associazione bancaria italiana (Abi)

I tassi dei mutui

Sono saliti leggermente, passando dall’1,44% di dicembre all’1,45% a gennaio, i tassi sui mutui alle famiglie praticati dalle banche. Il tasso sui prestiti in euro alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, utilizzato dall’Abi, sintetizza l’andamento dei tassi fissi e variabili ed è influenzato anche dalla variazione della composizione fra le erogazioni in base alla tipologia di mutuo. Sul totale delle nuove erogazioni di mutui, oltre l’84% sono a tasso fisso: nell’ultimo mese la quota del flusso di finanziamenti a tasso fisso è risultata pari all’86,5% (84,3% il mese precedente).

L’andamento dei tassi dei prestiti a famiglie e società non finanziarie

Secondo le ultime rilevazioni dell’Abi, se il tasso medio dei mutui si è attestato su un valore pari a 1,45% (1,44% il mese precedente; 5,72% a fine 2007), quello sui nuovi prestiti in euro alle società non finanziarie è sceso all’1,42% (1,37% il mese precedente; 5,48% a fine 2007). Infine, il tasso medio ponderato sul totale dei prestiti a famiglie e società non finanziarie è risultato a gennaio 2020 pari al 2,47% (2,48% il mese precedente; 6,16% a fine 2007).

Tassi di interesse sui prestiti alle imprese

Anche i tassi di interesse sui finanziamenti alle imprese ha sperimentato un aumento, passando dall’1,37% all’1,42%. L’Abi fa notare che siamo comunque ben lontani dal 5,48% di fine 2007, prima della crisi. Il tasso medio sul totale dei prestiti è pari al 2,47% (2,48% il mese precedente e 6,18% a fine 2007).

Immobiliare, scende la percentuale di acquisti con il mutuo e sale il loan to value

Il totale dei prestiti alle famiglie è cresciuto del 2,6% (+2,3% nel mese precedente; -1,5% a novembre 2013). La dinamica dei finanziamenti alle famiglie è rimasta solida tanto per la componente dei mutui per l’acquisto di abitazioni (+2,4% la variazione annua), quanto per quella del credito al consumo.

Nel terzo trimestre del 2019 la quota di acquisti finanziati attraverso mutuo ipotecario è scesa su valori simili a quelli registrati all’inizio del 2016, al 73,6% dal 79,6%; è invece aumentato di due punti percentuali il rapporto fra il prestito e il valore dell’immobile (76,2%).

Le erogazioni a famiglie e imprese

Dai dati diffusi oggi dall’Abi e aggiornati al 31 gennaio 2020 emerge che i prestiti a famiglie e imprese sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto a un anno prima (+0,1%). Si tratta di una stima basata sui dati relativi ai finanziamenti a famiglie e imprese e calcolati includendo i prestiti cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni, ad esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni.

La stabilità complessiva riflette, però, una forte differenza tra l’andamento dei mutui alle famiglie e dei prestiti alle imprese. A dicembre 2019 mentre è aumentato del 2,4% su base annua il totale dei mutui in essere delle famiglie, confermando la crescita del mercato dei mutui, si è registrata invece una riduzione dell’1,9% dei prestiti alle imprese (-2% nel mese precedente e -5,9% a novembre 2013, il picco negativo).

Qualità del credito

Le sofferenze nette, cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse, a dicembre 2019 si sono attestate a 27,5 miliardi di euro, in calo del 13,7% rispetto ai 31,9 miliardi di dicembre 2018 (-4,4 miliardi) e ai 64,1 miliardi di dicembre 2017 (-36,6 miliardi, pari a -57,1%). Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di oltre 61 miliardi (pari a -67,0%).

Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali si è attestato all’1,61% a dicembre 2019 (era 1,85% a dicembre 2018; 3,70% a dicembre 2017 e 4,89% a novembre 2015).