Mutui, aumenta l’erogazione ma diminuisce la domanda

La concessione di finanziamenti ipotecari torna ai livelli del primo semestre del 2008. Nei primi sei mesi del 2010 si è registrato un aumento delle erogazioni pari al 22% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un aumento positivo di circa 5.289 milioni di euro. È quanto emerge dall’analisi del centro studi Tecnocasa che ha esaminato i dati della Banca d’Italia.

In particolare nel secondo trimestre il volume delle erogazioni per l’acquisto di abitazioni è stato pari a 16.181 milioni di euro, in crescita del 23% rispetto allo stesso periodo 2009 (con una maggiorazione di 3.046 milioni di euro). L’esame precisa che i dati includono anche i mutui di sostituzione e surroga che, benché in calo rispetto al 2009, rappresentano nel primo semestre 2010 circa il 12-14% dell’erogato. “Entrambe le variazioni, trimestrale e semestrale, sono un ulteriore segnale che indica il cambiamento di tendenza del mercato” dichiara Renato Landoni, presidente di Kìron del gruppo Tecnocasa.

Scende la richiesta di finanziamenti
L’indagine evidenzia però un calo compreso tra il 3% e il 5% della domanda di mutui nel mese di giugno. Domanda che nel primo semestre ha segnato una flessione tra l’1% e il 3%. Le richieste di mutui raggiungono così i livelli del 2007.

L’andamento sul territorio
Nel secondo trimestre 2010 tutte le macroaree hanno registrato un andamento positivo. La variazione più sensibile si registra nell’area Meridionale (+28%); seguono l’area Nord Occidentale e l’area  Centrale con entrambe +27%. A livello regionale, da aprile a giugno tutte le regioni hanno messo a segno una crescita: l’incremento  maggiore si evidenzia in Lombardia (+61%) e in Basilicata (+59%).

Le consistenze
Dopo un’iniziale decrescita nei primi trimestri del 2008, l’andamento delle consistenze ha ripreso ad aumentare fino a raggiungere il volume record di 298.358 milioni di euro nel secondo trimestre 2010 (+28% rispetto allo stesso trimestre del 2009).
Aumenta anche l’importo medio dei mutui, pari a circa 125.000 euro nel secondo trimestre. E segna un aumento del 7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente quando era pari a 117.000 euro. Su base semestrale l’importo è pari a 124.000 euro. Per il terzo trimestre del 2010 si prevede stabilità. A livello regionale, nel secondo trimestre 2010, si registrano valori molto eterogenei che vanno dal mutuo medio più alto della Valle d’Aosta (141.000 euro) a quello più basso della Calabria (72.000 euro). Il Lazio si colloca al secondo posto con 138.000 euro, seguito dalla Toscana con 136.000 euro. Quasi tutte le regioni dell’area Meridionale si posizionano in fondo alla classifica, ad eccezione della Campania con 126.000 euro.

Tassi di interesse
L’Euribor a 3 mesi risulta in lieve crescita negli ultimi mesi, pur mantenendosi su livelli bassi. Il valore medio nel mese di ottobre era pari all’1%. Di molto inferiore al 5,11% dell’ottobre 2008, quando aveva toccato l’apice. “
Si è calcolato che la rata mensile di un mutuo a tasso variabile di 120.000 euro in 20 anni  con uno spread dell’1,30% acceso nell’ottobre del 2008 costava ad una famiglia 264 euro in più di quanto costerebbe stipularlo utilizzando il tasso medio di ottobre 2010” precisa l’analisi.
L’Eurirs a 20 anni a ottobre aveva un valore medio del 3,08%, “uno dei  valori più bassi degli ultimi periodi. Il valore minimo 3,03% è stato registrato a settembre 2010” prosegue lo studio.

Previsioni per il futuro
L’andamento del mercato del credito alle famiglie sconterà nei prossimi anni la debolezza derivante dalla situazione finanziaria: sia la domanda che l’offerta continueranno ad essere influenzate dal contesto macroeconomico. Le politiche di offerta delle banche rimarranno moderatamente stringenti a causa del perdurare dell’attenzione degli istituti di credito sui criteri di erogazione e dalla prudenza delle famiglie ad indebitarsi. “L’attitudine al risparmio delle famiglie italiane, la buona salute del sistema bancario italiano (dovuto alla bassa propensione al rischio da parte delle banche), unite alla tendenza nel nostro Paese all’investimento immobiliare, dovrebbero determinare un miglioramento delle condizioni generali del settore, che rimane comunque vincolato alle modalità e ai tempi della ripresa economica” spiega Renato Landoni.
Un ruolo primario sarà rappresentato dal livello della consulenza degli operatori, che dovranno migliorare la preparazione professionale per indirizzare il cliente verso scelte di indebitamento consapevoli. “La consulenza si svilupperà attraverso la relazione professionale, l’utilizzo di strumenti, l’acquisizione di informazioni, l’ascolto delle aspettative, l’analisi e la valutazione dello stato finanziario del cliente, lo sviluppo di un piano di indebitamento e il suo monitoraggio – conclude il presidente di Kìron -. Attraverso un approccio così strutturato si eviteranno scelte non coerenti con la pozione economico finanziaria”.

Mutui, aumenta l’erogazione ma diminuisce la domanda ultima modifica: 2010-11-19T10:44:47+00:00 da Flavio Meloni

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