Mutui, Banca d’Italia: a dicembre tassi a 1,78%

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Banca d'Italia, logoA dicembre i tassi sui mutui si sono attestati a 1,78%, in lieve aumento rispetto all’1,76% di novembre, mentre i tassi del credito al consumo sono risultati pari a 7,6%. Sono inoltre cresciuti del 2,6% su base annua i prestiti concessi alle famiglie. È quanto emerge dal report mensile Banche e moneta, diffuso oggi dalla Banca d’Italia.

I tassi di mutui e prestiti

Secondo il rapporto che contiene statistiche aggregate a livello nazionale sul sistema bancario, a dicembre 2019 i tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, si sono collocati all’1,78% (1,76% a novembre), mentre quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo al 7,6%. I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari all’1,37% (1,29% a novembre); quelli sui nuovi prestiti di importo fino a 1 milione di euro sono stati pari all’1,85%, mentre quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati all’1,06%. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,37%.

L’andamento dei prestiti

A dicembre scorso i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono cresciuti dello 0,1% sui dodici mesi, come nel periodo precedente. I prestiti alle famiglie hanno accelerato al 2,6% sui dodici mesi (dal 2,3% di novembre), mentre quelli alle società non finanziarie sono diminuiti dell’1,9% (-2% nel mese precedente). I depositi del settore privato sono cresciuti del 5,3% sui dodici mesi contro il 7,6% in novembre; la raccolta obbligazionaria è diminuita dell’1,5% sullo stesso periodo dell’anno precedente, contro un aumento del 2,3% a novembre.

Le sofferenze bancarie

Le sofferenze bancarie sono risultate in diminuzione su base annua (-17,3%), ma risultano più elevate rispetto al mese di novembre, quando la riduzione era stata del 23,5%. “Il calo risente di alcune operazioni di cartolarizzazioni avvenute nell’ultimo anno”, precisa il report Banche e moneta della Banca d’Italia.