
Nel primo trimestre 2026 la domanda di mutui immobiliari richiesti dalle famiglie italiane è diminuita del 12,4%. Nel solo mese di marzo ha subito un contraccolpo del 15%. A registrarlo è il Barometro dei mutui di Crif, che attribuisce il calo, almeno in parte, alla crescita molto sostenuta nello stesso trimestre del 2025.
La richiesta è stata, infatti, significativamente superiore rispetto allo stesso periodo sia del 2023 che del 2024. E sottolinea come nel 2025 le surroghe hanno messo a segno un +25,1%, mentre i nuovi mutui erogati sono cresciuti del 15,1%. A partire da luglio la società ha registrato una lenta contrazione della domanda di mutui e una brusca frenata di quella di surroghe, che nell’ultimo trimestre è diminuita del 9,2%, a conferma di un ridimensionamento che interessa l’intero comparto.
“Le forti tensioni geopolitiche stanno minando le prospettive di crescita, alimentando il rischio di una frenata dei mercati – dichiara Simone Capecchi, executive director di Crif –. Questa complessa congiuntura pone le famiglie in una situazione di incertezza e di prudenza nel richiedere finanziamenti di lungo periodo; così come, analogamente, il perdurare delle tensioni sui costi delle materie prime energetiche, fanno ipotizzare un rialzo dell’inflazione, il che genera incertezza nelle modalità di definizione dei tassi di interesse. È una situazione che abbiamo visto sovente in questi ultimi anni. Oggi, quasi nove mutui su dieci (86%) vengono stipulati a tasso fisso, una scelta che riguarda sia i nuovi contratti sia le surroghe. A spingere i consumatori verso questa soluzione sono le condizioni di mercato favorevoli, che offrono la sicurezza di un canone costante nel tempo”.
Importo medio ai massimi degli ultimi 10 anni
Secondo il Barometro dei mutui, realizzato sula base delle informazioni contenute nel sistema di informazioni creditizie Eurisc, l’importo medio richiesto si attesta a 161.059, con uno scostamento del 4,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si tratta del valore più alto di questi ultimi 10 anni. Nel 2016 si aggirava a poco più di 122.000 euro.
Per quanto riguarda la distribuzione per fascia di importo, nel primo trimestre del 2026 le richieste di mutuo si concentrano nella fascia 100.000-150.000 euro con il 30,6% e 150.000-300.000 euro per il 31,3%, un dato sostanzialmente in linea con il corrispondente periodo del 2025.
Classe di importo | % distribuzione |
Fino a 75.000 € | 15,3% |
75.001-100.000 € | 16,9% |
100.001-150.000 € | 30,6% |
150.001-300.000 € | 31,3% |
Oltre 300.000 € | 5,9% |
Fonte: Eurisc, il sistema Crif di informazioni creditizie
Durata media richiesta si colloca tra 25 e 30 anni
Dall’analisi della distribuzione delle richieste per durata emerge che il 43,5% del totale richiede mutui tra 25-30 anni. “È proprio questa fascia di durata a raccogliere la maggior parte delle richieste, poiché per effetto di un importo medio sempre più elevato è necessario per le famiglie diluire il debito nel tempo con rate più piccole per non pesare troppo sul bilancio familiare”, si legge nel report.
Classe durata mutuo (n° anni) | % distribuzione I trim 2026 |
Fino a 5 | 0,6% |
5 – 10 | 3,8% |
10 – 15 | 9,2% |
15 – 20 | 15,6% |
20 – 25 | 20,1% |
25 – 30 | 43,5% |
Oltre 30 | 7,4% |
Fonte: Eurisc, il sistema Crif di informazioni creditizie
La maggioranza dei richiedenti ha tra 35 e 44 anni
Anche la domanda per classi di età si mantiene pressoché stabile rispetto allo stesso trimestre del 2025. Infatti, continua a essere il range di età compresa tra i 35-44 anni a raccogliere la maggiore incidenza con il 47,7% del totale.
Classe di età (anni) | % distribuzione I trim 2026 |
18 – 24 | 2,8% |
25 – 34 | 30,2% |
35 – 44 | 47,7% |
45 – 54 | 22,0% |
55 – 64 | 10,5% |
65 – 74 | 3,6% |
Oltre 74 | 0,1% |
Fonte: Eurisc, il sistema Crif di informazioni creditizie























