Mutui e tassi usurari, i recenti orientamenti giurisprudenziali

CreditoI Tribunale di Napoli, Verona e Torino hanno emanato recentemente alcune sentenze che hanno negato la possibilità da parte dei mutuatari di rivalersi nei confronti delle banche per l’applicazione di tassi usurari, confermando l’orientamento secondo il quale i tassi moratori previsti in contratto non devono essere sommati aritmeticamente con quelli degli interessi corrispettivi.

Con sentenza del 15 aprile 2014, il Tribunale di Napoli, II Sezione civile, ha respinto la domanda din un mutuatario che sosteneva che il suo mutuo fosse usurario in quanto sommando il tasso d’interesse corrispettivo con quello moratorio (pari alla soglia d’usura del 6,795%) si sarebbe giunti a un tasso del 12,295% superiore alla soglia del 6,795%.

Lo stesso tribunale, con sentenza del 18 aprile 2014, n. 5949, ha osservato che la sentenza della Cassazione 350/2013 non ha stabilito che i tassi degli interessi corrispettivi debbano essere sommati con quelli degli interessi di mora e poi confrontati con la soglia d’usura.

Ancora, il Tribunale di Verona, III Sezione civile, con sentenza del 30 aprile 2014 ha definito come “tasso creativo” quello derivante dalla sommatoria tra tasso corrispettivo e tasso moratorio, confermando che questo tasso complessivo non può assolutamente essere confrontato con la soglia d’usura considerato che, in base alle disposizione della Banca d’Italia, non tiene conto degli interessi di mora sul mutuo e che quindi operando il confronto si paragonerebbero due dati disomogenei.

Analogo orientamento è stato espresso dal Tribunale di Torino, con la sentenza del 17 febbraio 2014, n. 1244.

Mutui e tassi usurari, i recenti orientamenti giurisprudenziali ultima modifica: 2014-05-12T11:25:08+00:00 da Redazione

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