Mutui.it, Genovese: “Internet e tasso variabile: le nuove prospettive di un mercato in costante evoluzione”

Mutui.it ha l’obiettivo di aiutare l’utente web a confrontare le diverse proposte di mutuo presenti sul mercato, agevolando la scelta del miglior finanziamento possibile per una spesa cruciale nella vita di molte famiglie italiane. Il portale è ovviamente gratuito e offre una serie di preventivi, calcolati senza l’aggiunta di commissioni: toccherà poi alla banca prescelta decidere se erogare il finanziamento.
All’amministratore delegato di Mutui.it Alberto Genovese abbiamo chiesto di scattare un’istantanea del mercato, in un momento molto delicato per l’economia mondiale, fortemente condizionata da una recessione senza precedenti e dalle politiche comunitarie e di governo che da tempo stanno cercando di arginare tale crisi.
Viviamo una situazione ancora in divenire. Senza nasconderci dietro a un dito, il mercato dei mutui oggi in Italia non può non risentire della condizione macroeconomica a livello europeo. Il mutuo si compone di due elementi: il mutuo a tasso fisso, dell’IRS relativo al costo del denaro più lo spread, e quello a tasso variabile dell’Euribor, cioè il parametro degli scambi che avvengono tra le banche e, anche in questo caso, dello spread. Lo spread, pur avendo lo stesso nome, non è identico per il fisso e il variabile, ma varia a seconda della rischiosità che il tipo di mutuo rappresenta per l’istituto. Avvicinandosi la fine dell’anno la gran parte degli istituti di credito ha già raggiunto i propri budget e, oggi, non ha “interesse” a esporsi ulteriormente: ne consegue che le banche si orientano verso una “razionalizzazione del mercato”. Razionalizzazione che si traduce in tre tipologie di comportamento: la banca non vuole esporsi e quindi non concede il mutuo; la banca decide di erogare, ma in maniera minore, e quindi finanzia un importo più basso rispetto a quello chiesto dal cliente; la banca concede il mutuo richiesto, ma a costi più alti per il richiedente. Questo è il presente che stiamo vivendo”.

Un contesto come quello appena descritto quali ripercussioni può avere sui comportamenti dei consumatori e degli istituti di credito?
In effetti si determina una situazione paradossale. Mi spiego. Spesso chi richiede un mutuo non è adeguatamente informato tant’è che uno dei grossi errori che molti commettono in questo periodo è quello di orientare la propria preferenza verso il mutuo a tasso fisso che, infatti, ha guadagnato 11 punti percentuali nelle richieste rispetto a pochi mesi fa. Ovviamente tale “performance” è stata realizzata a scapito del mutuo al tasso variabile ritenuto più rischioso: in realtà, soprattutto su un breve periodo, il tasso variabile è molto più vantaggioso per chi deve sottoscrivere un mutuo perché il fisso prevede, in primo momento, la restituzione alla banca di quote di interesse molto alte per poi abbattere successivamente la quota capitale; per il variabile avviene esattamente l’opposto. Ne segue che scegliendo oggi un mutuo a tasso variabile si abbassa immediatamente la quota capitale dovuta: studi, non solo nostri, dimostrano che nel lungo periodo i mutuatari che scelgono il variabile risparmiano rispetto a quanti hanno chiesto lo stesso finanziamento, alla medesima banca, con però il tasso fisso.

Quale ritiene possa essere lo scenario più probabile che si presenterà con il nuovo anno?
Il nostro mestiere non è quello di fare previsioni, ma guardando ai dati che abbiamo oggi a disposizione, confrontati con l’attuale situazione economica, tutto lascia presupporre che le banche – una volta raggiunta una stabilità più rassicurante – torneranno ad applicare politiche di credito più chiare e più “generose” per i consumatori. Non dimentichiamo anche che molti istituti di credito oggi preferiscono stare alla finestra in attesa di capire cosa succederà in Grecia.

A una giovane coppia in procinto di acquistare la prima casa lei si sente quindi di consigliare di attendere il 2012 per capire meglio quale situazione economica si determinerà?
Per prima cosa consiglio ai consumatori di studiare attentamente le offerte che il mercato presenta, e scegliere le migliori. Invito poi a non dare per scontato il tasso fisso, ma a valutare bene anche le proposte a tasso variabile e confrontarle. Mutui.it permette all’utente interessato di vagliare con precisione un vasto numero di offerte, prendendo in considerazione anche il Taeg, elemento spesso trascurato che però è in grado di evidenziare il costo effettivo dell’operazione, espresso in percentuale, che il cliente dovrà affrontare. In definitiva, si può aspettare il 2012 – anche se si rischia di perdere occasioni interessanti – senza però dimenticare che in Italia esiste una legge che permette, nel momento in cui c’è un istituto di credito che offre un prodotto migliore, di portare il capitale residuo da una banca all’altra sostituendo o surrogando il mutuo.

SimplyBiz ha riportato l’indagine che Mutui.it ha svolto sui giovani under 30, sempre più in difficoltà nell’ottenimento di un mutuo per l’acquisto della prima casa. Ci può spiegare più nel dettaglio i risultati di quello studio?
Da un lato è emerso, e questo ritengo sia molto positivo, che sempre più under 30 si stanno muovendo per comprare casa: ciò permette di sfatare il vecchio cliché secondo cui i giovani italiani sono da considerarsi “bamboccioni” rispetto ai pari età nel resto d’Europa. Oggi il 24% delle richieste di mutuo per l’acquisto della casa arrivano da under 30: ed è un dato significativo. Dall’altro lato, però, si è palesata la grandissima difficoltà di questi ragazzi nell’ottenere il finanziamento, e le cause sono da ricercarsi soprattutto nella precarietà lavorativa in cui si trovano: precarietà che non consente loro di poter offrire le garanzie richieste dalle banche. A maggior ragione, il consiglio è quello di valutare attentamente tutte le offerte, e internet è lo strumento migliore e più immediato perché con un clic permette di capire come cambia la rata, e quindi l’incidenza sul bilancio familiare, modificando la durata del finanziamento.

L’ultima analisi di Mutui.it ha interessato le richieste di finanziamento provenienti dai cittadini stranieri, un mercato sempre più interessante.
Gli stranieri in Italia rappresentano una risorsa molto importante per l’intero settore, basti pensare che l’11% di tutte le richieste di mutuo prima casa arriva proprio da loro: generalmente si rivolgono a immobili di basso valore contribuendo a rivitalizzare il mercato e raccontando meglio di tanti altri studi anche il costante e positivo processo di integrazione in atto.

Mutui.it ha l’obiettivo di aiutare l’utente web a confrontare le diverse proposte di mutuo presenti sul mercato, agevolando la scelta del miglior finanziamento possibile per una spesa cruciale nella vita di molte famiglie italiane. Il portale è ovviamente gratuito e offre una serie di preventivi, calcolati senza l’aggiunta di commissioni: toccherà poi alla banca prescelta decidere se erogare il finanziamento.
All’amministratore delegato di Mutui.it Alberto Genovese abbiamo chiesto di scattare un’istantanea del mercato, in un momento molto delicato per l’economia mondiale, fortemente condizionata da una recessione senza precedenti e dalle politiche comunitarie e di governo che da tempo stanno cercando di arginare tale crisi.
“Viviamo una situazione ancora in divenire. Senza nasconderci dietro a un dito, il mercato dei mutui oggi in Italia non può non risentire della condizione macroeconomica a livello europeo. Il mutuo si compone di due elementi: il mutuo a tasso fisso, dell’IRS relativo al costo del denaro più lo spread, e quello a tasso variabile dell’Euribor, cioè il parametro degli scambi che avvengono tra le banche e, anche in questo caso, dello spread. Lo spread, pur avendo lo stesso nome, non è identico per il fisso e il variabile, ma varia a seconda della rischiosità che il tipo di mutuo rappresenta per l’istituto. Avvicinandosi la fine dell’anno la gran parte degli istituti di credito ha già raggiunto i propri budget e, oggi, non ha “interesse” a esporsi ulteriormente: ne consegue che le banche si orientano verso una “razionalizzazione del mercato”. Razionalizzazione che si traduce in tre tipologie di comportamento: la banca non vuole esporsi e quindi non concede il mutuo; la banca decide di erogare, ma in maniera minore, e quindi finanzia un importo più basso rispetto a quello chiesto dal cliente; la banca concede il mutuo richiesto, ma a costi più alti per il richiedente. Questo è il presente che stiamo vivendo”.
Un contesto come quello appena descritto quali ripercussioni può avere sui comportamenti dei consumatori e degli istituti di credito?
In effetti si determina una situazione paradossale. Mi spiego. Spesso chi richiede un mutuo non è adeguatamente informato tant’è che uno dei grossi errori che molti commettono in questo periodo è quello di orientare la propria preferenza verso il mutuo a tasso fisso che, infatti, ha guadagnato 11 punti percentuali nelle richieste rispetto a pochi mesi fa. Ovviamente tale “performance” è stata realizzata a scapito del mutuo al tasso variabile ritenuto più rischioso: in realtà, soprattutto su un breve periodo, il tasso variabile è molto più vantaggioso per chi deve sottoscrivere un mutuo perché il fisso prevede, in primo momento, la restituzione alla banca di quote di interesse molto alte per poi abbattere successivamente la quota capitale; per il variabile avviene esattamente l’opposto. Ne segue che scegliendo oggi un mutuo a tasso variabile si abbassa immediatamente la quota capitale dovuta: studi, non solo nostri, dimostrano che nel lungo periodo i mutuatari che scelgono il variabile risparmiano rispetto a quanti hanno chiesto lo stesso finanziamento, alla medesima banca, con però il tasso fisso.
Quale ritiene possa essere lo scenario più probabile che si presenterà con il nuovo anno?
Il nostro mestiere non è quello di fare previsioni, ma guardando ai dati che abbiamo oggi a disposizione, confrontati con l’attuale situazione economica, tutto lascia presupporre che le banche – una volta raggiunta una stabilità più rassicurante – torneranno ad applicare politiche di credito più chiare e più “generose” per i consumatori. Non dimentichiamo anche che molti istituti di credito oggi preferiscono stare alla finestra in attesa di capire cosa succederà in Grecia.
A una giovane coppia in procinto di acquistare la prima casa lei si sente quindi di consigliare di attendere il 2012 per capire meglio quale situazione economica si determinerà?
Per prima cosa consiglio ai consumatori di studiare attentamente le offerte che il mercato presenta, e scegliere le migliori. Invito poi a non dare per scontato il tasso fisso, ma a valutare bene anche le proposte a tasso variabile e confrontarle. Mutui.it permette all’utente interessato di vagliare con precisione un vasto numero di offerte, prendendo in considerazione anche il Taeg, elemento spesso trascurato che però è in grado di evidenziare il costo effettivo dell’operazione, espresso in percentuale, che il cliente dovrà affrontare. In definitiva, si può aspettare il 2012 – anche se si rischia di perdere occasioni interessanti – senza però dimenticare che in Italia esiste una legge che permette, nel momento in cui c’è un istituto di credito che offre un prodotto migliore, di portare il capitale residuo da una banca all’altra sostituendo o surrogando il mutuo.
SimplyBiz ha riportato l’indagine che Mutui.it ha svolto sui giovani under 30, sempre più in difficoltà nell’ottenimento di un mutuo per l’acquisto della prima casa. Ci può spiegare più nel dettaglio i risultati di quello studio?
Da un lato è emerso, e questo ritengo sia molto positivo, che sempre più under 30 si stanno muovendo per comprare casa: ciò permette di sfatare il vecchio cliché secondo cui i giovani italiani sono da considerarsi “bamboccioni” rispetto ai pari età nel resto d’Europa. Oggi il 24% delle richieste di mutuo per l’acquisto della casa arrivano da under 30: ed è un dato significativo. Dall’altro lato, però, si è palesata la grandissima difficoltà di questi ragazzi nell’ottenere il finanziamento, e le cause sono da ricercarsi soprattutto nella precarietà lavorativa in cui si trovano: precarietà che non consente loro di poter offrire le garanzie richieste dalle banche. A maggior ragione, il consiglio è quello di valutare attentamente tutte le offerte, e internet è lo strumento migliore e più immediato perché con un clic permette di capire come cambia la rata, e quindi l’incidenza sul bilancio familiare, modificando la durata del finanziamento.
L’ultima analisi di Mutui.it ha interessato le richieste di finanziamento provenienti dai cittadini stranieri, un mercato sempre più interessante.
Gli stranieri in Italia rappresentano una risorsa molto importante per l’intero settore, basti pensare che l’11% di tutte le richieste di mutuo prima casa arriva proprio da loro: generalmente si rivolgono a immobili di basso valore contribuendo a rivitalizzare il mercato e raccontando meglio di tanti altri studi anche il costante e positivo processo di integrazione in atto.Mutui.it ha l’obiettivo di aiutare l’utente web a confrontare le diverse proposte di mutuo presenti sul mercato, agevolando la scelta del miglior finanziamento possibile per una spesa cruciale nella vita di molte famiglie italiane. Il portale è ovviamente gratuito e offre una serie di preventivi, calcolati senza l’aggiunta di commissioni: toccherà poi alla banca prescelta decidere se erogare il finanziamento.
All’amministratore delegato di Mutui.it Alberto Genovese abbiamo chiesto di scattare un’istantanea del mercato, in un momento molto delicato per l’economia mondiale, fortemente condizionata da una recessione senza precedenti e dalle politiche comunitarie e di governo che da tempo stanno cercando di arginare tale crisi.
“Viviamo una situazione ancora in divenire. Senza nasconderci dietro a un dito, il mercato dei mutui oggi in Italia non può non risentire della condizione macroeconomica a livello europeo. Il mutuo si compone di due elementi: il mutuo a tasso fisso, dell’IRS relativo al costo del denaro più lo spread, e quello a tasso variabile dell’Euribor, cioè il parametro degli scambi che avvengono tra le banche e, anche in questo caso, dello spread. Lo spread, pur avendo lo stesso nome, non è identico per il fisso e il variabile, ma varia a seconda della rischiosità che il tipo di mutuo rappresenta per l’istituto. Avvicinandosi la fine dell’anno la gran parte degli istituti di credito ha già raggiunto i propri budget e, oggi, non ha “interesse” a esporsi ulteriormente: ne consegue che le banche si orientano verso una “razionalizzazione del mercato”. Razionalizzazione che si traduce in tre tipologie di comportamento: la banca non vuole esporsi e quindi non concede il mutuo; la banca decide di erogare, ma in maniera minore, e quindi finanzia un importo più basso rispetto a quello chiesto dal cliente; la banca concede il mutuo richiesto, ma a costi più alti per il richiedente. Questo è il presente che stiamo vivendo”.
Un contesto come quello appena descritto quali ripercussioni può avere sui comportamenti dei consumatori e degli istituti di credito?
In effetti si determina una situazione paradossale. Mi spiego. Spesso chi richiede un mutuo non è adeguatamente informato tant’è che uno dei grossi errori che molti commettono in questo periodo è quello di orientare la propria preferenza verso il mutuo a tasso fisso che, infatti, ha guadagnato 11 punti percentuali nelle richieste rispetto a pochi mesi fa. Ovviamente tale “performance” è stata realizzata a scapito del mutuo al tasso variabile ritenuto più rischioso: in realtà, soprattutto su un breve periodo, il tasso variabile è molto più vantaggioso per chi deve sottoscrivere un mutuo perché il fisso prevede, in primo momento, la restituzione alla banca di quote di interesse molto alte per poi abbattere successivamente la quota capitale; per il variabile avviene esattamente l’opposto. Ne segue che scegliendo oggi un mutuo a tasso variabile si abbassa immediatamente la quota capitale dovuta: studi, non solo nostri, dimostrano che nel lungo periodo i mutuatari che scelgono il variabile risparmiano rispetto a quanti hanno chiesto lo stesso finanziamento, alla medesima banca, con però il tasso fisso.
Quale ritiene possa essere lo scenario più probabile che si presenterà con il nuovo anno?
Il nostro mestiere non è quello di fare previsioni, ma guardando ai dati che abbiamo oggi a disposizione, confrontati con l’attuale situazione economica, tutto lascia presupporre che le banche – una volta raggiunta una stabilità più rassicurante – torneranno ad applicare politiche di credito più chiare e più “generose” per i consumatori. Non dimentichiamo anche che molti istituti di credito oggi preferiscono stare alla finestra in attesa di capire cosa succederà in Grecia.
A una giovane coppia in procinto di acquistare la prima casa lei si sente quindi di consigliare di attendere il 2012 per capire meglio quale situazione economica si determinerà?
Per prima cosa consiglio ai consumatori di studiare attentamente le offerte che il mercato presenta, e scegliere le migliori. Invito poi a non dare per scontato il tasso fisso, ma a valutare bene anche le proposte a tasso variabile e confrontarle. Mutui.it permette all’utente interessato di vagliare con precisione un vasto numero di offerte, prendendo in considerazione anche il Taeg, elemento spesso trascurato che però è in grado di evidenziare il costo effettivo dell’operazione, espresso in percentuale, che il cliente dovrà affrontare. In definitiva, si può aspettare il 2012 – anche se si rischia di perdere occasioni interessanti – senza però dimenticare che in Italia esiste una legge che permette, nel momento in cui c’è un istituto di credito che offre un prodotto migliore, di portare il capitale residuo da una banca all’altra sostituendo o surrogando il mutuo.
SimplyBiz ha riportato l’indagine che Mutui.it ha svolto sui giovani under 30, sempre più in difficoltà nell’ottenimento di un mutuo per l’acquisto della prima casa. Ci può spiegare più nel dettaglio i risultati di quello studio?
Da un lato è emerso, e questo ritengo sia molto positivo, che sempre più under 30 si stanno muovendo per comprare casa: ciò permette di sfatare il vecchio cliché secondo cui i giovani italiani sono da considerarsi “bamboccioni” rispetto ai pari età nel resto d’Europa. Oggi il 24% delle richieste di mutuo per l’acquisto della casa arrivano da under 30: ed è un dato significativo. Dall’altro lato, però, si è palesata la grandissima difficoltà di questi ragazzi nell’ottenere il finanziamento, e le cause sono da ricercarsi soprattutto nella precarietà lavorativa in cui si trovano: precarietà che non consente loro di poter offrire le garanzie richieste dalle banche. A maggior ragione, il consiglio è quello di valutare attentamente tutte le offerte, e internet è lo strumento migliore e più immediato perché con un clic permette di capire come cambia la rata, e quindi l’incidenza sul bilancio familiare, modificando la durata del finanziamento.
L’ultima analisi di Mutui.it ha interessato le richieste di finanziamento provenienti dai cittadini stranieri, un mercato sempre più interessante.
Gli stranieri in Italia rappresentano una risorsa molto importante per l’intero settore, basti pensare che l’11% di tutte le richieste di mutuo prima casa arriva proprio da loro: generalmente si rivolgono a immobili di basso valore contribuendo a rivitalizzare il mercato e raccontando meglio di tanti altri studi anche il costante e positivo processo di integrazione in atto.
Mutui.it, Genovese: “Internet e tasso variabile: le nuove prospettive di un mercato in costante evoluzione” ultima modifica: 2011-12-14T13:53:08+00:00 da Flavio Meloni

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