Mutui, l’Abi chiede la reintroduzione delle penali per l’estinzione anticipata. Insorgono i consumatori

CreditoLe banche italiane chiedono che venga reintrodotta la penale per l’estinzione anticipata dei mutui, eliminata dai decreti Bersani del 2007. La richiesta è contenuta in un dossier di 41 pagine presentato mercoledì al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, dall’Abi.

Il documento, che arriva a pochi giorni di distanza dall’invito rivolto alle banche dal presidente del Consiglio Matteo Renzi a tornare a concedere prestiti all’economia e dalla serie di scandali che hanno coinvolto i vertici dell’Associazione bancaria italiana, presenta un lungo elenco di richieste al governo, in particolare sul riequilibrio della pressione fiscale sugli istituti di credito, che secondo le banche sarebbe maggiore del 15%, un valore nettamente superiore rispetto agli altri Paesi europei.

Immediata la reazione delle associazioni di consumatori.

“Il precedente governo – scrivono in una nota congiunta Adusbef e Federconsumatori ha già concesso alle banche i regali fiscali sulla deducibilità delle perdite, le garanzie sulle obbligazioni tossiche appioppate dalle banche allo Stato per un valore di 160 miliardi di euro; la pubblica malleva sulla Cassa depositi e prestiti per consentire alle banche di pagare fior di dividendi alle Fondazioni bancarie; la rivalutazione delle quote di Banca d’Italia, come gentile omaggio principalmente ad Intesa San Paolo e Unicredit, comprensivi dei ricchi dividendi già staccati da Bankitalia il 30 maggio scorso alle banche socie. Per le privatizzazioni le banche hanno avuto un dividendo straordinario della Cassa depositi e prestiti, a cui partecipano le banche tramite le loro fondazioni, per la dismissione Sace; lo sconto fiscale sulle perdite, valutato da Mediobanca 19,8 miliardi di euro per quanto riguarda le sofferenze; e sui derivati in ultimo, la garanzia statale sugli swap legati a Bot e Btp, dopo che il SalvaItalia del governo Monti (novembre 2011) aveva offerto garanzia statale di 7 anni per 848 miliardi di obbligazioni ibride”.

Nonostante queste misure di favore, continuano le associazioni “le banche proseguono nell’erogazione di prestiti col contagocce e a tassi elevatissimi strozzando famiglie e imprese; aumentano i costi del conti correnti più cari del mondo, in media arrivati a 371 euro in Italia, contro i 114 della media europea; praticano tassi di interesse fuori mercato sui mutui (ultimi dati Bce), pari a 4,62% in Italia, contro il 3,23% della media Ue. Su ogni mutuo trentennale di 100.000 euro un consumatore italiano paga una rata mensile più elevata di 78 euro, 936 euro l’anno, subendo uno scippo con destrezza di 28.000 euro a fine ammortamento. E infine c’è la garanzia della Cassa depositi e prestiti sui finanziamenti a pmi e famiglie per i mutui, inserita nella legge di Stabilità per pubblicizzare rischi e perdite, privatizzando gli utili da girare alle fondazioni bancarie anche in caso di bilanci in perdita. Mentre la Cdp, potrà poi acquistare titoli dalle banche nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione aventi a oggetto il credito verso piccole e medie imprese”.

Prima di chiedere ulteriori regalie e benefici fiscali concludono Adusbef e Federconsumatori, “Abi e banche dovrebbero abbattere gli alti tassi di interesse; erogare i prestiti a famiglie ed imprese a costi ragionevoli; calmierare i rincari su costi e commissioni, che portano un correntista italiano senza convenzione che utilizza mediamente il proprio conto corrente, a pagare ben 371 euro l’anno, il 225% in più della media europea pari a 114 euro”.

Mutui, l’Abi chiede la reintroduzione delle penali per l’estinzione anticipata. Insorgono i consumatori ultima modifica: 2014-06-20T12:39:47+00:00 da Paolo Tosatti

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