Mutui, nel primo trimestre 2013 rallenta il calo della domanda. Ma gli importi sono in contrazione

Secondo l’analisi si conferma il trend di crescita per le domande di mutui a tasso fisso, che passano da una quota di mercato del 10% nel primo trimestre 2012 al 16% del primo trimestre 2013. Tuttavia diminuisce in maniera significativa l’importo medio richiesto, che si attesta nel primo trimestre 2013 attorno ai 127mila euro (da confrontarsi con un importo medio nel primo trimestre 2011 pari a 137.000 euro).

Prendendo in considerazione le durate, i 30 anni rappresentano il 40% del totale delle preferenze nel primo trimestre 2013 rispetto al 47% del quarto trimestre 2012, a fronte di una progressiva riduzione dell’offerta per durate estese.

Lo studio sottolinea una leggera ripresa di competitività dell’offerta a tasso fisso (meno 20 punti base), i cui migliori spread si allineano ai migliori spread disponibili per prodotti a tasso variabile (2,80%). Anche nel quarto trimestre 2012 il loan to value (ovvero il rapporto tra l’importo medio del mutuo erogato e il valore dell’immobile a garanzia) si conferma al 63%, in lieve riduzione rispetto al 65% del quarto trimestre 2011. il calo delle compravendite nel 2012 si é assestato al -25,8% rispetto al 2011, portando il totale delle compravendite residenziali ad un totale di 444.017.

Per la prima volta l’analisi prende in considerazione anche le domande di mutui immobiliari dei cittadini stranieri residenti in Italia, il 7% del totale nel 2012. Il maggior numero di richieste è riferito a cittadini rumeni (18% del totale), seguiti da quelli albanesi (quota del 12%) e a distanza da altre nazionalità a partire dagli svizzeri con il 6%. I cittadini tedeschi e svizzeri (rispettivamente al 24esimo e 44esimo nel ranking per presenze) mostrano una propensione a richiedere mutui decisamente sopra la media, collocandosi al terzo e quarto posto della classifica.

Il permanere di una forte incertezza a livello economico personale ha prodotto visibili effetti sul profilo dei nuovi richiedenti mutuo: continua l’incremento del peso della domanda da parte degli over 55, che passano a spiegare dal 12% della domanda nel IV trimestre 2011 al 19% nel trimestre appena trascorso, mentre parallelamente si riduce il peso della domanda da parte dei richiedenti con età compresa tra 36 e 45 anni, dal 38% del quarto trimestre 2011 al 33% del primo trimestre 2013. Si registra anche un allargamento del cluster di richiedenti che presenta redditi superiori ai 1.500 euro netti mensili (e inferiori ai 2.000 Euro), che passa dal 24% del primo trimestre 2012 al 30% del primo trimestre 2013; sullo stesso periodo si riduce il peso dei richiedenti con redditi fra i 1.000 e 1.500 euro netti al mese, dal 42% al 32% del totale richieste.

“Dopo un 2012 di profonda crisi, il 2013 si presenta per il settore dei mutui come un anno di assestamento e di transizione – ha spiegato Stefano Rossini, amministratore delegato e fondatore di Mutuisupermarket.It -. Le forti dinamiche recessive riguardanti la domanda sembrano progressivamente attenuarsi, con le nuove richieste di mutuo in riduzione del meno 9% nel mese di marzo rispetto all’anno precedente, che complessivamente aveva fatto registrare una contrazione del meno 42%”.

“Nel 2012 il mercato immobiliare si è ridotto di un quarto rispetto all’anno precedente – gli ha fatto eco Stefano Magnolfi, direttore real Estate di Crif – ritornando al livello di compravendite residenziali della metà degli anni ’80, e la ripresa degli scambi intorno alle 500.000 transazioni è prevista non prima del 2014. Al contempo i prezzi al metro quadro continuano a calare, in quanto il -3,7% del primo trimestre 2013 si somma al meno 4,7% dell’analogo trimestre dell’anno precedente. In questo difficile scenario, da sottolineare come le compravendite assistite da mutuo risultino in sostanziale contrazione, conseguenza diretta sia di una forma di autocensura preventiva da parte delle famiglie, che temono di non riuscire a ripagare regolarmente i finanziamenti accesi, sia di politiche di offerta maggiormente selettive, con gli istituti di credito alle prese con l’aumento dei livelli di rischiosità registrato negli ultimi trimestri. Per altro, la crescita che stiamo osservando, purtroppo, è nell’ammontare dei crediti problematici garantiti da immobili che stanno perdendo valore, segnale dell’oggettiva difficoltà dei mutuatari nel far fronte alle rate e della necessità sempre più pressante per le banche di monitorare con la massima attenzione il valore delle garanzie immobiliari”.

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Mutui, nel primo trimestre 2013 rallenta il calo della domanda. Ma gli importi sono in contrazione ultima modifica: 2013-04-22T14:06:56+00:00 da Flavio Meloni

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