Mutui, Sabatini risponde all’Ance: in Italia tassi più bassi che in Europa

Il direttore generale dell’Abi non condivide le stime dell’Ance sui mutui. E con una lettera formale comunica che i tassi sui finanziamenti ipotecari italiani sono più bassi di quelli applicati nel resto d’Europa.

All’inizio di gennaio l’Associazione nazionale dei costruttori edili aveva diffuso i dati del rapporto su Il credito nel settore delle costruzioni in Italia, che confrontava il costo di un mutuo per l’acquisto della prima casa pari a 150.000 euro da rimborsare in 25 anni in Italia e nell’Area euro. E aveva concluso che comprare casa con un finanziamento in Italia costa 9.000 euro in più che nel resto dell’Unione europea.

Giovanni Sabatini critica le stime dell’Ance e sostienhe che i dati utilizzati nel Rapporto si riferiscono alle nuove erogazioni e sono relativi solo ad una parte dell’offerta bancaria complessiva in fatto di mutui, ossia i mutui a tasso fisso oltre i 10 anni. “Se invece guardiamo, com’è più realistico e corretto fare, i singoli segmenti in cui si ripartisce questo mercato, il risultato che ne emerge è diametralmente opposto” afferma Sabatini. I tassi di interesse praticati alle famiglie italiane in media sarebbero in questo modo inferiori a quelli dell’Area Euro: “2,64% in Italia contro 3,39% in Europa (a settembre 2010)”. Il vantaggio sarebbe particolarmente evidente per “quasi tutte le tipologie di mutui rilevati dalla Bce (2,39% Italia contro il 2,75% dell’area Euro se il tasso puo’ essere rivisto entro 1 anno, cioe’ i cosiddetti mutui a tasso variabile; 3,14% Italia contro il 3,57% dell’area Euro se i tassi possono essere rivisti tra 1 e 5 anni, i cosiddetti mutui a tasso misto; 3,66% Italia contro il 3,84% dell’area Euro se il tasso può essere rivisto tra 5 e 10 anni)”.

Quanto alla differenza con il resto d’Europa, Sabatini aggiunge che con riferimento al solo segmento dei mutui a tasso fisso oltre i 10 anni, uno studio puntuale e approfondito “non può prescindere dalle reali ragioni di questa differenza, che non vanno ricercate in presunte responsabilità delle banche italiane, ma nei ritardi infrastrutturali del nostro Paese rispetto al resto d’Europa e che tendono ad accentuarsi considerando le scadenze a più lungo termine. In primo luogo il maggior costo della raccolta che le banche italiane devono fronteggiare, rispetto alla media degli altri paesi europei, per il relativo maggior rischio-paese dell’Italia”.

Secondo il direttore dell’Abi un impatto non trascurabile sarebbe inoltre legato alle inefficienze della giustizia civile, con costi e tempi ben più alti in Italia rispetto ai concorrenti europei, che rendono molto più oneroso il recupero dei crediti in sofferenza. “Basti pensare che le procedure esecutive immobiliari durano mediamente 24 mesi nell’Area euro contro i 56 mesi della media italiana. Una giustizia più efficiente paragonabile, ad esempio, a quella del ben più virtuoso Lussemburgo, consentirebbe di migliorare le condizioni applicate sul tasso fisso in Italia di circa mezzo punto percentuale” spiega. Allo stesso modo gravano sul sistema “gli impedimenti normativi come il ritardo nell’emanazione delle regole sui covered bond grazie ai quali solo recentemente è stato possibile ampliare la gamma degli strumenti di raccolta per ridurre progressivamente i costi della provvista” e “le specificità legislative italiane come la gratuità nell’estinzione anticipata dei mutui imposta dalla legge Bersani, che rappresenta un unicum in tutta Europa ed introduce un’opzione implicita a favore del cliente senza tenere in alcuna considerazione i costi sostenuti dalle banche”.

Mutui, Sabatini risponde all’Ance: in Italia tassi più bassi che in Europa ultima modifica: 2011-01-11T08:02:05+00:00 da Flavio Meloni

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli che potrebbero interessarti: