Mutui, Tecnoborsa: cosa vogliono le famiglie italiane

Clienti fedeli alla propria banca
A ricorrere al finanziamento ipotecario è stato il 69,7% delle famiglie italiane che hanno acquistato un bene immobile nel biennio 2008-2009. Di queste il 69,8% si è recato presso la propria banca di fiducia e il 30,2% ha ottenuto il mutuo tramite canali specializzati, e cioè altri istituti di credito, canali online, broker e finanziarie.

Piano di rimborso
La scelta della periodo di rimborso del mutuo è ricaduta per il 75% dei casi sulle durate dai 10 ai 20 anni. Prestiti fino a 5 anni sono stati accesi da un significativo 18,9%, mentre solo il 5,7% ha indicato una durata maggiore, ultraventennale.

Tasso variabile
Nonostante il costo del denaro abbia toccato dei minimi storici, le famiglie continuano a preferire il variabile per ottenere il minor tasso possibile al momento dell’accensione, anche se per il medio-lungo termine vi sono buone probabilità che i parametri di riferimento tornino a crescere. Nel biennio preso in esame (2008-2009) il 62,3% dei soggetti ha fatto richiesta per questa tipologia di mutuo, mentre il 34% ha preferito il tasso fisso che, pur essendo più elevato, rimane invariato negli anni e tutela da eventuali rischi. Solo il 3,8% ha scelto il tasso misto che prevede la possibilità di rinegoziare nel tempo passando da una modalità all’altra.

Tempi di istruttoria
Circa il 50% delle famiglie ha impiegato dai 20 ai 30 giorni per la fase istruttoria del finanziamento. Il 15,1% ha impiegato meno di 20 giorni e un ulteriore 15,1%  più di 60 giorni; mentre il restante 20,8% per ottenere un mutuo ha impiegato dai 30 ai 60 giorni. “Si tratta, dunque, di tempi ragionevoli nella maggior parte dei casi ma è ipotizzabile un allungamento degli stessi nei casi di requisiti soggettivi del richiedente o del rapporto loan-to-value non pienamente in linea con i parametri ordinari ovvero nei casi  in cui le garanzie fornite dal richiedente non siano ritenute sufficienti dalla banca” precisa l’analisi.

Percentuale di intervento
Dall’indagine di Tecnoborsa emerge che il 17% ha richiesto solo un prestito fino al 20% del prezzo dell’immobile, percentuale decisamente più elevata se confrontata agli anni scorsi; invece, per quanto riguarda i finanziamenti che vanno dal 21% al 40% dell’importo dell’immobile, si riscontra un 15,1% di richieste che è sostanzialmente in linea con le analisi precedenti. Sommando questo primo gruppo di dati emerge che più del 30% dei mutui richiesti hanno un valore che copre fino al 40%, dunque si suppone che in questi casi le famiglie acquistino una casa perché hanno già dei risparmi e/o perché vendono un bene già posseduto e/o con aiuti di altri parenti prossimi oppure per la concomitanza di tutte e tre le circostanze messe insieme. Invece, il 34% dei mutui accesi ha richiesto un finanziamento tra il 41% e il 60% del prezzo dell’immobile e continua a rappresentare la quota più consistente; viceversa, dopo un andamento crescente negli ultimi anni, si registra un vero e proprio crollo per quanto riguarda i prestiti oltre il 61%, in quanto più costosi per le famiglie e più a rischio per le banche e, dunque, indice diretto della stretta creditizia verificatasi a partire dal settembre 2008, fase acuta della crisi finanziaria internazionale.
Il 60% delle famiglie che hanno acceso un mutuo negli ultimi due anni impegna mediamente fino al 30% del proprio budget per il pagamento delle rate, il che denota una certa prudenza; il 20,8% utilizza dal 30% al 40% del proprio reddito; il 13,2% dal 40% al 50% e solo il 5,7% impiega oltre il 50%. Dati che confermano la scarsa propensione all’indebitamento degli italiani, il che ha probabilmente contribuito a salvaguardare le medesime famiglie e il sistema finanziario nazionale dai gravi fenomeni di crisi che si sono verificati negli ultimi anni in alcuni Paesi europei e negli Usa”, ha precisato il presidente Raimondo Soria.

La rata
Il 50,9% delle famiglie ha scelto di pagare la rata del mutuo a cadenza mensile, probabilmente perché più gestibile e apparentemente meno onerosa; il 22,6% ha optato per il trimestrale e un 26,4% per il semestrale.

Le garanzie
L’analisi ha esaminato per la prima volta l’aspetto delle garanzie richieste alle famiglie dagli istituti di credito a tutela del prestito erogato. Naturalmente, la condizione principale richiesta quanto si accende un mutuo di un certo valore è l’iscrizione di un’ipoteca sul bene oggetto della transazione e, a questa domanda, il 41,5% di chi ha ottenuto il prestito ha risposto affermativamente; in particolare, il 34% ha dovuto ipotecare solo l’immobile acquistato,  mentre il 7,5% ha dovuto fornire un’ulteriore garanzia ipotecando anche un secondo bene. “Per quanto riguarda il 58,5% di chi ha acceso un mutuo e a cui non è stata richiesta ipoteca si suppone che si tratti di famiglie con una buona liquidità di base, che hanno fornito garanzie dirette (di natura finanziaria) o indirette (mediante altri familiari), ritenute dalla banca alternative all’accensione dell’ipoteca sull’immobile acquistato – ha spiegato Soria -. Peraltro, si deve tener conto del fatto non trascurabile e già precedentemente evidenziato che ben il 60% delle famiglie italiane impiega prudenzialmente meno di un terzo del reddito del proprio nucleo per pagare un mutuo”.

A ulteriore garanzia le banche chiedono anche la fideiussione di un terzo soggetto (22,6% delle famiglie che hanno acceso un mutuo), e/o polizza assicurativa a copertura di parte del capitale erogato (28,3%). Analogamente, per poter accedere al mutuo il 20,8% ha dovuto stipulare una polizza assicurativa, questa volta relativa al fabbricato in questione. Infine, emerge dall’indagine che il 24,5% dei soggetti che hanno chiesto un finanziamento ha dovuto stipulare una polizza assicurativa sulla propria persona.

Mutui, Tecnoborsa: cosa vogliono le famiglie italiane ultima modifica: 2010-11-02T07:00:00+00:00 da Flavio Meloni

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