Mutui, Tecnoborsa: cosa vogliono le famiglie italiane

Tasso variabile, durata compresa tra i 10 e i 20 anni e banca di fiducia. Sono queste le preferenze di chi compra casa con un mutuo secondo quanto emerge dall’Indagine 2010 di Tecnoborsa, società emanazione delle Camere di Commercio nata nel 1997 per contribuire allo sviluppo, alla regolazione e alla trasparenza del mercato immobiliare italiano.

Clienti fedeli alla propria banca
A ricorrere al finanziamento ipotecario è stato il 69,7% delle famiglie italiane che hanno acquistato un bene immobile nel biennio 2008-2009. Di queste il 69,8% si è recato presso la propria banca di fiducia e il 30,2% ha ottenuto il mutuo tramite canali specializzati, e cioè altri istituti di credito, canali online, broker e finanziarie.

Piano di rimborso
La scelta della periodo di rimborso del mutuo è ricaduta per il 75% dei casi sulle durate dai 10 ai 20 anni. Prestiti fino a 5 anni sono stati accesi da un significativo 18,9%, mentre solo il 5,7% ha indicato una durata maggiore, ultraventennale.

Tasso variabile
Nonostante il costo del denaro abbia toccato dei minimi storici, le famiglie continuano a preferire il variabile per ottenere il minor tasso possibile al momento dell’accensione, anche se per il medio-lungo termine vi sono buone probabilità che i parametri di riferimento tornino a crescere. Nel biennio preso in esame (2008-2009) il 62,3% dei soggetti ha fatto richiesta per questa tipologia di mutuo, mentre il 34% ha preferito il tasso fisso che, pur essendo più elevato, rimane invariato negli anni e tutela da eventuali rischi. Solo il 3,8% ha scelto il tasso misto che prevede la possibilità di rinegoziare nel tempo passando da una modalità all’altra.

Tempi di istruttoria
Circa il 50% delle famiglie ha impiegato dai 20 ai 30 giorni per la fase istruttoria del finanziamento. Il 15,1% ha impiegato meno di 20 giorni e un ulteriore 15,1%  più di 60 giorni; mentre il restante 20,8% per ottenere un mutuo ha impiegato dai 30 ai 60 giorni. “Si tratta, dunque, di tempi ragionevoli nella maggior parte dei casi ma è ipotizzabile un allungamento degli stessi nei casi di requisiti soggettivi del richiedente o del rapporto loan-to-value non pienamente in linea con i parametri ordinari ovvero nei casi  in cui le garanzie fornite dal richiedente non siano ritenute sufficienti dalla banca” precisa l’analisi.

Percentuale di intervento
Dall’indagine di Tecnoborsa emerge che il 17% ha richiesto solo un prestito fino al 20% del prezzo dell’immobile, percentuale decisamente più elevata se confrontata agli anni scorsi; invece, per quanto riguarda i finanziamenti che vanno dal 21% al 40% dell’importo dell’immobile, si riscontra un 15,1% di richieste che è sostanzialmente in linea con le analisi precedenti. Sommando questo primo gruppo di dati emerge che più del 30% dei mutui richiesti hanno un valore che copre fino al 40%, dunque si suppone che in questi casi le famiglie acquistino una casa perché hanno già dei risparmi e/o perché vendono un bene già posseduto e/o con aiuti di altri parenti prossimi oppure per la concomitanza di tutte e tre le circostanze messe insieme. Invece, il 34% dei mutui accesi ha richiesto un finanziamento tra il 41% e il 60% del prezzo dell’immobile e continua a rappresentare la quota più consistente; viceversa, dopo un andamento crescente negli ultimi anni, si registra un vero e proprio crollo per quanto riguarda i prestiti oltre il 61%, in quanto più costosi per le famiglie e più a rischio per le banche e, dunque, indice diretto della stretta creditizia verificatasi a partire dal settembre 2008, fase acuta della crisi finanziaria internazionale.
Il 60% delle famiglie che hanno acceso un mutuo negli ultimi due anni impegna mediamente fino al 30% del proprio budget per il pagamento delle rate, il che denota una certa prudenza; il 20,8% utilizza dal 30% al 40% del proprio reddito; il 13,2% dal 40% al 50% e solo il 5,7% impiega oltre il 50%. Dati che confermano la scarsa propensione all’indebitamento degli italiani, il che ha probabilmente contribuito a salvaguardare le medesime famiglie e il sistema finanziario nazionale dai gravi fenomeni di crisi che si sono verificati negli ultimi anni in alcuni Paesi europei e negli Usa”, ha precisato il presidente Raimondo Soria.

La rata
Il 50,9% delle famiglie ha scelto di pagare la rata del mutuo a cadenza mensile, probabilmente perché più gestibile e apparentemente meno onerosa; il 22,6% ha optato per il trimestrale e un 26,4% per il semestrale.

Le garanzie
L’analisi ha esaminato per la prima volta l’aspetto delle garanzie richieste alle famiglie dagli istituti di credito a tutela del prestito erogato. Naturalmente, la condizione principale richiesta quanto si accende un mutuo di un certo valore è l’iscrizione di un’ipoteca sul bene oggetto della transazione e, a questa domanda, il 41,5% di chi ha ottenuto il prestito ha risposto affermativamente; in particolare, il 34% ha dovuto ipotecare solo l’immobile acquistato,  mentre il 7,5% ha dovuto fornire un’ulteriore garanzia ipotecando anche un secondo bene. “Per quanto riguarda il 58,5% di chi ha acceso un mutuo e a cui non è stata richiesta ipoteca si suppone che si tratti di famiglie con una buona liquidità di base, che hanno fornito garanzie dirette (di natura finanziaria) o indirette (mediante altri familiari), ritenute dalla banca alternative all’accensione dell’ipoteca sull’immobile acquistato – ha spiegato Soria -. Peraltro, si deve tener conto del fatto non trascurabile e già precedentemente evidenziato che ben il 60% delle famiglie italiane impiega prudenzialmente meno di un terzo del reddito del proprio nucleo per pagare un mutuo”.

A ulteriore garanzia le banche chiedono anche la fideiussione di un terzo soggetto (22,6% delle famiglie che hanno acceso un mutuo), e/o polizza assicurativa a copertura di parte del capitale erogato (28,3%). Analogamente, per poter accedere al mutuo il 20,8% ha dovuto stipulare una polizza assicurativa, questa volta relativa al fabbricato in questione. Infine, emerge dall’indagine che il 24,5% dei soggetti che hanno chiesto un finanziamento ha dovuto stipulare una polizza assicurativa sulla propria persona.

Mutui, Tecnoborsa: cosa vogliono le famiglie italiane ultima modifica: 2010-11-02T07:00:00+00:00 da Flavio Meloni

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