Mutui, tra febbraio e marzo sospesi finanziamenti per 1 miliardo di euro. Diecimila le famiglie coinvolte

Sono stati 10.281 i contratti di mutuo sospesi nei mesi di febbraio e marzo 2010, per un debito residuo di 969 milioni di euro. Sono i primi dati del monitoraggio sulla sospensione dei mutui, illustrati dall’Abi il 6 maggio a Roma nel corso della Tavola rotonda Il Piano famiglie – primi esiti.

Il presidente dell’Associazione bancaria Corrado Faissola si è detto soddisfatto “che questo strumento di concreto supporto alle famiglie abbia prodotto in soli due mesi un risultato così importante dimostrando che il lavoro comune tra l’industria e i principali soggetti pubblici e privati può offrire risposte per le famiglie e la società”.

La maggioranza delle operazioni di sospensione ha riguardato l’intera rata (93% dei casi).

Le cause

La motivazione più frequente che ha determinato la necessità di ricorrere a questa opportunità nelle posizioni “in bonis” (senza ritardi nei pagamenti) è stata la sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario (Cig, mobilità ecc.). Nelle posizioni con ritardo nei pagamenti, invece, la cessazione del rapporto di lavoro subordinato.

La distribuzione sul territorio

Il maggior numero di domande ammesse è al Nord con il 58%, seguono Sud e isole con il 23% e il Centro al 19%.

Le caratteristiche dell’accordo

La sospensione delle rate è stata possibile in virtù dell’accordo siglato lo scorso dicembre tra Abi e associazioni dei consumatori, diretto ad offrire uno strumento immediato di aiuto alle famiglie. Il piano è partito il 1° febbraio e i clienti potranno presentare richiesta per attivare la sospensione fino al 31 gennaio 2011, con riferimento ad eventi accaduti dal gennaio 2009 al 31 dicembre 2010.

Le caratteristiche principali del patto sono:

• sospensione per almeno 12 mesi, anche nei confronti dei clienti con ritardi nei pagamenti fino a 180 giorni consecutivi;

• mutui di importo fino a 150.000 euro accesi per l’acquisto, costruzione o ristrutturazione dell’abitazione principale;

• clienti con un reddito imponibile fino a 40.000 euro annui, che hanno subito o subiscono nel biennio 2009 e 2010 eventi particolarmente negativi (morte, perdita dell’occupazione, insorgenza di condizioni di non autosufficienza, ingresso in cassa integrazione).

L’iniziativa costituisce la misura minima alla quale le banche associate potevano aderire, ferma restando la piena libertà di ciascuna banca di offrire al cliente condizioni migliori rispetto a quanto previsto. Ad oggi hanno offerto condizioni migliorative 172 banche, rappresentative del 64% del mercato.

Mutui, tra febbraio e marzo sospesi finanziamenti per 1 miliardo di euro. Diecimila le famiglie coinvolte ultima modifica: 2010-05-07T07:43:37+00:00 da Flavio Meloni

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