Mutui ungheresi: il piano di sostegno del governo ai mutuatari non piace alla Bce

Il governo d’Ungheria è intervenuto in soccorso dei mutuatari ungheresi presentando un piano che consentirà loro di ripagare i propri mutui in valuta estera, in particolare in franchi svizzeri, a un tasso di cambio fisso di molto inferiore all’attuale. Una manovra che è stata oggetto di pesanti critiche sia dalla Banca Centrale Europea sia dall’Associazione delle banche ungheresi.

È stata proprio quest’ultima associazione, in particolare, a definire il piano di governo “inaccettabile per la comunità delle banche, perché porta a importanti rischi finanziari, macroeconomici e di crescita”, senza escludere di ricorrere alle più alte istanze giudiziarie per impedirne l’applicazione. Se il governo dovesse andare avanti, si legge nella nota, “le banche non avranno altra scelta che rivolgersi alla Corte costituzionale e alle autorità competenti nell’Unione Europea”.

Anche la Bce ha dato parere negativo, sostenendo che un’azione di tal portata potrebbe minare “la stabilità del sistema bancario ungherese, senza contare i possibili effetti a livello europeo”. L’Ungheria, oggi, è tra i paesi dell’Unione con i tassi di interessi sui mutui più bassi.

Nel mentre, il partito ungherese di maggioranza assoluta, Fidesz, ha proposto di permettere a quanti hanno un mutuo in franchi di ripagare a un tasso fisso di 180 fiorini per franco (il cambio è attorno ai 230 fiorini) i loro mutui, e di 250 fiorini per l’euro. Due terzi di coloro che hanno contratto mutui in Ungheria, oltre un milione di famiglie, l’ha fatto in fiorini e oggi si trova in pesante difficoltà a causa del sensibile apprezzamento della valuta elvetica.

La Bce “gradirebbe che il Ministero dell’economia nazionale onorasse gli obblighi di consultazione della Banca Centrale Europea in futuro”. È il lapidario commento che arriva da Francoforte.

Mutui ungheresi: il piano di sostegno del governo ai mutuatari non piace alla Bce ultima modifica: 2011-11-10T09:11:06+00:00 da Flavio Meloni

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