Mutui Usa, sempre più diffusa la pratica delle non-disparagement clauses. Ma le autorità avviano indagini

Mortgage 7Letteralmente sono traducibili con il nome di clausole di non denigrazione, non-disparagement clauses. Si tratta di postille che sempre più spesso gli istituti statunitensi che concedono mutui inseriscono nei contratti per impedire che i mutuatari possano lamentarsi pubblicamente del  prestito contratto.

La pratica è stata adottata ad esempio da Ocwen, Bank of America Corp e Pnc Financial Services Group, che al momento della stipula di un prestito immobiliare obbligano il cliente a sottoscrivere un contratto in cui, tra le altre cose, si impone alla controparte di accettare di non parlare male in pubblico del proprio mutuante in caso di problemi con il finanziamento ottenuto.

Una prassi che ha già destato la preoccupazione delle associazioni di consumatori, allarmate dalle possibile conseguenze. Un report del 2013 National Consumer Law Centre riporta infatti che molto spesso gli istituti che offrono mutui non mettono a disposizione dei clienti informazioni adeguate, omettendo condizioni previste dal contratto, non provvedendo alla dovute comunicazioni o celando di fatto alcune clausole.

“Se un cliente firma una clausola di non denigrazione e successivamente ha un problema con il suo mutuo – ha spiegato alla stampa specializzata Danielle Kelley, di un’associazione di consumatori di Tallahassee, in Florida – si trova nell’impossibilità di avanzare pubblicamente lamentele. Questa è una violazione dei suoi diritti”.

Per contrastare questa pratica ritenuta scorretta i consumatori hanno sollevato il problema davanti alle competenti autorità. Benjamin Lawsky, sovrintendente del New York Financial Services, ha avviato delle indagine sull’uso delle non-disparagement clauses da parte degli istituti mutuanti.

Mutui Usa, sempre più diffusa la pratica delle non-disparagement clauses. Ma le autorità avviano indagini ultima modifica: 2014-05-23T11:16:45+00:00 da Paolo Tosatti

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