MutuiOnline: mutui, nel I trimestre 2022 aumentano domande dei giovani e importo richiesto

Mutuionline Logo Mutuionline.it LogoCalo delle surroghe, aumento dei mutui prima casa per i giovani e crescita dell’importo medio dei finanziamenti. Sono i trend che hanno caratterizzato l’andamento del comparto nei primi tre mesi del 2022, secondo l’osservatorio di MutuiOnline.it.

Dal 2015 al 2020 le surroghe hanno rappresentato una quota consistente delle richieste sul portale. La percentuale si è poi invertita, tanto che dall’ultimo trimestre del 2021 i mutui prima casa hanno rappresentato più del 71% del mix e appaiono in continua risalita dal terzo trimestre 2019, quando avevano toccato il loro minimo dal 2017 (31,7% del mix).

Gli effetti della pandemia, che negli ultimi due anni hanno contribuito anche a una riscoperta del concetto di casa, differente rispetto al passato: i lunghi periodi di lockdown e di lavoro da remoto, hanno spinto gli italiani a desiderare spazi casalinghi più ampi, confortevoli e maggiormente organizzati. Il primo vero effetto, secondo il report di MutuiOnline, si è concretizzato sul mercato dei mutui in un aumento degli importi medi richiesti che oggi sono pari a 141.771 euro, in crescita evidente rispetto ai 132.245 euro del periodo pre-pandemia. Analogamente, gli importi medi erogati nel 2022 sfiorano oltre 149.000 euro, registrando così un picco storico nell’osservatorio.

Nella prima parte dell’anno l’effetto mutui giovani continua dirompente

Gli under 36 trainano ancora il mercato: grazie alla misura di defiscalizzazione e di sostegni previsti da Decreto Sostegni Bis, che con il Fondo di Garanzia supporterà fino a dicembre 2022 i più giovani nell’acquisto di una prima casa, proviene dai più giovani quasi una richiesta su due. I mutui con LTV sopra l’80% sono ai massimi storici (13,4%), con addirittura un +53% rispetto al 2020.

 Nel trimestre in corso, 9 mutui su 10 richiesti dai giovani sono per acquisto prima casa: il 72% è per mutui Consap, il 62,5% ha durata sopra i 25 anni e più di una richiesta su due ha LTV sopra l’80%. Analogamente, gli importi medi richiesti in questo trimestre registrano un massimo storico, pari a 146.448 euro.

Leggeri rialzi del tasso fisso anche a febbraio, ma restano ancora vantaggiose le migliori offerte

Continua e con più vigore, la risalita dell’Eurirs iniziata già a fasi alterne dalla seconda metà del 2021: l’IRS a 10 anni passa da 0,39% di gennaio 2022 allo 0,78% di febbraio; quelli a 20 anni e 30 anni passano rispettivamente da 0,60% a 0,87% e da 0,52% a 0,75%. Si registrano anche ripercussioni sui TAN medi registrati su MutuiOnline.it, che si riportano sui livelli del 2019: si passa da 1,25% di gennaio (media 20 e 30 anni) a 1,56% dell’ultima rilevazione. Il confronto online aiuta a tagliare i tassi che si stanno alzando: si pensi che la media delle migliori offerte a 20 e 30 anni sul sito è 0,95% al primo marzo (-0.6 bp rispetto ai tassi medi). Resta invece sempre ai minimi storici il tasso variabile medio che si attesta sullo 0,77%, nonostante una leggera risalita dell’Euribor che resta però in territorio negativo (da -0,56% a gennaio a -0,53% a febbraio).

Si richiedono durate più lunghe rispetto al periodo pre-Covid

Rispetto al 1° Trimestre 2020 è aumentata di 3 anni la durata media delle richieste di mutuo pervenute sul portale, passando da 21 a 24 anni, e le durate sopra i 26 anni che sono passate da 25,5% a 42,1% (+39,4%). “Si tratta di un effetto della convenienza dell’Eurirs sulle lunghe durate: dal 2019 il valore dell’Eurirs a 30 anni è più basso di quello a 20 anni”, precisa l’osservatorio di MutuiOnline.

Cresce l’attenzione per i mutui green, sostenuti da tassi convenienti

Nell’ ultimo anno (dal 1° trim 2021 al 1° trim 2022) emerge chiaramente un nuovo trend relativo ai mutui “sostenibili”: le richieste di mutui green sono cresciute di quasi il 300% sul totale del mix.

I “mutui verdi”, un tempo mercato per pochi, oggi appaiono sempre più interessanti e vengono guardati con sempre maggiore attenzione anche perché incentivati dalle misure del Governo legate all’efficientamento energetico e alla riduzione degli impatti ambientali.

A spingere il mercato sono infatti anche i tassi particolarmente vantaggiosi, se paragonati a quelli dei mutui tradizionali: il tasso fisso medio di un mutuo green (media 20 e 30 anni) si è attestato a febbraio 2022 sull’1,29% rispetto a 1,58% del tasso fisso tradizionale; quello variabile sullo 0,58% vs. 0,77% di quello tradizionale. Molto più alti gli importi medi rispetto ai mutui tradizionali (circa 45.000 euro in più): nell’ultima rilevazione le richieste si attestano sui 187.128 euro.

Sono soprattutto i giovani a mostrarsi sensibili e attenti all’ambiente: il 42,7% del mix di richieste proviene dagli under 36.  Più di un richiedente su cinque ha inoltre un reddito superiore ai 2.500 euro/mese, dato che appare sensibilmente superiore rispetto ai mutui tradizionali.