Nello Tuorto, direttore generale Finetica: “Alla Giornata nazionale della microfinanza presenteremo il ‘nanoprestito’ per singoli e famiglie in difficoltà”

Nello TuortoUn momento di incontro e dibattito sul tema del microcredito come strumento finanziario di integrazione, inclusione e sviluppo. Organizzata da Finetica, dalla Rete italiana di microfinanza (Ritmi) e dall’Associazione nazionale per lo studio dei problemi del credito (Anspc), la prima Giornata nazionale della microfinanza si terrà a Napoli, nel Salone delle Assemblee del Banco di Napoli, il prossimo 30 gennaio, e coinvolgerà istituzioni, banche, associazioni e tutti gli operatori del settore. Abbiamo raggiunto al telefono Nello Tuorto, direttore generale di Finetica, organizzazione non lucrativa da anni impegnata nella prevenzione dei fenomeni dell’usura e dell’esclusione economica e sociale, per parlare con lui del programma della giornata, delle tematiche che verranno affrontate e delle difficoltà che il microcredito incontra in Italia.


Quello del 30 è il primo evento dedicato al microcredito organizzato a livello nazionale nel nostro Paese. Che obiettivi vi siete prefissati?


Questa Giornata rappresenta un tentativo di cercare, con il contributo di tutti i soggetti coinvolti, le soluzioni migliori per rispondere ai diffusi e insoddisfatti bisogni di accesso a piccoli prestiti da parte di un numero sempre maggiore di imprese, famiglie e persone fortemente a rischio di esclusione finanziaria e sociale, o, peggio ancora, di diventare vittime dell’usura e del racket, soprattutto nelle regioni meridionali del nostro Paese.

Il primo dicembre il ministero dell’Economia e delle Finanze ha emanato il decreto attuativo dell’articolo 111 del Testo unico bancario, che riconosce e norma il microcredito nel nostro Paese. Si tratta di un provvedimento a lungo atteso. Quale sarà il passaggio successivo?


In questo momento la palla è nelle mani della Banca d’Italia, a cui l’articolo 111 conferisce funzioni di vigilanza sugli operatori del microcredito. Palazzo Koch dovrà provvedere a istituire un apposito albo. L’istituto dovrebbe mettere in pubblica consultazione le norme sulla vigilanza, offrendo a tutti i soggetti interessati la possibilità di inviare commenti, suggerimenti ed eventuali critiche. Questa fase di consultazione normalmente dura 60 giorni. A quattro anni di distanza dal decreto legislativo numero 14 del 2010, che ha riconosciuto l’attività del microcredito e il ruolo degli operatori, con queste tempistiche incerte si rischia di arrivare a giugno senza che l’albo sia stato istituito. E senza albo nessun operatore può esercitare.

Perché in Italia il microcredito stenta a decollare?


Fino a ieri la colpa poteva essere attribuita alla politica. Ora che il decreto attuativo è stato emanato, il problema è diventato burocratico.

Il tema al centro dell’appuntamento di Napoli è “Microfinanza e fondi strutturali 2014-2020: inclusione, coesione e sviluppo”. In che modo i fondi strutturali possono favorire lo sviluppo del microcredito?


Già nella precedente programmazione (2007-2013, ndr), i fondi strutturali della Ue, soprattutto il Fondo sociale europeo e quelli per lo sviluppo delle imprese, prevedevano finanziamenti consistenti alle iniziative di microcredito e microfinanza. Ad esempio la Regione Campania avvalendosi dei fondi strutturali ha varato un programma di microcredito da oltre 100 milioni di euro. Le risorse che verranno messe a disposizione nel periodo della prossima programmazione (2014-2020, ndr) costituiscono un’opportunità da non perdere. Per questo occorre formulare programmi nazionali e regionali di alto profilo, basati sulla fattiva collaborazione tra le istituzioni pubbliche e gli operatori del microcredito presenti sul territorio. Serve un’azione coordinata che consenta lo sviluppo di un’offerta permanente di servizi finanziari e non finanziari inclusivi, destinati a un crescente numero di persone, giovani, donne, persone in difficoltà economica, che attualmente non possono fare affidamento sugli strumenti finanziari ordinari.

Durante la Giornata saranno presentati progetti concreti incentrati sul microcredito?


Sì, i progetti sono molti. In particolare insieme a Mediocredito Europe e Banca Etica, con la supervisione del Mef, noi di Finetica abbiamo progettato uno specifico prodotto finanziario denominato “nanoprestito”, con importi inferiori ai 2.500 euro, da sperimentare nel 2015 in un ambito limitato della provincia di Napoli. Lo scopo principale è quello di fronteggiare il dilagante fenomeno usurario che colpisce migliaia di persone e famiglie disagiate, sistematicamente escluse dalla possibilità di accedere ai canali di credito tradizionali.

Può spiegarci come funziona?


I dettagli li forniremo durante l’incontro del 30.

Nello Tuorto, direttore generale Finetica: “Alla Giornata nazionale della microfinanza presenteremo il ‘nanoprestito’ per singoli e famiglie in difficoltà” ultima modifica: 2015-01-22T11:25:13+00:00 da Paolo Tosatti

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