Nicola Bernardi, presidente Federprivacy: “Big data, web analytics e algoritmi applicati al settore del credito pongono problemi collegati alla tutela della privacy”

Bernardi, FederprivacyIntelligenza artificiale e algoritmi per gestire le richieste di denaro provenienti da privati o da imprese. L’evoluzione della tecnologia investe oggi ogni ambito della società e dell’attività umana e il settore creditizio e finanziario non fanno certo eccezione, chiamando in gioco flussi di soldi che possono arrivare ad avere consistenze rilevanti, con tutte le complicazioni e le criticità del caso, collegate all’affidabilità di questa tecnologia, all’uso consapevole da parte delle società che le utilizzano e dei consumatori e alla tutela della privacy. Già diffusi oltreoceano, anche in Europa si stanno diffondendo sistemi basati su algoritmi estremamente avanzati che permettono di valutare una richiesta di prestito presentata da un utente in pochi minuti, chiudendo la pratica in tempi molto ridotti e procedendo all’erogazione del credito in una manciata di ore. Questi algoritmi utilizzano tecnologie di big data e web analytics, setacciando i profili social e i dispositivi dei soggetti che presentano la domanda di credito (pc, smartphone, tablet, eccetera) in cerca di dati personali che vengono combinati ed elaborati con altre informazioni raccolte da fonti tradizionali, come quelle delle centrali rischi o delle camere di commercio. Alla fine del processo l’algoritmo decide se il prestito può essere concesso oppure no. Con Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy, parliamo delle opportunità e dei rischi che la diffusione di questa tecnologia porta con sé.

Credit Suisse ha investito 200 milioni di dollari nella Kabbage inc, una startup specializzata in algoritmi per la gestione delle richieste di credito. Ing ne ha investiti 300. Ci dobbiamo rassegnare all’idea che le banche e le finanziarie possano “spiare” i nostri profili social e recuperare le informazioni relative alla nostra persona che sono presenti su internet?
È chiaro che non si può fermare una tendenza in atto in tutto il mondo, che è quella di una sempre maggiore diffusione delle tecnologie collegate all’intelligenza artificiale, alle blockchain, ai big data e alla web analytics. Anche perché queste tecnologie, se correttamente utilizzate, portano notevoli vantaggi, aumentano la competitività e possono portare a un abbassamento dei costi per i consumatori finali. Quello che è importante e che ci preme sottolineare come Federprivacy, è il fatto che gli utenti devono essere messi nelle condizioni di fare un uso consapevole di questi strumenti. Invece quello che il nostro osservatorio ha rilevato è che in molti casi le società che erogano finanziamenti sul web con risposta immediata non informano in modo chiaro gli utenti che i loro profili social saranno analizzati da un algoritmo e che tali informazioni concorreranno all’esito della richiesta. Ciò comporta che a insaputa del cliente un prestito potrebbe essergli negato, ad esempio, a causa di incongruenze rilevate da un algoritmo tra il curriculum pubblicato su Linkedin e il reddito che è stato dichiarato all’istituto finanziario.

Quali sono le banche e le finanziarie che non forniscono informazioni adeguate?
Il nostro scopo non è certo quello di puntare il dito su una singola banca o una singola finanziaria quanto di rilevare una tendenza in atto e di sensibilizzare gli operatori del settore e i consumatori affinché si diffondano atteggiamenti e condotte consapevoli e rispettosi della norme sulla privacy.

Quando si parla di tecnologia però è inevitabile che la legge rincorra sempre la pratiche già adottate…
È vero ma nella situazione attuale sarebbe già un passo avanti se vi fosse un applicazione concreta di quanto previsto dal Gdpr, il regolamento generale europeo sulla privacy. Le norme ivi contenute impongono a tutti coloro che trattano dati personali una serie di obblighi: trasparenza; informative brevi e comprensibili e raccolta di un consenso consapevole. Proprio per sensibilizzare operatori e consumatori su questo tema abbiamo organizzato per domani a Roma, nel Palazzo dell’Informazione dell’Adnkronos, un workshop dal titolo “La privacy nel settore bancario e finanziario”, un momento in cui gli esperti della materia faranno il punto insieme agli addetti ai lavori delle principali banche e dei principali istituti finanziari italiani.

Nicola Bernardi, presidente Federprivacy: “Big data, web analytics e algoritmi applicati al settore del credito pongono problemi collegati alla tutela della privacy” ultima modifica: 2018-12-10T14:22:45+00:00 da Paolo Tosatti

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