Nomisma, il mercato dei mutui in Italia. I primi dati del 2010 e l’andamento del 2009

Per il 2010 ci si attende una moderato allentamento delle maglie del credito e un migliorato clima di fiducia da parte dei consumatori. Fattori che potrebbero favorire la ripresa della domanda di mutuo. La previsione arriva da Nomisma, che lo scorso 30 marzo ha presentato a Bologna il primo Osservatorio sul mercato immobiliare del 2010.

La situazione coinvolge tutta l’Europa, dove, secondo i dati della Survey of Professional ForecastersBce, nel primo trimestre dell’anno in corso le restrizioni operate dalle banche nella concessione di finanziamenti alle famiglie si sono allentate, segnalando un generale calo dell’avversione al rischio delle banche nei confronti dei mutui destinati all’acquisto di abitazioni. della

L’andamento del 2009

Il miglioramento arriva dopo un anno in cui si è assistito ad un calo della domanda più accentuato per i mutui che per il credito al consumo, secondo i dati forniti dalla Banca d’Italia. Dati che vanno incrociati con quelli dell’Agenzia del Territorio, in base ai quali nel 2009 le compravendite di abitazioni con finanziamento ipotecario ammontano a 242.544 unità contro le 271.775 del 2008. “Dopo il crollo delle compravendite assistite da mutuo, avvenuto nel 2008 (-27% rispetto al 2007), nel corso del 2009 questa modalità di acquisto dell’abitazione continua a calare ma in linea con la flessione che ha interessato le compravendite nel complesso, rispettivamente -10,8% e -11,3%. Questo calo, tradotto in numero di contratti, corrisponde a 29.231 contratti di acquisto assistiti da mutuo in meno in un anno, vale a dire 3,8 miliardi di euro in meno immessi sul mercato” si legge nella nota di Nomisma.

I criteri per la concessione del credito

Per contro, i criteri seguiti dalle banche nel concedere credito alle famiglie sono risultati significativamente meno restrittivi di quelli adottati nei confronti delle imprese. Nel corso del 2009 il grado di restrizione si è progressivamente attenuato, sia per i mutui ipotecari sia per il credito al consumo. In particolare, per i mutui nella seconda parte dell’anno le condizioni di offerta sono risultate più distese e l’orientamento delle banche è tornato sostanzialmente neutrale rispetto all’offerta di mutui. Le banche medie e grandi hanno segnalato una maggiore cautela nelle erogazioni di mutui – in particolare verso la clientela residente nel Mezzogiorno – rispetto agli intermediari più piccoli, anche se le differenze scompaiono nella seconda parte dell’anno.

La restrizione operata sulle nuove operazioni di mutuo alle famiglie nella prima parte del 2009 è riconducibile prevalentemente alla percezione di prospettive negative per l’attività economica, in generale, e al mercato degli immobili residenziali, in particolare – spiega il comunicato dell’istituto di ricerca -. Tale maggior cautela delle banche si è tradotta principalmente in maggiori spread, in particolare nei confronti della clientela più rischiosa, e secondariamente mediante richiesta di maggiori garanzie o attraverso un innalzamento dei rating minimi”.

Le caratteristiche de finanziamenti

Un orientamento più restrittivo ha caratterizzato anche la determinazione delle caratteristiche del mutuo. Maggiore attenzione è stata posta nella determinazione della percentuale finanziata rispetto al valore dell’immobile (loan to value ratio), che ha accomunato tutte le macroaree. Anche il rapporto tra la rata del mutuo e il reddito disponibile al momento dell’erogazione è stato interessato da una maggiore cautela, soprattutto nelle regioni centrali e meridionali del Paese. Per assecondare le difficoltà di pagamento delle famiglie, si è invece registrato un generalizzato allentamento nelle durate di concessione dei mutui, simile nelle diverse aree territoriali.

La sostenibilità delle rate

Nel 2009 è emersa una maggiore vulnerabilità delle famiglie indebitate. In particolare l’indagine Bbl/Centro Einaudi effettuata a settembre 2009 ha messo in luce la difficoltà a fronteggiare con regolarità i pagamenti e a risparmiare, la presenza nel nucleo familiare di un lavoratore precario o di un lavoratore in cassa integrazione eial timore di perdere l’occupazione o di subire una contrazione del reddito da lavoro. Le famiglie che negli ultimi 12 mesi hanno avuto difficoltà a far fronte ai pagamenti sono pari al 18% delle famiglie con un mutuo, al 23,3% delle famiglie con prestiti personali o finalizzati e al 36,5% delle famiglie che hanno ceduto il quinto dello stipendio o della pensione. In particolare le famiglie con un mutuo ipotecario mostrano una situazione complessivamente meno problematica rispetto a quella evidenziata dalle famiglie indebitate a breve termine: il 7% delle famiglie con un mutuo ha il capofamiglia in condizione di lavoro precario o in cassa integrazione; il 51,9% delle famiglie con un mutuo ha prospettive di perdere il lavoro o di subire una riduzione dello stipendio; il 53,1% delle famiglie con un mutuo non è riuscito a risparmiare. “Se è vero che attualmente le condizioni delle famiglie mutuatarie sono relativamente più favorevoli rispetto ad altre indebitate, va detto che in prospettiva, a fronte di un probabile peggioramento del mercato del lavoro e dei limiti pregressi a risparmiare, si potrebbe creare una nuova sacca di disagio economico tra le famiglie che devono far fronte al pagamento delle rate del mutuo” conclude l’analisi di Nomisma.

Nomisma, il mercato dei mutui in Italia. I primi dati del 2010 e l’andamento del 2009 ultima modifica: 2010-04-02T07:38:48+00:00 da Flavio Meloni

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