
Il mercato npl è davvero arrivato a una fase di maturità? Il private credit rappresenta una reale alternativa al credito tradizionale? E quale sarà il ruolo dei servicer nella gestione dei crediti pubblici?
A queste e altre domande ha cercato una risposta il CvSpringDay, appuntamento primaverile di Credit Village, che si è tenuto lo scorso 16 aprile a Milano. Patrocinato da Unirec, l’evento ha fatto il punto sul settore e sulle nuove direttrici del mercato e fornito spunti per riflessioni più ampie da approfondire nei prossimi appuntamenti dell’anno.
Npl, +20% le operazioni concluse nel 2025
Nel corso dell’anno appena concluso si è registrato un record storico di transazioni negli ultimi dieci anni, a conferma di un mercato Npl ancora attivo e dinamico. Sono state infatti oltre 650 le operazioni concluse, con un incremento superiore al 20% rispetto all’anno precedente. A fornire una fotografia puntuale del mercato è stato Roberto Sergio, amministratore delegato di Credit Village e direttore dell’osservatorio nazionale Npe Market, che ha fornito una breve anticipazione sui volumi del 2025, in attesa dei dati definitivi dell’Osservatorio relativi al 2025 che saranno disponibili nelle prossime settimane.
Le tematiche approfondite
Ad aprire i lavori è stato il keynote speech di Chiara Lombardi, partner private credit solutions PwC United Kingdom che ha posto le basi per la discussione della prima tavola rotonda dedicata a “Lending & structured finance: nuove frontiere e nuovi paradigmi”, moderata da Gabriele Guggiola, partner PwC Italia. La sessione ha messo in luce come il mercato del credito stia attraversando una fase di profonda trasformazione. Il contesto economico e geopolitico si conferma complesso, ma al tempo stesso emerge la necessità di intercettare nuove fonti di capitale, favorendo una crescente integrazione tra operatori tradizionali e nuovi player. In questo scenario, il private credit si afferma come una delle risposte più rilevanti.
A seguire, il panel “Performance under pressure: changing the mindset”, moderato da Giuseppe Cavallaro, adjunct faculty member Luiss Business School, ha sottolineato come la contrazione dei volumi sul mercato primario e la crescente complessità delle posizioni stiano ridefinendo le logiche di recupero. Il dibattito ha evidenziato come non è più solo una questione di quantità, ma di qualità dei portafogli, capacità di segmentazione e rapidità decisionale. Il mercato primario non è al termine del suo ciclo: non ha più i volumi del passato, ma continua a esprimere valore laddove esiste specializzazione.
Grande interesse da parte degli operatori anche per il tema della riscossione dei crediti pubblici, al centro della terza tavola rotonda guidata da Marcello Annese, senior advisor distressed credit & npe governance, dal titolo “La riscossione dei crediti pubblici tra norme, operatività e risultati”. Il confronto su questo ambito è ancora in fase iniziale, anche in assenza dei decreti attuativi della legge di Bilancio 2026. Tuttavia, il dialogo tra operatori con competenze e prospettive diverse rappresenta già un primo passo per indirizzare in modo concreto l’evoluzione normativa e operativa del settore.
I momenti formativi
Nel pomeriggio, due importanti momenti formativi inseriti nel CvLab, il laboratorio di Credit Village ideato per mantenere aggiornati i professionisti del settore, in collaborazione con La Scala Formazione e guidati da Luciana Cipolla, vicepresidente La Scala e presidente di La Scala Formazione, hanno approfondito due temi di grande attualità:
- “Cessione di crediti in blocco e il nodo (ir)risolto della prova”, che ha posto l’attenzione sulle criticità legate alla prova della titolarità del credito;
- “Il credito nella composizione negoziata della crisi: nuove prospettive”, che ha analizzato il ruolo della finanza nei processi di risanamento tra misure cautelari, autorizzazioni giudiziali e strumenti alternativi. La formazione si conferma così un elemento centrale per l’evoluzione della credit industry.























