Npl, Visco (Banca d’Italia): “Crediti deteriorati destinati ad aumentare. Possibili accorgimenti”

Ignazio Visco, Banca d'ItaliaI bilanci bancari non hanno ancora risentito in misura significativa della crisi pandemica. Lo ha dichiarato oggi Ignazio Visco, Governatore della Banca d’Italia, durante un’audizione presso la Commissione Parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario.

Il rapporto tra nuovi non performing loan (npl, crediti deteriorati) e totale dei prestiti è sinora rimasto su valori storicamente molto bassi, attorno all’1% – ha spiegato -. La crescita dei crediti deteriorati è stata contenuta dalle misure di sostegno alla liquidità di imprese e famiglie (moratorie e garanzie pubbliche sui prestiti), da quelle di sostegno ai redditi delle famiglie e all’attività di impresa, dalla politica monetaria espansiva della Bce. Vi ha contribuito il miglioramento, negli ultimi anni, della condizione finanziaria delle nostre imprese”.

Secondo Visco gli npl, scesi in rapporto al totale dei prestiti al 5,5 e al 2,7 per cento rispettivamente al lordo e al netto delle rettifiche di valore, sono “destinati ad aumentare in conseguenza della crisi pandemica”. Tuttavia il tasso di ingresso in default “dovrebbe mantenersi ben al di sotto dei picchi raggiunti nei precedenti episodi di recessione della nostra economia”.

L’approccio di “calendario” e i tempi delle giustizia italiana

Visco si è poi soffermato sul meccanismo di calendario, che prevede la svalutazione integrale dei crediti deteriorati secondo scadenze prestabilite e mira ad assicurare che gli npl non si accumulino nei bilanci bancari senza adeguate rettifiche di valore.

Il meccanismo di calendario non costituirebbe un problema se i tempi della giustizia civile nel nostro paese fossero allineati a quelli prevalenti nel resto d’Europa. A parità di altre condizioni, infatti, l’elevata durata delle procedure di recupero dei crediti si traduce, meccanicamente, in un maggiore stock di npl e ne deprime il valore. È quindi necessario intervenire alla radice per accelerare i tempi della giustizia civile, incidendo sulla causa prima del fenomeno”, ha affermato.

Progressi su questo fronte consentirebbero di “avviare rapidamente procedure di ristrutturazione d’impresa, quando possibili, o procedere al recupero dei crediti. Efficaci procedure di ristrutturazione d’impresa si tradurrebbero, oltre che in minori npl, in maggiore produzione e occupazione. Una giustizia civile più rapida contribuirebbe anche ad assicurare il buon funzionamento del mercato secondario degli npl. Sono in fase finale di negoziazione alcune misure volte a favorire lo sviluppo di un mercato secondario paneuropeo dei crediti deteriorati: due regolamenti europei volti a facilitare le operazioni di cartolarizzazione; regole armonizzate per i servicers e per coloro che acquistano crediti al di fuori delle operazioni di cartolarizzazione; meccanismi armonizzati di escussione stragiudiziale delle garanzie”.

Visco ha inoltre sottolineato la necessità di adoperarsi per una veloce attuazione in Italia di queste norme.

Una società di gestione dei crediti deteriorati e le perplessità della Commissione

Il numero uno della Banca d’Italia ha dichiarato che “sarebbero inoltre auspicabili passi avanti nell’istituzione di società di gestione dei crediti deteriorati (amc). Il progetto trova un limite negli orientamenti restrittivi della Commissione in tema di aiuti di Stato. In particolare, in caso di cessione di crediti deteriorati a una amc pubblica a prezzi superiori a quelli “di mercato”, sarebbe necessario imporre la condivisione delle perdite agli azionisti e ai creditori, condizione che evidentemente scoraggia del tutto il ricorso a questo strumento”.

In assenza di un mutamento di opinione da parte della Commissione su questo aspetto chiave il progetto, di cui si discute da tempo, non sembra destinato a produrre significativi benefici.

Le Gacs

Le operazioni di cartolarizzazione di posizioni in sofferenza assistite dalla garanzia pubblica sui titoli di classe senior (Garanzia cartolarizzazione sofferenze, Gacs) sono state un valido strumento a supporto della cessione di crediti deteriorati. Visco ha ricordato come, a fronte delle 27 operazioni effettuate finora, siano stati emessi titoli per 17,7 miliardi, di cui 14,4 assistiti dalla Gacs. “I rimborsi effettuati a partire dalla data di emissione hanno diminuito la consistenza di questi ultimi a 10,5 miliardi, riducendo corrispondentemente l’esposizione dello Stato – ha affermato -. In base ai dati forniti dai servicers e alle informazioni contenute nei rapporti delle società di rating, 11 delle 27 operazioni presentano recuperi in linea con il piano, mentre 16 di esse evidenziano un ritardo (3,2 miliardi di incassi contro 3,7 attesi). Nella grande maggioranza dei casi i ritardi sono dovuti agli effetti della pandemia, e risentono del blocco delle procedure giudiziarie. Al momento, tuttavia, per nessuna operazione sono state registrate perdite sulle tre tranches di titoli (junior, mezzanine e senior) nelle quali sono suddivise queste operazioni

Le Gacs, secondo il governatore di Bankitalia, si sono rivelate “uno strumento efficace per agevolare la vendita delle sofferenze; una loro estensione appare consigliabile e potrebbe anche costituire l’occasione per introdurre modifiche alla sua disciplina, così da far sì che tutti i soggetti coinvolti nell’operazione (banche cedenti, servicers, investitori e garante) operino con i giusti incentivi al fine di ridurre al minimo il rischio che la garanzia statale debba essere escussa”.

Il Dl Cura Italia

Visco ha inoltre suggerito di replicare la norma del DL Cura Italia volta a incentivare le cessioni, entro il 31 dicembre 2020, di crediti deteriorati da parte delle imprese. “La misura consiste nella possibilità di trasformare in crediti d’imposta una quota di attività per imposte anticipate (DTA) per un ammontare proporzionale al valore dei crediti deteriorati ceduti a terzi. Sulla base di informazioni ancora provvisorie, di questa norma hanno beneficiato cessioni realizzate dalle banche italiane nel 2020 per circa 15 miliardi; ad esse ha corrisposto la conversione in crediti di imposta di circa 800 milioni di DTA”, ha dichiarato.

Le imprese non finanziarie

Il governatore della Banca d’Italia ha concluso la sua audizione presso la Commissione Parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario invitando a rivolgere l’attenzione anche alla solidità delle imprese non finanziarie. “Le misure di politica economica finora adottate, ancorché indispensabili, incideranno sull’indebitamento delle imprese; nel 2020, dopo anni di riduzione, esso è in effetti tornato a crescere. In prospettiva, appare dunque opportuno valutare l’ampliamento e il rafforzamento di misure volte a rafforzare la patrimonializzazione delle imprese e a riequilibrarne la struttura finanziaria”, ha suggerito.