Nunzio Chiolo, ad Conafi Prestitò: “Siamo al lavoro su vari progetti: stock option, mutua valorizzazione e nuovi processi di marketing”

Chiolo, ConafiL’assemblea degli azionisti di Conafi Prestitò ha recentemente rivoluzionato i piani di remunerazione degli amministratori e dei dirigenti con responsabilità strategiche, ha ratificato la nomina ufficiale di Gaetano Caputi quale nuovo presidente del consiglio di amministrazione, presentato i risultati economico finanziari dello scorso anno, attribuito al cda la facoltà di aumentare, in una o più volte, il capitale sociale con modalità e tempistiche ben definite. Una serie di importanti novità che testimoniano il rinnovato entusiasmo dell’unica società quotata in borsa sin dal 2007 e specializzata nella cessione del quinto dello stipendio e della delegazione di pagamento. Ne parliamo con Nunzio Chiolo, amministratore delegato di Conafi Prestitò, con il quale ripercorriamo la storia della società e parliamo degli obiettivi per il futuro.

Qual è secondo lei la novità più importante approvata di recente dall’assemblea degli azionisti?
La cosa della quale siamo particolarmente orgogliosi è che abbiamo messo in cantiere un piano di incentivazione di equity per gli agenti in attività finanziaria. Si tratta di un piano di compensi basato sull’attribuzione di opzioni valide per la sottoscrizione di azioni ordinarie Conafi di nuova emissione e riservato solo a un certo numero di agenti. Dare delle stock option a un numero limitato di collaboratori è una scelta che favorisce la fidelizzazione e allinea gli obiettivi. Siamo convinti che il piano di distribuzione di stock option possa dare grande soddisfazione a noi e ai nostri nuovi soci e che servirà per favorire gli interessi e far sentire a casa propria gli agenti che parteciperanno a questo programma.

Quali sono le caratteristiche distintive della vostra società?
La Conafi è nel panorama italiano l’unica società specializzata nella cessione del quinto e quotata in borsa. Nata nel 1988, ha debuttato in piazza Affari nel 2007 e si è sempre distinta per la sua grande capacità innovativa, per l’utilizzo delle più moderne tecnologie e per l’efficienza della sua distribuzione. Già nel 1999 Conafi aveva ideato e iniziato a sviluppare un nuovo sistema dedicato alla cessione del quinto. Ho sempre ritenuto estremamente importante informatizzare la gestione della pratica, che dal primo momento e in tutto il suo successivo percorso doveva essere gestita integralmente a livello tecnologico. Anche il marketing è un settore che abbiamo sempre curato con particolare attenzione: basti pensare alla campagna “Prestitò e il contante ce l’ho”, un tormentone molto conosciuto negli anni passati. Conafi Prestitò ha inoltre creato nel 1996 il primo network di agenzia in attività finanziaria con la forma del franchising e col marchio “Tutti prestiti”. Innovazione nel marketing, utilizzo di tecnologie e capillare strutturazione delle reti vendita, dagli spin off delle quali sono nate molte iniziative: questi sono fra i nostri punti di forza.

La crisi si è abbattuta negli anni passati su tutto il mercato. Come è andata per Conafi Prestitò?
Dal 2007 al 2015 il mercato del credito si è certamente contratto a causa della crisi. Conafi è stata l’unica finanziaria ex 107 che non ha distribuito prodotti di terzi e che ha continuato a erogare decine di milioni di euro. Per comprendere la vera forza della nostra società basta prendere il bilancio del primo semestre del 2007 per vedere che già allora aveva 200 milioni di montante lordo erogato e che gestivamo il 14 per cento circa del mercato nazionale. Poi la crisi e tutti gli adeguamenti normativi che negli anni successivi si sono imposti hanno avuto un loro peso. Nel corso del tempo ci sono stati profondi mutamenti, ciò nonostante la Conafi ha mantenuto il proprio nome, la propria sede e tutto il personale dipendente. Abbiamo affrontato numerosi sacrifici in termini di trasparenza nei confronti dei mercati per adeguarci a tutti quei regolamenti che venivano imposti, mentre altre società non sempre si adeguavano per tempo, operando in modo difforme e creando svantaggi competitivi che si riflettevano nella perdita di agenti e di conseguenza nella perdita di produzione (Isvap per agenti, art. 39 rinnovi ante termine, pensionati senza decreto attuativo eccetera). Con la riapertura delle linee di credito abbiamo ottenuto 300 milioni da un istituto bancario e altri diversi contatti sono oggi in fase di conclusione. Abbiamo inoltre riavviato una nuova campagna promozionale. Conafi a questo proposito si è dotata di un gruppo di manager esperti a livello centrale che si occupano dello sviluppo dei mercati dell’intero territorio nazionale e ha puntato ulteriormente sulle risorse umane, sulla formazione professionale e su tutte le linee operative che vanno dai crediti, al back office, al marketing e a tutta la catena distributiva e operativa.

Recentemente avete rivisto anche la vostra governance. Quali altri progetti avete in cantiere?
La nostra governance è stata rivisitata prima a dicembre con la nomina del direttore generale Claudio Forte, uomo di lunga esperienza in gruppi bancari nel settore del credito al consumo. L’11 febbraio abbiamo cooptato Gaetano Caputi, la cui nomina a presidente è stata ratificata nei giorni scorsi. Io sono rimasto in veste di amministratore delegato. Oltre la governance, abbiamo rivisitato anche l’area commerciale e oggi la nostra rete è composta da 6 gestori di area e 24 gestori di territorio, inquadrati come dipendenti o consulenti e non come agenti in attività finanziaria.

Uno dei vostri nuovi progetti riguarda la mutua valorizzazione. Di cosa si tratta?
La mutua valorizzazione è un progetto che prevede la combinazione integrata fra chi eroga il credito, chi sviluppa i mercati e chi gestisce il cliente. È un piano che interessa sia la società erogatrice che gli agenti, con i quali si andrà a condividere un programma di sviluppo che investirà i prossimi 30 anni. I nostri progetti hanno sempre la caratteristica del lungo termine. Anche se potrebbe apparire anacronistico perché le mutue erano in voga negli anni Trenta, noi abbiamo oggi voluto dare concretezza e nuovo slancio a questo termine, perché riteniamo fondamentale il lavoro di squadra che è alla base dei successi di Conafi da circa 30 anni.

Come procede l’istanza di iscrizione al nuovo albo unico?
L’istanza è stata presentata a ottobre 2015. Abbiamo avuto un’ispezione generale della Banca d’Italia che si è protratta da novembre a febbraio e che ha determinato la sospensione della domanda, che è ripartita nei giorni scorsi.

Come sono andate le cose nel 2015 e cosa prevedete per il 2016?
Siamo molto soddisfatti di come sono andate le cose del 2015 perché abbiamo mantenuto i volumi massimi di cui potevamo disporre e siamo riusciti a non licenziare nessuno. Abbiamo fatto grossi sacrifici ma riteniamo che già da quest’anno Conafi possa riprendere il giusto ruolo di primaria società di erogazione nella cessione del quinto. Il mercato della cessione, prima con il decreto legislativo 141 e poi con la circolare 288 del 2015, che ha imposto l’iscrizione al nuovo albo degli intermediari, differenzia nettamente chi eroga da chi distribuisce. La normativa sta andando nel giusto verso, come anche la nostra operatività: laddove non ci sono particolari difficoltà interpretative o carenze documentali, Conafi dispone di tecnologie e risorse che possono trattare la cessione con professionalità e arrivare a delibera anche in 2 ore. Facciamo questo lavoro da oltre 28 anni, amministriamo oltre 120mila punti pagatori che conosciamo e che gestiamo da decenni, abbiamo erogato per conto di 9 banche in tutti questi anni circa 2 miliardi e 100 milioni e abbiamo incassato 1.950 milioni, garantendo il riscosso per non riscosso con un rischio credito pari allo 0,20%. Non ci si inventa dal nulla per gestire la cessione del quinto dello stipendio.

Nunzio Chiolo, ad Conafi Prestitò: “Siamo al lavoro su vari progetti: stock option, mutua valorizzazione e nuovi processi di marketing” ultima modifica: 2016-07-13T18:18:18+00:00 da Valentina Petracca

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