Nunzio Ragno, presidente Antico: “Il decreto 92 è un’occasione sprecata. Auspichiamo un intervento correttivo”

Nunzio Ragno, Antico, Compro Oro“Di questo decreto non si salva niente. È un insieme di misure sconclusionate dalla prima all’ultima riga. Si tratta di un provvedimento inutile, che da un lato non fornisce spiegazioni o chiarimenti su alcuni aspetti fondamentali dell’attività dei compro oro, e dall’altro introduce una serie di obblighi che a ben vedere sono quasi esclusivamente una ripetizione di disposizioni già previste da altre leggi che disciplinano la materia. Tutti gli operatori sono in fibrillazione e, giustamente, si chiedono cosa accadrà quando il 5 luglio entreranno in vigore le nuove norme”. Per Nunzio Ragno, presidente dell’Antico, Associazione nazionale tutela il comparto dell’oro, il decreto legge 92 del 25 maggio 2017 è un’occasione sprecata per cercare di introdurre nel settore una regolamentazione più omogenea e al passo con i tempi.

La vostra associazione si è espressa in modo molto negativo nei confronti del decreto legge 92. Tuttavia è innegabile che la disciplina dell’attività dei compro oro presentasse una serie di lacune dal punto di vista fiscale e amministrativo che in qualche modo andavano colmate. Perché allora siete così critici?
Perché quello che serviva era un provvedimento capace di mettere un po’ di ordine nel comparto, mentre quello che abbiamo avuto è un decreto che crea confusione, che non fornisce una definizione dei vari soggetti che operano nel settore, che non individua un loro specifico ambito di attività e che non risolve i problemi. Anzi, in alcuni casi li amplia.

Può farci un esempio concreto?
Certamente. Una delle previsioni del decreto 92 riguarda la necessità per gli operatori di dotarsi di un conto corrente dedicato in via esclusiva alle operazioni di compravendita di oro. Ma già nel 2003, con il decreto 309, era stato introdotto l’obbligo del conto fiscale per le aziende. Imporre adesso l’obbligo di un conto corrente ha come unico effetto quello di complicare ulteriormente la situazione. Oppure potremmo parlare del nuovo elenco che sarà istituito presso l’Oam, l’Organismo agenti e mediatori.

Non è positiva l’introduzione di un registro degli operatori abilitati liberamente consultabile?
Sì, ma per avere un elenco aggiornato di tutti i soggetti che esercitano l’attività di compro oro sarebbe stato sufficiente istituire un Codice Ateco ad hoc oppure prevedere una licenza rilasciata dalla questura per il commercio di preziosi usati. L’iscrizione a un elenco gestito dall’Oam è inutile e comporta un ulteriore esborso per gli operatori del settore.

Neppure in tema di lotta al riciclaggio il decreto raggiunge i suoi obiettivi?
In realtà tutte le misure previste dal provvedimento relative all’identificazione del cliente e alla segnalazione di operazioni sospette erano già contenute in leggi precedenti, dunque anche in questo caso si cade nella ridondanza, introducendo una sorta di antiriciclaggio “in forma semplificata” che non aggiunge nulla di nuovo e in più confonde le idee agli operatori.

Nei giorni scorsi avete dichiarato che l’Antico è al lavoro per presentare una soluzione “evoluta” al problema del limite all’utilizzo del contante, che le nuove norme fissano per i compro oro a 500 euro…
Sì, tra una decina di giorni avremo un incontro con le istituzioni per discutere di questo aspetto. Al momento però non posso rivelare nessun particolare. Quello che mi preme sottolineare è il fatto che tale limite rappresenta una grave discriminazione nei confronti dei compro oro. Visto che per gli operatori del settore sono stati introdotti una serie di obblighi per contrastare il fenomeno del riciclaggio di denaro e favorire una maggiore trasparenza nelle operazioni di compravendita, non si comprende per quale motivo debba valere nei loro confronti un tetto più basso rispetto a quello che trova applicazione per tutti gli altri tipi di attività economiche. Su questo aspetto auspichiamo quanto prima un intervento correttivo da parte delle autorità.

Nunzio Ragno, presidente Antico: “Il decreto 92 è un’occasione sprecata. Auspichiamo un intervento correttivo” ultima modifica: 2017-06-28T14:10:01+00:00 da Paolo Tosatti

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