Oam, Catricalà: “Abbiamo proposto alle associate di istituire un tavolo di confronto per la gestione dell’emergenza”

Antonio Catricalà, Oam“Questa emergenza va affrontata a livello di filiera perché ci troviamo di fronte a una crisi che non ha precedenti. Per questo l’ultimo comitato di gestione dell’Oam ha deciso di proporre a tutte le associate dell’Organismo stesso l’istituzione di un tavolo di confronto per individuare le soluzioni migliori. Al momento assistiamo ad alcune iniziative adottate singolarmente da singole società finanziarie per anticipare le provvigioni. Ma occorre fare di più. Se alle misure predisposte dal governo si unisce lo sforzo di tutti gli attori dell’intermediazione creditizia possiamo farcela”Antonio Catricalà, presidente dell’Organismo agenti e mediatori, parla della gestione della pandemia e delle strade da seguire per ridurre al minimo le ripercussioni sul settore del credito. “Possiamo contare sull’iniezione di liquidità alla Bce e dobbiamo auspicare che l’Europa tutta batta un colpo e aderisca alle coraggiose proposte lanciate da Mario Draghi. Certo, dal fronte della solidarietà europea i segnali per ora non sono incoraggianti ma dobbiamo fortemente credere che alla fine il sogno europeo prevarrà sugli egoismi nazionali. In ogni caso è essenziale fare ogni sforzo perché i nostri iscritti non vengano spazzati via dalla crisi: tutto il Paese perderebbe un patrimonio importante di professionalità e competenze, essenziale quando si tratterà di riavviare il motore dell’economia”.

Le restrizioni al movimento imposte dal governo possono essere un incentivo a utilizzare sempre di più la tecnologia?
Sicuramente chi ha già investito in tecnologia si trova meglio posizionato in questo momento così complicato. Ovviamente questa modalità non deve in alcun modo indebolire i presidi informativi posti a tutela dei cittadini. In questo momento è essenziale offrire credito ma deve, come sempre, essere credito sostenibile. Per questo l’informativa deve essere sempre completa ed esaustiva. Chi invece non ha ancora sfruttato l’innovazione tecnologica dovrebbe utilizzare questa fase per capire come modernizzare l’organizzazione del proprio lavoro. Dobbiamo essere consapevoli che la domanda di credito è destinata a esplodere e il ruolo degli iscritti all’Oam sarà in futuro determinante per far ripartire l’economia. Servirà un lavoro capillare per raggiungere sul territorio tutte le realtà che hanno bisogno di liquidità per ripartire. Credo che da una tragedia enorme come quella che stiamo vivendo potranno nascere nuove opportunità.

Avete ricevuto specifiche richieste da parte dei vostri iscritti?
Al momento non registriamo richieste particolari. Le categorie hanno ben compreso che il comparto, rientrando nel settore finanziario, non si colloca all’interno del perimetro delle attività sospese dal governo. È inutile tuttavia nascondersi che laddove serva un contatto fisico ci sia qualche remora ad andare avanti, anche da parte della clientela. La preoccupazione è tangibile: del resto pensiamo al settore dei mutui immobiliari. La ricerca delle case da parte degli acquirenti è bloccata e ne risentono a valle i finanziamenti legati agli acquisti.

L’Oam sta utilizzando lo smart working? Come state gestendo la vigilanza?
Siamo pienamente operativi su tutti i fronti con il lavoro a distanza. E questo ci permette di essere vicini ai nostri iscritti. Anche sulla vigilanza andiamo avanti: stiamo riorganizzando il lavoro privilegiando le attività che possono essere svolte da remoto. La pandemia e la crisi economica, per quanto del tutto eccezionali, non devono diventare la scusa per un ‘tana libera tutti’. Le regole, anche in emergenza, vanno rispettate.