Oam, Catricalà: “Sulla sentenza Lexitor il legislatore batta un colpo”

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Antonio Catricalà, Oam“Una valanga che va fermata: la “sentenza Lexitor”, emessa dalla Corte di Giustizia Europea nel settembre scorso, rischia infatti di travolgere il settore dei prestiti ai consumatori senza nei fatti aumentare le tutele a favore di questi ultimi”. Così Antonio Catricalà, presidente dell’Organismo agenti e mediatori (Oam), nell’editoriale di apertura dell’ultimo numero di Oamagzine.

“Escludendo che finanziatori e intermediatori appartengano al mondo delle onlus, è
ragionevole aspettarsi un aumento del costo dei finanziamenti concessi, con buona pace della trasparenza che in questi anni via Nazionale, e per quanto di sua competenza l’Organismo che presiedo, hanno garantito con un’attenta vigilanza – aggiunge il numero uno dell’Oam -. Per questo è necessario che il legislatore ‘batta un colpo’ e intervenga su una questione che rischia di aumentare in modo esponenziale un contenzioso già particolarmente vivace. Un primo veicolo sarebbe già pronto ed è la legge di bilancio 2020: per escludere anche le imposte dai rimborsi che i consumatori potranno richiedere, a fronte di un finanziamento estinto anticipatamente, non credo sia sufficiente una comunicazione al mercato di Banca d’Italia.

Non sappiamo tuttavia, mentre scrivo queste righe, se questo veicolo verrà utilizzato né, in caso affermativo, quale sarà la soluzione prospettata dal legislatore. È certo però che, in assenza di una norma di rango primario, che tenga insieme tutela dei consumatori, tutela degli intermediari e rispetto dei principi europei, la confusione sarà massima. Le prime indicazioni che arrivano dalla giurisprudenza nazionale, ad esempio, escludono che la sentenza Lexitor possa applicarsi ai c.d. rapporti orizzontali, vale a dire ai rapporti tra privati, riguardando invece direttamente il legislatore, chiamato a trasfondere nella normativa interna quei principi. Motivo in più per richiamare il Parlamento alle sue responsabilità.

In prospettiva l’Italia dovrà inoltre far valere la specificità del suo modello organizzativo, basato su una forte presenza di reti terze, quando l’Europa metterà mano alla revisione della Direttiva sul credito al consumo. Chiusa la fase di consultazione c’è da attendersi un intervento del legislatore europeo nel quale le tematiche sin qui affrontate non potranno essere ignorate.

La sentenza Lexitor si inserisce peraltro in un momento complesso per l’economia italiana, che quest’anno, il dato può considerarsi acquisito, crescerà appena dello 0,2 per cento. Una debolezza che si ripercuote sullo stato d’animo degli italiani, che aumentano la loro propensione al risparmio per l’incertezza sul futuro, e si riflette anche sulle prospettive, deboli, del mercato immobiliare. Lo stesso sistema bancario, che pure è riuscito a tornare in equilibrio, mostra ancora fragilità come dimostra il salvataggio di queste ore della Banca Popolare di Bari.

Sulle nostre categorie di riferimento pesano le pressioni competitive di altre realtà: mi riferisco alle fintech che in Italia sono ancora un mercato di nicchia, destinato tuttavia a crescere, stando almeno a quanto accade all’estero. Eppure, esistono per i nostri iscritti ampi margini di crescita, soprattutto nel settore dei finanziamenti alle aziende. A queste sfide il comparto sta rispondendo trasformandosi in realtà più strutturate. Una massa critica che può aiutare nell’affrontare e approfondire regolamentazioni in continua evoluzione come la normativa antiriciclaggio e le nuove disposizioni sulla privacy.

Occorre tuttavia fare uno sforzo per aumentare la visibilità del lavoro dei nostri iscritti presso il grande pubblico: con questo obiettivo nella primavera del 2020 concluderemo lo studio sull’andamento del settore della mediazione creditizia, che verrà elaborato sui dati forniti dagli iscritti. Nella seconda metà dell’anno estenderemo l’analisi anche agli agenti in attività finanziaria.

L’attività dell’Organismo è volta a rafforzare le potenzialità di agenti e mediatori: per questo non arretriamo di un millimetro sul tema della professionalità che fa la reale differenza quando ci si rapporta ai consumatori. Rientrano in questa cornice la recente circolare sull’aggiornamento professionale e la messa a punto di un sistema gratuito online per preparare al meglio le prove d’esame e valutativa. Con lo stesso obiettivo esercitiamo una vigilanza attenta ma non punitiva, tesa a riaffermare il rispetto dei principi di trasparenza e correttezza professionale che costituiscono il vero punto di forza delle nostre categorie.

L’Oam intende essere quotidianamente a fianco dei suoi che devono confrontarsi con un mondo che sta cambiando velocemente. Intende farlo ascoltando le loro esigenze, ricomponendole all’interno del quadro normativo vigente e facendosi portatore, laddove necessario, delle giuste istanze di modifiche legislative. Senza dimenticare mai che la propria ragion d’essere è quella di presidiare il mercato della mediazione per farlo crescere in modo trasparente ed efficiente – conclude il numero uno dell’Oam -. Nell’interesse di chi ci lavora e di chi, a mediatori e agenti, deve potersi rivolgere con fiducia”.