Oam: i mediatori creditizi devono comunicare alla clientela l’impossibilità di ricorrere all’Abf in caso di controversie

Oam Logo mediazione creditiziaI mediatori creditizi devono comunicare con chiarezza alla clientela che, nell’ipotesi in cui dovessero
sorgere controversie nell’ambito del rapporto contrattuale instaurato, non sarà possibile ricorrere all’Abf, l’Arbitro bancario finanziario. Lo sottolinea l’Oam, Organismo agenti e mediatori, in una comunicazione al mercato, alla
luce di alcuni comportamenti difformi riscontrati nell’ambito dell’attività di vigilanza.

In particolare, sottolinea l’Organismo, è emerso che taluni mediatori creditizi prospettano al cliente, nei fogli
informativi o nella sezione reclami del proprio sito internet, la possibilità, nel caso di mancato o insoddisfacente riscontro al reclamo presentato, di ricorrere all’Arbitro bancario finanziario per risolvere la controversia emersa nel rapporto con il mediatore.

L’Oam ricorda che, in base alla normativa vigente, tra i soggetti che aderiscono a sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie con la clientela in materia di operazioni e servizi bancari e finanziari non rientrano i mediatori creditizi e gli Agenti in attività finanziaria.

Queste categorie devono dunque prospettare, in maniera trasparente ed immediata, nella documentazione precontrattuale e sul proprio sito Internet nell’area reclami, che il cliente non può ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario per risolvere controversie sorte con l’intermediario del credito.

Resta comunque, per i mediatori, l’obbligo di mettere a disposizione della clientela o di trasmettere in formato elettronico la guida pratica sull’Arbitro bancario finanziario, redatta in conformità del modello pubblicato sul sito www.arbitrobancariofinanziario.it.

L’Oam, conclude la nota, vigilerà sulla corretta applicazione della normativa vigente e interesserà la Banca d’Italia per eventuali profili di competenza.