Oam, la vigilanza si evolve

17

Oam LogoNuovi strumenti, nuove tecniche di analisi e un’esperienza sul campo sempre più ampia. Avviata nel 2014, la vigilanza dell’Oam, Organismo agenti e mediatori, non ha mai smesso di migliorare ed evolversi. Con l’obiettivo di accompagnare gli intermediari del credito lungo un percorso di crescita professionale che passa necessariamente per la comprensione e il rispetto delle regole che disciplinano il settore in cui operano.

“Il punto di partenza della nostra attività è il programma annuale, che stabilisce le linee guida e gli obiettivi. Quest’anno, per esempio, sono previsti, tra le altre cose, 2.000 controlli a campione tra gli iscritti nei nostri elenchi relativi agli obblighi di aggiornamento professionale – racconta Benedetto Camastra, responsabile della vigilanza dell’Oam -. Una volta stabilità la direzione da seguire inizia un lungo e approfondito lavoro di analisi sui dati che abbiamo a disposizione, per individuare ‘anomalie’, ‘difformità’, ‘conti che non tornano’. Questa fase è fondamentale per il nostro lavoro. Non possiamo muoverci a caso, dobbiamo prima individuare dove e cosa andare a cercare”.

I controlli dell’Organismo si dividono in due grandi categorie: quelli sul possesso dei requisiti previsti dalla legge e quelli sul rispetto delle norme. Un’altra distinzione è tra quelli a distanza, basati su dati, e quelli in loco, gli accertamenti ispettivi. I più temuti dagli operatori.

“In realtà quando decidiamo di avviare un accertamento ispettivo significa che abbiamo già riscontrato qualche irregolarità nelle informazioni che abbiamo a disposizione. I controlli, come ho già detto, non sono casuali, non si tratta di ‘sfortuna’”, sottolinea Camastra.

L’accertamento inizia con un accesso nei locali degli operatori, nel corso del quale gli ispettori dell’Organismo raccolgono la documentazione necessaria ed effettuano i controlli del caso. Questo momento dura in media 3 o 4 giorni.

La fase successiva è quella dell’analisi del materiale raccolto, che può prendere 3 o 4 mesi. “Alla fine inviamo al soggetto ispezionato una comunicazione di esiti ispettivi, in cui sono indicate le criticità emerse – spiega Camastra -. Se appuriamo violazioni di una certa entità scattano i provvedimenti sanzionatori previsti”.

Fino ad oggi l’Oam ha svolto un totale di 199 accertamenti ispettivi. Nell’ultimo periodo sono state introdotte anche le ispezioni tematiche “che riguardano specifici aspetti dell’operato di una società e che in genere si concludono nell’arco di una giornata o due al massimo – aggiunge il responsabile dell’Organismo -. Nel corso di questi interventi non effettuiamo una verifica a 360 gradi, ma su uno o due argomenti. La nuova metodologia sta dando buoni risultati, ed essendo meno invasiva rispetto a quella canonica rappresenta un ottimo strumento per realizzare quella forma di moral suasion che per noi è preferibile rispetto alle sanzioni. Perché il nostro compito, è il caso di sottolinearlo ancora una volta, non è sanzionare gli iscritti ma fare in modo che chiunque possa lavorare con serenità in un settore con regole certe e uguali per tutti”.