Oam, via libera al bilancio. Con molti dubbi

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di Toni Ciolfi, presidente commissioni studi Ama

Il 29 aprile scorso si è tenuta l’assemblea dell’Oam per l’approvazione del bilancio 2014. I numeri presentati hanno evidenziato una perdita per l’esercizio 2014 di 377.747 euro. Il bilancio preventivo 2015 presenta dei numeri ancora peggiori con un disavanzo economico prospettico di 950.000 euro e un disavanzo finanziario per 1,2 milioni di euro.

Ama ha chiesto chiarimenti delle voci di spesa dei canoni di assistenza informatica e delle consulenze, in quanto anche nel 2014 ci sono stati canoni di assistenza informatica per 932.000 euro, oltre ad altri costi di informatica per 289.000 euro spesati tra gli oneri diversi di gestione e  174.000 euro di investimenti informatici per il nuovo progetto Geam, per un totale di costi per informatica nel solo esercizio 2014 per circa 1,4 milioni di euro.

Non vi è dubbio che l’informatica rappresenta per l’Oam un costo rilevante che, nel triennio 2013-2015 (anche nel 2015 sono previsti altri 1,5 milioni di euro), ha drenato risorse finanziarie per complessivi 4 milioni di euro.

Ama ha chiesto chiarimenti su questa rilevante voce di spesa che rappresenta circa un quarto di tutte le spese dell’Oam. In particolare, sono stati chiesti, chiarimenti sul perché il fornitore sia stato ereditato da Banca d’Italia, nonostante lo statuto garantisca autonomia finanziaria e nelle relative scelte gestionali. L’assemblea ha appreso che, nonostante siano stati spesi circa 4 milioni di euro tra canoni di assistenza informatica e sviluppo di software (di cui circa 3 milioni per canoni si assistenza), questi contratti sono stati assegnati al fornitore ereditato senza indire una gara. Riteniamo che una gara avrebbe comunque consentito risparmi economici il quanto il fornitore si sarebbe sentito in qualche modo in discussione dal nuovo cliente (che tra l’altro non ha le risorse economiche di Banca d’Italia).

Per quanto riguarda le spese di consulenza pari a oltre 400.000 euro si è chiesto e ottenuto il dettaglio dei consulenti e delle attività oggetto di consulenza.

Ama ritiene che su entrambe queste voci di spesa debba essere effettuata una due diligence approfondita, al fine di valutarne gli effettivi benefici e di procedere a una razionalizzazione dei costi. Il presidente ha dichiarato in assemblea che non vi sono contratti con durata oltre la scadenza naturale di questo board.

Ama ritiene, infatti, che, in assenza di decisi interventi sul lato dei costi, il necessario riequilibrio dei conti dell’Oam potrà avvenire solo mediante un aumento delle quote dei soggetti vigilati.

Ama è fermamente contraria a qualsiasi ipotesi di aumento delle quote di iscrizione, in quanto, anche confrontando tali quote con quelle di professioni analoghe, le quote attuali  dell’Oam si collocano tra quelle più elevate in assoluto.

Ama continuerà a vigilare affinché l’Oam venga amministrato secondo una sana e prudente gestione, che persegua, nel rispetto dei fini istituzionali dell’ente, un equilibrio dei conti.

                                                                                                                                                                              

Oam, via libera al bilancio. Con molti dubbi ultima modifica: 2015-05-19T16:26:21+00:00 da Redazione

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