Odg Senato, accelerazione alla riforma dei mediatori e agenti

Sotto la presidenza della vice presidente della camera Rosa Angela Mauro, il senatore Cosimo Latronico, consigliere regionale della Basilicata e eletto nello stesso collegio, membro del PdL e membro delle commissioni Bilancio, Tutela e promozione dei diritti umani, Questioni regionali, e Inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, ha presentato un Ordine del Giorno (G2.101) che è stato accolto dal Governo, e non è stato posto in votazione, che impegna il governo a chiarire i punti del Titolo IV del TUB che sono immediatamente applicabili senza un intervento della normativa secondaria e quindi allo scadere del 61 giorno dall’entrata in vigore della legge (19 novembre 2010).
Tra le disposizioni immediatamente applicabili sembrano rientrare l’articolo 12, comma 2, che disciplina l’esercizio dell’attività di incasso di fondi su incarico di istituti di pagamento o di istituti di moneta elettronica (gli agenti, pertanto, devono attenersi alla disposizione in parola indipendentemente dall’applicabilità delle disposizioni di cui agli articoli 128-quater, Agenti in attività finanziaria, e 128-quinquies, Requisiti per l’iscrizione nell’elenco degli agenti in attività finanziaria).
L’articolo 11, capoverso articolo 128-novies. comma 4, che prevede la responsabilità solidale degli agenti e dei mediatori per i danni causati nell’esercizio dell’attività dai dipendenti e collaboratori di cui si essi si avvalgono, anche in relazione a condotte penalmente sanzionate.
L’articolo 12. comma 1
, che contempla una serie di attività che non costituiscono esercizio di agenzia in attività finanziaria, né di mediazione creditizia (la promozione e la conclusione, da parte di fornitori di beni e servizi, di contratti di finanziamento unicamente per l’acquisto di propri beni e servizi sulla base di apposite convenzioni stipulate con le banche e gli intermediari finanziari. La promozione e la conclusione, da parte di banche, intermediari finanziari, imprese di investimento, società di gestione del risparmio, SICAV, imprese assicurative, istituti di pagamento e Poste italiane S.p.A. di contratti relativi alla concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma e alla prestazione di servizi di pagamento; la stipula, da parte delle associazioni di categoria e dei Confidi, di convenzioni con banche, intermediari finanziari ed altri soggetti operanti nel settore finanziario finalizzate a favorire l’accesso al credito delle imprese associate. Per la raccolta di richieste di finanziamento effettuate sulla base di dette convenzioni, le associazioni possono avvalersi di soggetti in possesso dei requisiti di cui all’articolo 128-novies, comma 1). Con l’applicazione di questa parte della normativa, si escluderebbero da subito gli agenti immobiliari dall’attività di segnalazione dei mutui.
L’articolo 13
, che prevede, tra l’altro, il divieto per i mediatori di concludere contratti, nonché effettuare, per conto di banche o di intermediari finanziari, l’erogazione di finanziamenti e ogni forma di pagamento o di incasso di denaro contante, di altri mezzi di pagamento o di titoli di credito.
L’articolo 17, commi 2, 3, e 4,
che prefigura cause di incompatibilità immediatamente applicabili ai soggetti ivi indicati (I dipendenti, gli agenti e i collaboratori di banche ed intermediari finanziari non possono svolgere attività di mediazione creditizia, nè esercitare, neppure per interposta persona, attività di amministrazione, direzione o controllo nelle società di mediazione creditizia iscritte nell’elenco di cui  all’articolo 128-sexies, comma 2, ovvero, anche informalmente, attività di promozione di intermediari finanziari diversi da quello per il quale prestano la propria attività. Le società di mediazione creditizia non possono detenere, neppure indirettamente, partecipazioni in banche o intermediari finanziari. Le banche e gli intermediari finanziari non possono detenere, nelle imprese o società che svolgono l’attività di mediazione creditizia, partecipazioni che rappresentano almeno il dieci per cento del capitale o che attribuiscono almeno il dieci per cento dei diritti di voto o che comunque consentono di esercitare un’influenza notevole).

L’articolo 28. comma 3,che fa salve le competenze dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

L’OdG, nella sua interezza, recita: “Premesso che in data 30 luglio 2010, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo recante «Attuazione della direttiva 2008/48/CE relativa ai contratti di credito ai consumatori, coordinamento del Titolo VI del Testo unico bancario con altre disposizioni legislative in tema di trasparenza, revisione della disciplina dei soggetti operanti nel settore finanziario, degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 207 del 4 settembre 2010, supplemento ordinario, con lo scopo di incrementare i presidi a tutela dei clienti consumatori dei settori finanziario e del credito e, conseguentemente, di dettare una disciplina di maggior rigore per i soggetti operanti in tali settori, per gli agenti in attività finanziaria ed i mediatori, mediante, tra l’altro, la creazione di un elenco di agenti e mediatori nonché di Organismi per la gestione degli elenchi in parola, che provvedono alla formazione professionale degli iscritti, alla relativa vigilanza e all’applicazione delle sanzioni;

rilevato che l’articolo 26 del predetto decreto prevede una disciplina transitoria e l’articolo 28, comma 5, prevede che le disposizioni contenute nel titolo IV (Disciplina degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi) si applicano a decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto;

rilevato che tra le disposizioni contenute nel titolo IV, alcune sono immediatamente applicabili a decorrere dal termine in esame, ma altre non possono trovare immediata applicazione anche dopo il sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto, senza che siano compiuti gli adempimenti necessari previsti, preliminari alla concreta operatività delle disposizioni stesse, tanto che l’articolo 26, comma 3, prevede che a decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto e fino alla costituzione dell’Organismo sono sospese nuove iscrizioni nell’albo dei mediatori creditizi e nell’elenco degli agenti in attività finanziaria ad eccezione degli agenti di cui al comma 6 dell’articolo 128-quater del decreto legislativo 10 settembre 1993, n. 385. Ai mediatori e agenti già iscritti continuano ad applicarsi il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 13 dicembre 2001, n. 485, in materia di agenti in attività finanziaria, e il decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 2000, n. 287, in materia di mediatori nonché le relative disposizioni di attuazione;

considerato che la disciplina transitoria di cui all’articolo 26, comma 3, deve integrarsi con le norme direttamente precettive, che non sono subordinate al compimento dei nuovi adempimenti previsti per l’esercizio dell’attività di agente;

considerato che tra le disposizioni immediatamente applicabili sembra rientrare sicuramente l’articolo 12, comma 2, che disciplina l’esercizio dell’attività di incasso di fondi su incarico di istituti di pagamento o di istituti di moneta elettronica, per l’esercizio della quale, si prevede, non è necessaria l’iscrizione nell’elenco degli agenti in attività finanziaria, a condizione che detta attività sia svolta sulla base di un contratto di esternalizzazione. Gli agenti, pertanto, devono attenersi alla disposizione in parola indipendentemente dall’applicabilità delle disposizioni di cui agli articoli 128-quater (Agenti in attività finanziaria) e 128-quinquies (Requisiti per l’iscrizione nell’elenco degli agenti in attività finanziaria), che disciplinano le nuove condizioni di esercizio dell’attività di agente e che, invece, presuppongono necessariamente l’adozione preventiva di misure attuative;

considerato che disposizioni immediatamente precettive ed autonomamente applicabili, indipendentemente dal compimento dei nuovi adempimenti previsti per l’esercizio dell’attività di agente, sono, altresì, quelle di cui all’articolo 11, capoverso articolo 128-novies. comma 4, che prevede la responsabilità solidale degli agenti e dei mediatori per i danni causati nell’esercizio dell’attività dai dipendenti e collaboratori di cui si essi si avvalgono, anche in relazione a condotte penalmente sanzionate; all’articolo 12. comma 1, che contempla una serie di attività che non costituiscono esercizio di agenzia in attività finanziaria, né di mediazione creditizia e che, pertanto, sono esercitabili dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto, senza attendere la costituzione degli elenchi e dell’Organismo; all’articolo 13, che prevede, tra l’altro, il divieto per i mediatori di concludere contratti, nonché effettuare, per conto di banche o di intermediari finanziari, l’erogazione di finanziamenti e ogni forma di pagamento o di incasso di denaro contante, di altri mezzi di pagamento o di titoli di credito; all’articolo 17, commi 2, 3, e 4, che prefigura cause di incompatibilità immediatamente applicabili ai soggetti ivi indicati; all’articolo 28. comma 3,che fa salve le competenze dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato;
ritenuto, quindi, che tale scenario è confermato anche dall’unica interpretazione consentita legittimamente dell’articolo 26, comma 3, ultimo periodo, rispettosa dei principi in tema di gerarchia delle fonti e di successione delle norme nel tempo, in quanto il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 13 dicembre 2001, n. 485, in materia di agenti in attività finanziaria, e il decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 2000, n. 287, in materia di mediatori, nonché le relative disposizioni di attuazione, ivi richiamati. a tutta evidenza possono legittimamente considerarsi applicabili fino al compimento degli adempimenti previsti per l’esercizio delle attività in parola, solo in quanto compatibili con il quadro normativo sopra delineato, nei termini descritti;
ritenuto che quanto illustrato costituisce pacifica e necessitata conseguenza del quadro normativo sommariamente riportato e che, pertanto, a tutela delle ragioni di certezza degli operatori e dei consumatori, gli esiti descritti possono considerarsi acquisiti, in mancanza di ipotetiche modifiche al suddetto contesto normativo, anche in assenza di eventuali espliciti diversi pronunciamenti delle amministrazioni chiamate a garantire la puntuale applicazione delle citate disposizioni, prima della scadenza dei termini ivi indicati,

impegna il Governo:
ad adottare ogni utile provvedimento, anche di natura interpretativa, volto ad assicurare certezza applicativa per gli operatori del settore e per i consumatori, nei termini indicati nelle premesse, confermandone la condivisibilità anche nelle forme sopra descritte”.

Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE

La 426aseduta pubblica del Senato della Repubblica della XVI Legislatura dello scorso mercoledì 22 settembre ha dato un accelerazione improvvisa alla riforma dei mediatori creditizi e degli Agenti in attività Finanziari.

Sotto la presidenza della vice presidente della camera Rosa Angela Mauro, il senatore Cosimo Latronico, consigliere regionale della Basilicata e eletto nello stesso collegio, membro del PdL e membro delle commissioni Bilancio, Tutela e promozione dei diritti umani, Questioni regionali, e Inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, ha presentato un Ordine del Giorno (G2.101) che è stato accolto dal Governo, e non è stato posto in votazione, che impegna il governo a chiarire i punti del Titolo IV del TUB che sono immediatamente applicabili senza un intervento della normativa secondaria e quindi allo scadere del 61 giorno dall’entrata in vigore della legge (19 novembre 2010).
Tra le disposizioni immediatamente applicabili sembrano rientrare l’articolo 12, comma 2, che disciplina l’esercizio dell’attività di incasso di fondi su incarico di istituti di pagamento o di istituti di moneta elettronica (gli agenti, pertanto, devono attenersi alla disposizione in parola indipendentemente dall’applicabilità delle disposizioni di cui agli articoli 128-quater, Agenti in attività finanziaria, e 128-quinquies, Requisiti per l’iscrizione nell’elenco degli agenti in attività finanziaria).
L’articolo 11, capoverso articolo 128-novies. comma 4, che prevede la responsabilità solidale degli agenti e dei mediatori per i danni causati nell’esercizio dell’attività dai dipendenti e collaboratori di cui si essi si avvalgono, anche in relazione a condotte penalmente sanzionate.
L’articolo 12. comma 1, che contempla una serie di attività che non costituiscono esercizio di agenzia in attività finanziaria, né di mediazione creditizia (la promozione e la conclusione, da parte di fornitori di beni e servizi, di contratti di finanziamento unicamente per l’acquisto di propri beni e servizi sulla base di apposite convenzioni stipulate con le banche e gli intermediari finanziari. La promozione e la conclusione, da parte di banche, intermediari finanziari, imprese di investimento, società di gestione del risparmio, SICAV, imprese assicurative, istituti di pagamento e Poste italiane S.p.A. di contratti relativi alla concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma e alla prestazione di servizi di pagamento; la stipula, da parte delle associazioni di categoria e dei Confidi, di convenzioni con banche, intermediari finanziari ed altri soggetti operanti nel settore finanziario finalizzate a favorire l’accesso al credito delle imprese associate. Per la raccolta di richieste di finanziamento effettuate sulla base di dette convenzioni, le associazioni possono avvalersi di soggetti in possesso dei requisiti di cui all’articolo 128-novies, comma 1). Con l’applicazione di questa parte della normativa, si escluderebbero da subito gli agenti immobiliari dall’attività di segnalazione dei mutui.
L’articolo 13, che prevede, tra l’altro, il divieto per i mediatori di concludere contratti, nonché effettuare, per conto di banche o di intermediari finanziari, l’erogazione di finanziamenti e ogni forma di pagamento o di incasso di denaro contante, di altri mezzi di pagamento o di titoli di credito.
L’articolo 17, commi 2, 3, e 4, che prefigura cause di incompatibilità immediatamente applicabili ai soggetti ivi indicati (I dipendenti, gli agenti e i collaboratori di banche ed intermediari finanziari non possono svolgere attività di mediazione creditizia, nè esercitare, neppure per interposta persona, attività di amministrazione, direzione o controllo nelle società di mediazione creditizia iscritte nell’elenco di cui  all’articolo 128-sexies, comma 2, ovvero, anche informalmente, attività di promozione di intermediari finanziari diversi da quello per il quale prestano la propria attività. Le società di mediazione creditizia non possono detenere, neppure indirettamente, partecipazioni in banche o intermediari finanziari. Le banche e gli intermediari finanziari non possono detenere, nelle imprese o società che svolgono l’attività di mediazione creditizia, partecipazioni che rappresentano almeno il dieci per cento del capitale o che attribuiscono almeno il dieci per cento dei diritti di voto o che comunque consentono di esercitare un’influenza notevole).

L’articolo 28. comma 3,che fa salve le competenze dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

L’OdG, nella sua interezza, recita: “Premesso che in data 30 luglio 2010, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo recante «Attuazione della direttiva 2008/48/CE relativa ai contratti di credito ai consumatori, coordinamento del Titolo VI del Testo unico bancario con altre disposizioni legislative in tema di trasparenza, revisione della disciplina dei soggetti operanti nel settore finanziario, degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 207 del 4 settembre 2010, supplemento ordinario, con lo scopo di incrementare i presidi a tutela dei clienti consumatori dei settori finanziario e del credito e, conseguentemente, di dettare una disciplina di maggior rigore per i soggetti operanti in tali settori, per gli agenti in attività finanziaria ed i mediatori, mediante, tra l’altro, la creazione di un elenco di agenti e mediatori nonché di Organismi per la gestione degli elenchi in parola, che provvedono alla formazione professionale degli iscritti, alla relativa vigilanza e all’applicazione delle sanzioni;

rilevato che l’articolo 26 del predetto decreto prevede una disciplina transitoria e l’articolo 28, comma 5, prevede che le disposizioni contenute nel titolo IV (Disciplina degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi) si applicano a decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto;

rilevato che tra le disposizioni contenute nel titolo IV, alcune sono immediatamente applicabili a decorrere dal termine in esame, ma altre non possono trovare immediata applicazione anche dopo il sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto, senza che siano compiuti gli adempimenti necessari previsti, preliminari alla concreta operatività delle disposizioni stesse, tanto che l’articolo 26, comma 3, prevede che a decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto e fino alla costituzione dell’Organismo sono sospese nuove iscrizioni nell’albo dei mediatori creditizi e nell’elenco degli agenti in attività finanziaria ad eccezione degli agenti di cui al comma 6 dell’articolo 128-quater del decreto legislativo 10 settembre 1993, n. 385. Ai mediatori e agenti già iscritti continuano ad applicarsi il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 13 dicembre 2001, n. 485, in materia di agenti in attività finanziaria, e il decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 2000, n. 287, in materia di mediatori nonché le relative disposizioni di attuazione;

considerato che la disciplina transitoria di cui all’articolo 26, comma 3, deve integrarsi con le norme direttamente precettive, che non sono subordinate al compimento dei nuovi adempimenti previsti per l’esercizio dell’attività di agente;

considerato che tra le disposizioni immediatamente applicabili sembra rientrare sicuramente l’articolo 12, comma 2, che disciplina l’esercizio dell’attività di incasso di fondi su incarico di istituti di pagamento o di istituti di moneta elettronica, per l’esercizio della quale, si prevede, non è necessaria l’iscrizione nell’elenco degli agenti in attività finanziaria, a condizione che detta attività sia svolta sulla base di un contratto di esternalizzazione. Gli agenti, pertanto, devono attenersi alla disposizione in parola indipendentemente dall’applicabilità delle disposizioni di cui agli articoli 128-quater (Agenti in attività finanziaria) e 128-quinquies (Requisiti per l’iscrizione nell’elenco degli agenti in attività finanziaria), che disciplinano le nuove condizioni di esercizio dell’attività di agente e che, invece, presuppongono necessariamente l’adozione preventiva di misure attuative;

considerato che disposizioni immediatamente precettive ed autonomamente applicabili, indipendentemente dal compimento dei nuovi adempimenti previsti per l’esercizio dell’attività di agente, sono, altresì, quelle di cui all’articolo 11, capoverso articolo 128-novies. comma 4, che prevede la responsabilità solidale degli agenti e dei mediatori per i danni causati nell’esercizio dell’attività dai dipendenti e collaboratori di cui si essi si avvalgono, anche in relazione a condotte penalmente sanzionate; all’articolo 12. comma 1, che contempla una serie di attività che non costituiscono esercizio di agenzia in attività finanziaria, né di mediazione creditizia e che, pertanto, sono esercitabili dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto, senza attendere la costituzione degli elenchi e dell’Organismo; all’articolo 13, che prevede, tra l’altro, il divieto per i mediatori di concludere contratti, nonché effettuare, per conto di banche o di intermediari finanziari, l’erogazione di finanziamenti e ogni forma di pagamento o di incasso di denaro contante, di altri mezzi di pagamento o di titoli di credito; all’articolo 17, commi 2, 3, e 4, che prefigura cause di incompatibilità immediatamente applicabili ai soggetti ivi indicati; all’articolo 28. comma 3,che fa salve le competenze dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato;
ritenuto, quindi, che tale scenario è confermato anche dall’unica interpretazione consentita legittimamente dell’articolo 26, comma 3, ultimo periodo, rispettosa dei principi in tema di gerarchia delle fonti e di successione delle norme nel tempo, in quanto il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 13 dicembre 2001, n. 485, in materia di agenti in attività finanziaria, e il decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 2000, n. 287, in materia di mediatori, nonché le relative disposizioni di attuazione, ivi richiamati. a tutta evidenza possono legittimamente considerarsi applicabili fino al compimento degli adempimenti previsti per l’esercizio delle attività in parola, solo in quanto compatibili con il quadro normativo sopra delineato, nei termini descritti;
ritenuto che quanto illustrato costituisce pacifica

La 426a Senato della Repubblica della XVI Legislatura dello scorso mercoledì 22 settembre ha dato un accelerazione improvvisa alla riforma dei mediatori creditizi e degli Agenti in attività Finanziari. seduta pubblica del

Sotto la presidenza della vice presidente della camera Rosa Angela Mauro, il senatore Cosimo Latronico, consigliere regionale della Basilicata e eletto nello stesso collegio, membro del PdL e membro delle commissioni Bilancio, Tutela e promozione dei diritti umani, Questioni regionali, e Inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, ha presentato un Ordine del Giorno (G2.101) che è stato accolto dal Governo, e non è stato posto in votazione, che impegna il governo a chiarire i punti del Titolo IV del TUB
Tra le disposizioni immediatamente applicabili sembrano rientrare l’articolo 12, comma 2, che disciplina l’esercizio dell’attività di incasso di fondi su incarico di istituti di pagamento o di istituti di moneta elettronica (gli agenti, pertanto, devono attenersi alla disposizione in parola indipendentemente dall’applicabilità delle disposizioni di cui agli articoli 128-quater, Agenti in attività finanziaria, e 128-quinquies, Requisiti per l’iscrizione nell’elenco degli agenti in attività finanziaria).
L’articolo 11, capoverso articolo 128-novies. comma 4, che prevede la responsabilità solidale degli agenti e dei mediatori per i danni causati nell’esercizio dell’attività dai dipendenti e collaboratori di cui si essi si avvalgono, anche in relazione a condotte penalmente sanzionate.
che sono immediatamente applicabili senza un intervento della normativa secondaria e quindi allo scadere del 61 giorno dall’entrata in vigore della legge (19 novembre 2010). L’articolo 12. comma 1, che contempla una serie di attività che non costituiscono esercizio di agenzia in attività finanziaria, né di mediazione creditizia (la promozione e la conclusione, da parte di fornitori di beni e servizi, di contratti di finanziamento unicamente per l’acquisto di propri beni e servizi sulla base di apposite convenzioni stipulate con le banche e gli intermediari finanziari. La promozione e la conclusione, da parte di banche, intermediari finanziari, imprese di investimento, società di gestione del risparmio, SICAV, imprese assicurative, istituti di pagamento e Poste italiane S.p.A. di contratti relativi alla concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma e alla prestazione di servizi di pagamento; la stipula, da parte delle associazioni di categoria e dei Confidi, di convenzioni con banche, intermediari finanziari ed altri soggetti operanti nel settore finanziario finalizzate a favorire l’accesso al credito delle imprese associate. Per la raccolta di richieste di finanziamento effettuate sulla base di dette convenzioni, le associazioni possono avvalersi di soggetti in possesso dei requisiti di cui all’articolo 128-novies, comma 1). Con l’applicazione di questa parte della normativa, si escluderebbero da subito gli agenti immobiliari
dall’attività di segnalazione dei mutui.L’articolo 13, che prevede, tra l’altro, il divieto per i mediatori di concludere contratti, nonché effettuare, per conto di banche o di intermediari finanziari, l’erogazione di finanziamenti e ogni forma di pagamento o di incasso di denaro contante, di altri mezzi di pagamento o di titoli di credito.
L’articolo 17, commi 2, 3, e 4,
che prefigura cause di incompatibilità immediatamente applicabili ai soggetti ivi indicati (I dipendenti, gli agenti e i collaboratori di banche ed intermediari finanziari non possono svolgere attività di mediazione creditizia, nè esercitare, neppure per interposta persona, attività di amministrazione, direzione o controllo nelle società di mediazione creditizia iscritte nell’elenco di cui  all’articolo 128-sexies, comma 2, ovvero, anche informalmente, attività di promozione di intermediari finanziari diversi da quello per il quale prestano la propria attività. Le società di mediazione creditizia non possono detenere, neppure indirettamente, partecipazioni in banche o intermediari finanziari. Le banche e gli intermediari finanziari non possono detenere, nelle imprese o società che svolgono l’attività di mediazione creditizia, partecipazioni che rappresentano almeno il dieci per cento del capitale o che attribuiscono almeno il dieci per cento dei diritti di voto o che comunque consentono di esercitare un’influenza notevole).

L’articolo 28. comma 3,che fa salve le competenze dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

L’OdG, nella sua interezza, recita: “Premesso che in data 30 luglio 2010, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo recante «Attuazione della direttiva 2008/48/CE relativa ai contratti di credito ai consumatori, coordinamento del Titolo VI del Testo unico bancario con altre disposizioni legislative in tema di trasparenza, revisione della disciplina dei soggetti operanti nel settore finanziario, degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 207 del 4 settembre 2010, supplemento ordinario, con lo scopo di incrementare i presidi a tutela dei clienti consumatori dei settori finanziario e del credito e, conseguentemente, di dettare una disciplina di maggior rigore per i soggetti operanti in tali settori, per gli agenti in attività finanziaria ed i mediatori, mediante, tra l’altro, la creazione di un elenco di agenti e mediatori nonché di Organismi per la gestione degli elenchi in parola, che provvedono alla formazione professionale degli iscritti, alla relativa vigilanza e all’applicazione delle sanzioni;

rilevato che l’articolo 26 del predetto decreto prevede una disciplina transitoria e l’articolo 28, comma 5, prevede che le disposizioni contenute nel titolo IV (Disciplina degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi) si applicano a decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto;

rilevato che tra le disposizioni contenute nel titolo IV, alcune sono immediatamente applicabili a decorrere dal termine in esame, ma altre non possono trovare immediata applicazione anche dopo il sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto, senza che siano compiuti gli adempimenti necessari previsti, preliminari alla concreta operatività delle disposizioni stesse, tanto che l’articolo 26, comma 3, prevede che a decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto e fino alla costituzione dell’Organismo sono sospese nuove iscrizioni nell’albo dei mediatori creditizi e nell’elenco degli agenti in attività finanziaria ad eccezione degli agenti di cui al comma 6 dell’articolo 128-quater del decreto legislativo 10 settembre 1993, n. 385. Ai mediatori e agenti già iscritti continuano ad applicarsi il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 13 dicembre 2001, n. 485, in materia di agenti in attività finanziaria, e il decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 2000, n. 287, in materia di mediatori nonché le relative disposizioni di attuazione;

considerato che la disciplina transitoria di cui all’articolo 26, comma 3, deve integrarsi con le norme direttamente precettive, che non sono subordinate al compimento dei nuovi adempimenti previsti per l’esercizio dell’attività di agente;

considerato che tra le disposizioni immediatamente applicabili sembra rientrare sicuramente l’articolo 12, comma 2, che disciplina l’esercizio dell’attività di incasso di fondi su incarico di istituti di pagamento o di istituti di moneta elettronica, per l’esercizio della quale, si prevede, non è necessaria l’iscrizione nell’elenco degli agenti in attività finanziaria, a condizione che detta attività sia svolta sulla base di un contratto di esternalizzazione. Gli agenti, pertanto, devono attenersi alla disposizione in parola indipendentemente dall’applicabilità delle disposizioni di cui agli articoli 128-quater (Agenti in attività finanziaria) e 128-quinquies (Requisiti per l’iscrizione nell’elenco degli agenti in attività finanziaria), che disciplinano le nuove condizioni di esercizio dell’attività di agente e che, invece, presuppongono necessariamente l’adozione preventiva di misure attuative;

considerato che disposizioni immediatamente precettive ed autonomamente applicabili, indipendentemente dal compimento dei nuovi adempimenti previsti per l’esercizio dell’attività di agente, sono, altresì, quelle di cui all’articolo 11, capoverso articolo 128-novies. comma 4, che prevede la responsabilità solidale degli agenti e dei mediatori per i danni causati nell’esercizio dell’attività dai dipendenti e collaboratori di cui si essi si avvalgono, anche in relazione a condotte penalmente sanzionate; all’articolo 12. comma 1, che contempla una serie di attività che non costituiscono esercizio di agenzia in attività finanziaria, né di mediazione creditizia e che, pertanto, sono esercitabili dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto, senza attendere la costituzione degli elenchi e dell’Organismo; all’articolo 13, che prevede, tra l’altro, il divieto per i mediatori di concludere contratti, nonché effettuare, per conto di banche o di intermediari finanziari, l’erogazione di finanziamenti e ogni forma di pagamento o di incasso di denaro contante, di altri mezzi di pagamento o di titoli di credito; all’articolo 17, commi 2, 3, e 4, che prefigura cause di incompatibilità immediatamente applicabili ai soggetti ivi indicati; all’articolo 28. comma 3,che fa salve le competenze dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato;
ritenuto, quindi, che tale scenario è confermato anche dall’unica interpretazione consentita legittimamente dell’articolo 26, comma 3, ultimo periodo, rispettosa dei principi in tema di gerarchia delle fonti e di successione delle norme nel tempo, in quanto il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 13 dicembre 2001, n. 485, in materia di agenti in attività finanziaria, e il decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 2000, n. 287, in materia di mediatori, nonché le relative disposizioni di attuazione, ivi richiamati. a tutta evidenza possono legittimamente considerarsi applicabili fino al compimento degli adempimenti previsti per l’esercizio delle attività in parola, solo in quanto compatibili con il quadro normativo sopra delineato, nei termini descritti;
ritenuto che quanto illustrato costituisce pacifica e necessitata conseguenza del quadro normativo sommariamente riportato e che, pertanto, a tutela delle ragioni di certezza degli operatori e dei consumatori, gli esiti descritti possono considerarsi acquisiti, in mancanza di ipotetiche modifiche al suddetto contesto normativo, anche in assenza di eventuali espliciti diversi pronunciamenti delle amministrazioni chiamate a garantire la puntuale applicazione delle citate disposizioni, prima della scadenza dei termini ivi indicati,

impegna il Governo:
ad adottare ogni utile provvedimento, anche di natura interpretativa, volto ad assicurare certezza applicativa per gli operatori del settore e per i consumatori, nei termini indicati nelle premesse, confermandone la condivisibilità anche nelle forme sopra descritte”.

e necessitata conseguenza del quadro normativo sommariamente riportato e che, pertanto, a tutela delle ragioni di certezza degli operatori e dei consumatori, gli esiti descritti possono considerarsi acquisiti, in mancanza di ipotetiche modifiche al suddetto contesto normativo, anche in assenza di eventuali espliciti diversi pronunciamenti delle amministrazioni chiamate a garantire la puntuale applicazione delle citate disposizioni, prima della scadenza dei termini ivi indicati,

impegna il Governo:
ad adottare ogni utile provvedimento, anche di natura interpretativa, volto ad assicurare certezza applicativa per gli operatori del settore e per i consumatori, nei termini indicati nelle premesse, confermandone la condivisibilità anche nelle forme sopra descritte”.

Odg Senato, accelerazione alla riforma dei mediatori e agenti ultima modifica: 2010-09-30T06:58:18+00:00 da Flavio Meloni

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli che potrebbero interessarti: