Organismo, Manetti: “L’intenzione è quella di fare bene e possibilmente presto”

Anche per questa intervista era un po’ riluttante.
Sì, perché si rischiava di essere un po’ fuori tempo, in quanto abbiamo cominciato a lavorare da poche settimane. Ma dopo le prime riunioni posso dire che abbiamo subito cominciato a lavorare, e bene. Praticamente tra noi nessuno si conosceva e abbiamo tutti differenti competenze; la preoccupazione era che questo potesse essere di ostacolo, invece queste nostre differenti competenze ci hanno aiutato ad affrontare le problematiche da diverse angolazioni e a calarci immediatamente nel concreto.

Quali sono state le prime problematiche emerse?
La complessità del nostro lavoro è data dal fatto che dobbiamo concentrarci su due aspetti veramente diversi tra loro: da una parte dobbiamo costituire un Ente e dall’altra parte dobbiamo farlo lavorare. Sono due cose molto diverse. Ma la mia prima impressione è che siamo una buona squadra e siamo molto impegnati nel nostro compito. E, come detto, le nostre diverse esperienze professionali ci permetteranno di affrontare in concomitanza sia la parte progettuale sia quella operativa. In prima battuta ci concentreremo comunque di più sulla fase progettuale, che è un compito non facile perché richiede una interpretazione oggettiva della legge, che qualche complessità e qualche passaggio un po’ delicato li ha. Tutto questo perché vogliamo costituire un Ente che possa dare un servizio di qualità agli associati; quella qualità che tutti si aspettano. Penso che questo Organismo possa portare un contributo di miglioramento di qualità in tutto il settore e di migliori, e maggiori, controlli.

Quale sarà lo spirito di questo Organismo?
Lo abbiamo percepito molto bene quando ci è stato spiegato il nostro compito dalla dottoressa Tarantola: è quello di assicurare un maggiore qualità del servizio per gli associati, quindi operatori più preparati, e di conseguenza una consulenza migliore per i consumatori.

Accennava a punti non chiari della normativa?
Noi abbiamo già previsto di effettuare una serie di incontri con Mef e Banca d’Italia al fine di chiarire alcuni punti che meritano degli approfondimenti perché la legge sia interpretata al meglio. Questo ci servirà per poter redigere un business plan che abbia un senso. Noi dobbiamo essere in grado di capire quanto prima quanti potranno essere gli operatori che potremo considerare degli associati per poter chiedere dei contributi ragionevoli e strutturarci in maniera adeguata. L’interesse a svolgere bene questo lavoro è massimo, però esistono le difficoltà tipiche di una start up: dobbiamo trovare i locali per la nostra sede, dotarci di mezzi e strutture adeguati, mantenere in equilibrio costi e ricavi. Ma sono fiducioso che come spesso succede in questi casi tutte le caselle andranno velocemente al loro posto.

Ma la struttura non doveva avere sede nei locali di Banca d’Italia?
Lo escludo perché questo Organismo deve avere la più ampia autonomia possibile. È chiaro che dovremo avere delle relazioni con Ministero e Bankitalia, così come con le associazioni. Ma non vogliamo essere percepiti come una parte di… Neanche formalmente e sotto l’aspetto dell’immagine.

Ha accennato ai rapporti con le associazioni, federazioni e sindacati. In concreto in cosa si espliciteranno?
Per quanto riguarda i rapporti con le associazioni credo che Ciani sia la nostra figura di riferimento, non solo perché è un legale, ma anche perché ha seguito questa riforma dalla sua forma embrionale, e perché ha già molti contatti in questo mondo. Io spero e penso che il rapporto con gli operatori sarà di collaborazione, di scambio e di reciproco sostegno e di aiuto, per raggiungere l’obiettivo comune: che questo settore raggiunga quella qualità, quella dignità e quella professionalità che tutti si aspettano. Siamo tutti consapevoli che questo è un settore delicato, dove un po’ di pulizia va fatta, ma in fondo è l’obiettivo che si è posto il legislatore quando ha pensato all’Organismo. E ritengo che questa attività vada fatta assieme alle associazioni.

Quindi dialogo aperto da subito?
È chiaro che in questa fase possiamo dialogare poco con loro, per via della grande fretta che abbiamo di poter partire. Ma credo che questo sia anche il loro obiettivo. Una esigenza molto sentita che abbiamo percepito, ad esempio, è quella di riaprire quanto prima le iscrizioni. E per questo, per andare incontro alle esigenze del mercato, dobbiamo costituire quanto prima l’Organismo con quel minimo di struttura che ci permetterà di riaprirle. Da quel momento il dialogo potrà essere massimo.

Avete già fissato qualche scadenza?
Stiamo lavorando per rendere questi tempi brevissimi. Ho passato la vita ad affrontare progetti e ho imparato a non farmi condizionare dalle scadenze: anche in questo caso, noi faremo di tutto per far partire l’Organismo nei tempi previsti, ma credo che sia maggiormente importante concentrarsi sul fare bene e il più velocemente possibile. Dalla mia esperienza professionale ho capito che quando si affrontano nuovi progetti non c’è solo una soluzione, ma ce ne sono tante. Quello che fa la differenza nella realizzazione del progetto è la velocità decisionale. Per essere rapidi bisogna avere una velocità decisionale importante, evitando di perdere troppo tempo alla ricerca della perfezione. E per quello che ho percepito il nostro gruppo è bene predisposto a questa velocità decisionale. Quindi pensiamo di poter far presto.

Primo passo concreto?
Stiamo lavorando su una bozza di statuto, che presenteremo quanto prima al Mef e a Bankitalia, in modo di capire se stiamo andando nella direzione giusta. Poi se la risposta sarà positiva provvederemo a rifinirlo e a depositare lo statuto.

Altre preoccupazioni?
Fin dalle prime ore il mio dubbio più concreto era quello della realizzazione del sistema informativo, anche perché la mia passata esperienza nell’informatica me lo faceva porre in primo piano, e perché crearlo richiede sempre tempi lunghi. Ma per fortuna abbiamo appreso che Banca d’Italia ci ha già pensato e il sistema è in fase di test, e prestissimo ce lo presenteranno. Non è ancora completato, ma è già a buon punto. Queste sono due buone notizie in una: la prima è che il sistema informativo è già a uno stato avanzato; la seconda è che sarà una piattaforma sufficientemente evoluta e quindi sarà tutto online. Questo contribuirà alla velocità e ad avere a regime tempi di risposta quasi immediati. E, grazie alla PEC, ad azzerare gli archivi cartacei.

Altre buone notizie?
Un’altra ritengo sia quella che noi siamo un gruppo di persone mature ed esperte, che hanno una gran voglia di fare. Siamo tutti ben concentrati e consapevoli che questo è un progetto molto importante per questa fetta di mondo. Tra noi non c’è nessuno che ha ambizioni di carriera all’interno dell’Organismo, lo spirito prevalente è proprio quello di servizio. Nel mio caso specifico ho un unico obiettivo, quello di essere all’altezza del compito assegnato e fare una cosa utile per questo mercato e per tutti i professionisti che vi lavorano. Io vivo questo incarico come un onore, e con lo spirito di svolgere un ruolo sociale. Di utilità per la comunità.

Organismo, Manetti: “L’intenzione è quella di fare bene e possibilmente presto” ultima modifica: 2011-11-18T13:15:06+00:00 da Flavio Meloni

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