Osservatorio Assofin, Crif, Prometeia: mutui acquisto su del 52,1% sul 2020 e del 37,3% sul 2019 nel I quadrimestre 2021

Crif LogoLe erogazioni di mutui immobiliari alle famiglie, già cresciute del 12,7 nel 2020, hanno subito un’ulteriore accelerazione nel 2021, salendo del 34,6%. Non solo, il confronto sul corrispondente periodo del 2019 restituisce un incremento ancora più elevato (+39%). A rilevarlo è la 50° edizione dell’Osservatorio sul Credito al Dettaglio realizzato da Assofin, Crif e Prometeia, che conferma che “la centralità del progetto casa, sostenuto dal credito, si è rafforzato per le famiglie italiane nel periodo della pandemia”. Alla ripresa dei mutui per acquisto abitazione si accompagna invece un calo delle surroghe.

Mutui acquisto su del 52,1% sul 2020 e del 37,3% sul 2019

L’Osservatorio Assofin, Crif e Prometeia evidenzia come le erogazioni di mutui immobiliari alle famiglie consumatrici abbiano registrano nel 2020 un buon risultato (+12,7%) grazie al traino, almeno fino a settembre, delle surroghe.

Nei primi quattro mesi 2021 la crescita ha accelerato (+34.6%), per via della ripresa dei mutui d’acquisto e per il rimbalzo dei mesi di marzo e aprile. Il confronto sul corrispondente periodo del 2019 restituisce, inoltre, un incremento ancora più elevato (+39%).

Nel dettaglio, i mutui con finalità d’acquisto, nell’ambito del percorso di ripresa in atto dal secondo semestre del 2020, accelerano la crescita (+52.1% sul 2020, +37.3% sul 2019). “Si conferma pertanto la centralità della casa nei progetti delle famiglie, sostenuti dalle condizioni di mercato ancora molto vantaggiose, dagli incentivi (ristrutturazione, green, giovani) e dal recupero delle compravendite immobiliari residenziali”, precisa il report.

Gli altri mutui (aggregato che comprende prevalentemente surroghe), dopo aver trainato il comparto dei mutui alle famiglie nel 2020 proseguono nel calo (-1.1% nei primi quattro mesi 2021, che segue il -2.3% del quarto trimestre 2020). “Tale trend riflette, oltre che il confronto con gli elevati volumi erogati nei trimestri corrispondenti, la riduzione del numero di mutui che ancora potrebbero scontare condizioni più convenienti”, prosegue l’analisi.

I canali di distribuzione del credito alle famiglie: aumenta la quota di agenti e mediatori

Per quanto riguarda la distribuzione del credito alle famiglie, si osserva un aumento delle quote delle erogazioni veicolate dalla rete degli agenti/mediatori, grazie alla maggiore mobilità sul territorio che ha permesso di seguire i clienti anche a domicilio, e dal canale online, che ha beneficiato dell’accelerazione del processo di digitalizzazione sia dell’offerta sia della domanda durante l’emergenza pandemica.

Rischiosità dei mutui all’1,2% a fine marzo

Nel corso del 2020 l’intensa contrazione del reddito disponibile delle famiglie è stata in parte attutita dagli interventi governativi che hanno contenuto l’incremento della rischiosità del credito. Nello specifico, il tasso di default a 90 giorni del credito al dettaglio considerato nel suo complesso (quindi mutui immobiliari e credito al consumo) registra una riduzione e si colloca all’1,2% a marzo 2021, toccando il punto di minimo degli ultimi anni.

Dall’ultimo trimestre del 2020 anche per i mutui immobiliari il tasso di default a 90 giorni segue un percorso di riduzione e si attesta all’1,2% a fine marzo 2021.

Le prospettive a fine 2021 e nel biennio 2022 – 2023

Le previsioni per il 2021 presentate nell’ultima edizione dell’Osservatorio Assofin-Crif-Prometeia indicano che il ritorno alla crescita dell’attività economica ipotizzato per i prossimi trimestri, grazie anche agli effetti del pacchetto di stimoli all’economia del Ngeu, si rifletterà sulle condizioni finanziarie e sul clima di fiducia delle famiglie favorendo il ricorso al credito.

La domanda di credito sarà sostenuta anche dalla ripresa dei consumi e da bassi tassi di interesse per tutto il periodo di previsione. Nell’insieme gli stock di credito alle famiglie rafforzeranno i ritmi di crescita nel 2021, pur incorporando ancora gli effetti delle cessioni di npl sul mercato, che resteranno rilevanti per arginare gli impatti della crisi sui bilanci degli operatori”, precisa l’analisi. La crescita proseguirà nel biennio 2022-2023 a ritmi del 3% medio annuo.

Anche i flussi di prestiti per acquisto di abitazione cresceranno ancora “grazie al contributo dei nuovi prestiti, sostenuti anche dalla ripresa degli investimenti in costruzioni, da tassi di mercato ancora favorevoli e dalle nuove necessità abitative create dalle diverse abitudini imposte dalla pandemia. Buone opportunità di crescita anche dagli incentivi sulla riqualificazione energetica e dal bonus giovani contenuto nel decreto Sostegni bis. Al contrario la componente delle surroghe e sostituzioni continuerà a ridursi anche in considerazione del boom di operazioni registrato lo scorso anno”.

I dati su credito al consumo

Più in generale, l’osservatorio segnala come, dopo la contrazione del 2020 (-21.6%) causata dalla pandemia, nei primi quattro mesi del 2021 le erogazioni di credito al consumo segnano un rimbalzo (+29.4%), senza tuttavia tornare ai livelli pre-covid (-12.1%).

Nel 2020 i flussi di credito al consumo hanno registrato, a causa dell’impatto della pandemia covid-19, una contrazione mai sperimentata. Nei primi quattro mesi 2021 le erogazioni complessive mostrano una crescita del 29,4%, grazie soprattutto al rimbalzo di marzo e aprile, dovuto al confronto con gli stessi mesi del 2020 in cui i volumi erogati hanno segnato un minimo relativo. Tuttavia, il mercato non è ancora tornato ai livelli pre-covid: il raffronto con i primi 4 mesi 2019 evidenzia infatti ancora una contrazione (-12,1%).