Osservatorio Fiaip, Enea, Icom: nel 2020 sono aumentate le compravendite ma diminuiti i prezzi delle case

Nel 2020 le compravendite di abitazioni sono diminuite del 7,3% su base annua ma sono aumentate del 12% su base mensile, al netto del bimestre del lockdown. È quanto emerge dall’Osservatorio immobiliare nazionale settore urbano 2020, presentato oggi a Roma da Fiaip, Enea e Icom. I dati riguardano le compravendite effettuate dagli agenti immobiliari Fiaip ed evidenziano come nel settore residenziale si sia registrato un lieve arretramento dei valori immobiliari, in media del 2,3%, mentre per il settore commerciale, maggiormente colpito dalla crisi pandemica, segnalano una diminuzione dei prezzi più marcata per i negozi (-5,36%) e per gli uffici (-4,7%).

In un contesto decisamente imponderabile in virtù della crisi pandemica che ha stravolto gli equilibri economici internazionali, il mercato immobiliare italiano prosegue il suo percorso di recupero anche nel 2020 ma esclusivamente per quel che riguarda il numero delle transazioni – si legge in un comunicato stampa congiunto -. Perché se è vero che, su base annua, il numero di compravendite si è assestato al – 7,3%, è pur vero che, considerando il dato sulla base della media mensile in relazione al fermo imposto dal lockdown di marzo e aprile 2020, il numero di compravendite si è incrementato di circa il 12%, a testimonianza della grande voglia di Casa che regna in Italia”.

Le cause della crescita

Ad alimentare la risalita è, secondo l’analisi di Fiaip, Enea e Icom, la conferma di interesse della domanda per l’investimento del risparmio diretto, oltre all’esigenza, accentuata con il lockdown, del cambio della prima casa, più 15%, spesso ricercata di dimensioni più ampie.

Il permanere dei tassi di interesse dei mutui ai minimi storici e i rendimenti ormai inesistenti, hanno spinto gran parte degli acquirenti a preferire il mattone, allettati dal rendimento medio del 2-3% che producono gli immobili compresi in una fascia di prezzo tra i 150 e i 300 mila euro, in particolar modo nei grandi centri e nelle città d’arte, nonostante la pandemia e l’enorme carico fiscale che grava sull’immobiliare.

Aumentano le transazioni ma continuano a scendere i prezzi

Al rilancio dell’attività transattiva continua a non aver fatto eco un’inversione di tendenza dei prezzi, che hanno proseguito la loro dinamica recessiva “seppure con un’intensità decisamente decrescente”. Su base annua la variazione dei prezzi nel 2020 è contenuta in un range minimo che va da -2,8% a -1,8%, confermando per il quindicesimo semestre consecutivo la progressiva riduzione dell’intensità del calo dei valori immobiliari. “I valori di mercato pertanto hanno registrato una lieve flessione rispetto al 2019 ma è giusto segnalare che per alcune tipologie di immobili ovvero le soluzioni indipendenti o semi-indipendenti con ampi spazi interni (cucina abitabile, zona lavanderia, studio per lo smart working etc.) o esterni (terrazzo abitabile, giardino ecc..) particolarmente ricercati soprattutto nelle prime periferie o nelle primissime campagne, i prezzi sono addirittura aumentati”, precisa il report targato Fiaip, Enea e Icom.

Tempi di vendita pari a 6 mesi e sconti del 10%

I tempi di assorbimento degli immobili offerti sul mercato si è ormai attestato nell’ordine dei 6 mesi, mentre lo sconto sui prezzi richiesti, la cosiddetta forbice, si conferma nell’ordine del 10%.

Ormai già da alcuni anni si assiste a una riduzione contenuta, ma costante, di tempi e sconti che descrive una migliorata condizione di liquidità degli immobili, che, a sua volta, si traduce in un aumento delle compravendite, che potrebbe essere ancor più marcata e fluida qualora fosse accelerata la digitalizzazione degli enti pubblici, in particolar modo per l’accesso agli atti che, specialmente in questo periodo di smart working, ha raggiunto tempi esasperanti dovuti al letargo della Pubblica Amministrazione”, precisa lo studio.

Compravendite conclude con un agente immobiliare nell’80% dei casi

In questo quadro di mercato, la percentuale di compravendite e di locazioni che hanno richiesto i servizi erogati dall’agente immobiliare è salita a circa l’80%, a conferma che la figura professionale dell’agente immobiliare è sempre più centrale e i servizi offerti sono sempre più indispensabili, in special modo nell’attuale contesto di mercato, che ha visto i professionisti del settore, durante la crisi pandemica, anche e soprattutto al servizio di clienti per la gestione delle innumerevoli richieste di rinegoziazione dei canoni di locazione contribuendo a ridurre il rischio di contenzioso giudiziario.