Ottobre, giù i tassi di interesse in Europa. Ma resta alto il numero delle sofferenze

Scendono ancora i tassi di interesse sui mutui e sui prestiti in Europa. Ma contemporaneamente aumentano le sofferenze. È quanto emerge dal rapporto mensile dell’Abi, l’associazione bancaria italiana.

Ad ottobre è rimasto stabile il tasso di riferimento della Banca Centrale Europea, che, dopo aver ridotto il tasso di policy dall’1,25% al minimo storico dell’1% all’inizio di maggio, ha deciso di lasciare invariato il parametro nella riunione del proprio Consiglio Direttivo dell’8 ottobre. Stabile anche il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale all’1,75% e quello sui depositi overnight allo 0,25%. Anche il tasso di policy della Federal Reserve è rimasto immutato nell’ultimo mese, mantenendosi sui livelli minimi raggiunti lo scorso dicembre (in un range compreso tra lo 0 e lo 0,25%). “Secondo la Bce, è importante che il sistema bancario di Eurolandia continui il processo di risanamento e di rafforzamento, in modo da poter dare un importante contributo alla fase di ripresa ciclica. La Bce ha evidenziato come gli effetti delle misure di stimolo anti-crisi adottate dalle economie dell’Area Euro siano state maggiori del previsto – si legge in una nota dell’Associazione -. Ha inoltre ribadito che per sostenere la fiducia è particolarmente importante preparare fin da oggi le exit strategies dalle misure anti crisi”. Con riferimento alle prossime aste annuali la Bce ha comunicato che fornirà i dettagli a dicembre, manifestando nel contempo, soddisfazione per il fatto che la richiesta di finanziamenti a lungo termine da parte del sistema bancario europeo si è drasticamente ridotta: nell’ultima asta di fine settembre, infatti, la richiesta di fondi è stata pari a circa 75 miliardi di euro, nettamente inferiore a quella della precedente operazione, effettuata a giugno (442 miliardi).

Euribor e Irs – Continua la discesa dell’Euribor a 3 mesi: nella prima metà di ottobre il tasso medio registrato è stato pari allo 0,75%. La media del mese precedente era dello 0,77%, 9 basis points al di sotto di quanto segnato ad agosto 2009 e -425 punti base rispetto a settembre 2008. Nella media della prima metà di ottobre 2009 tale tasso è sceso allo 0,75%, 2 punti base al di sotto della media di settembre, il valore più basso dalla nascita dell’euro. L’Irs a 10 anni si è collocato invece al 3,41% nella media della prima metà di ottobre 2009 (3,49% nella media di settembre 2009). Il differenziale tra il tasso Irs a 10 anni e il tasso Euribor a 3 mesi è risultato, nella media dei primi dieci giorni di ottobre, positivo (+266 punti base), in forte ampliamento rispetto ai -61 basis points della media di ottobre 2008 (+264 basis points nella media di settembre 2009).

Finanziamenti alle imprese e alle famiglie – Il tasso medio ponderato sul totale dei prestiti a famiglie e società non finanziarie si è collocato al 3,93% nel mese di settembre 2009: è il valore più basso mai raggiunto 5 punti base al di sotto di quanto segnato il mese precedente e 255 basis points al di sotto del valore di settembre 2008. il dato emerge dalle segnalazioni del SI-ABI. Secondo l’Associazione bancaria il parametro è diminuito in coerenza con gli impulsi della Bce e con l’andamento delle condizioni del mercato interbancario. In assestamento e ai minimi storici sono risultati i tassi sulle nuove operazioni: a settembre 2009 il tasso sui prestiti in euro alle società non finanziarie si è posizionato al 2,52% (minimo storico), lo stesso valore di agosto 2009 (-319 b.p. rispetto a settembre 2008).

Finanziamenti per acquisto abitazioni – Il tasso sui prestiti in euro alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, che sintetizza l’andamento dei tassi fissi e variabili ed è influenzato anche dalla variazione della composizione fra le erogazioni in base alla tipologia di mutuo, è sceso al 3,23%, -1 punto base rispetto al mese precedente (minimo storico).

Differenziali fra i tassi – In contrazione lo spread fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie, risultato a settembre 2009 pari a 222 basis points, 97 punti base di sotto del valore di settembre 2008 (questo differenziale era pari a 280 punti base a gennaio 2009).

In aumento le sofferenze lorde – Ad agosto 2009 le sofferenze lorde, cioè le sofferenze al lordo delle svalutazioni, sono risultate pari a 51,8 miliardi di euro: 1,2 miliardi in più rispetto a luglio 2009 e 8,6 miliardi in più rispetto ad agosto 2008 (+20% la variazione annua). In rapporto agli impieghi esse risultano pari al 2,94% ad agosto 2009, in aumento rispetto al 2,51% di agosto 2008. Negli ultimi mesi l’indicatore è passato dal 2,27% di novembre 2008 a quasi il 3% di agosto 2009. Le sofferenze al netto delle svalutazioni  ad agosto sono risultate pari a 29 miliardi di euro, secondo le nuove segnalazioni disponibili per il solo periodo tra dicembre 2008 e agosto 2009. Si tratta di 1 miliardo in più rispetto a luglio 2009 e 7,3 miliardi in più rispetto a fine 2008. Il rapporto sofferenze nette/impieghi totali si è collocato a 1,67% (1,24% a dicembre 2008). Il rapporto sofferenze nette/patrimonio di Vigilanza è risultato pari a 9,97% ad agosto 2009 (7,84% a fine 2008).

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Ottobre, giù i tassi di interesse in Europa. Ma resta alto il numero delle sofferenze ultima modifica: 2009-10-29T09:48:46+00:00 da Flavio Meloni

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