Pagamenti digitali, il quadro della situazione

Pagamenti ElettroniciLa direttiva Psd2, la quarta direttiva antiriciclaggio, le criptovalute e il contrasto alla criminalità organizzata. Sono stati questi i punti centrali del convegno “Il digitale, i pagamenti e la normativa, ponte con l’Europa”, che si è svolto nei giorni scorsi presso l’Auditorium Accademia della Guardia di Finanza a Castelporziano.

L’incontro è stata un’occasione di confronto su temi di stringente attualità che ha dato vita ad un interessante dibattito tra i relatori provenienti da differenti contesti: accademici, manageriali e del Corpo della Guardia di Finanza. La finalità del convegno è stata quella di generare una riflessione preventiva su un quadro normativo, ancora non completamente consolidato, attraverso un metodo di ricerca di scelte interpretative chiare e largamente condivise.

Il viceministro Casero ha tracciato un’ampia panoramica sul nuovo scenario dell’economia moderna, soggetta a un cambiamento repentino e costante al quale è necessario adeguarsi. La digitalizzazione sta cambiando il volto di un mercato che si presenta complesso ed esposto anche ad attacchi fraudolenti.

“Lo sviluppo del sistema economico deve essere incanalato secondo criteri di legalità e di diritto nazionale e internazionale. La partita è complessa e difficile, è una partita che deve trovare tutti coloro che agiscono sulla stessa strada. È importante che in queste sedi, e vorrei ricordare che l’Accademia e la Scuola di Polizia Tributaria hanno eccellenze mondiali da questo punto di vista, si discuta di queste tematiche così importanti da cui far nascere proposte e idee” ha dichiarato Casero, auspicando un mondo nuovo aperto ai contributi di tutti.

“La nuova normativa, contenuta nel novellato decreto legislativo 231 del 2007, preserva e valorizza le peculiarità del sistema nazionale di prevenzione antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo, che si basa su un dispositivo collaudato e strutturato secondo un modello tripartito di soggetti, nel quale all’Unità di Informazione Finanziaria, con funzioni di analisi, sono affiancati due organismi investigativi, il Nucleo Speciale Polizia Valutaria del Corpo e la Direzione Investigativa Antimafia, per l’approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette”. Questo ha affermato, tra l’altro, il comandante generale della Guardia di Finanza, Giorgio Toschi, sottolineando, nel contempo, la rinnovata centralità attribuita dalla pertinente normativa europea e nazionale e aggiungendo in tal senso che “l’adeguata valutazione del rischio richiede da parte di tutti gli attori in campo una perfetta conoscenza sia delle opportunità connesse all’evoluzione tecnologica dei sistemi di pagamento, sia delle minacce correlate al pericolo che i nuovi prodotti e tecnologie possano essere utilizzati per scopi fraudolenti”.

Il convegno ha generato un dibattito con elementi, analisi e informazioni utili a comprendere le dinamiche evolutive della complessa tematica. “Non esiste alcuna forma di libertà senza delle fondamenta solide sulle quali poggiarsi che sorreggano, altresì, l’indipendenza economica e finanziaria”. Così il presidente dell’Asps Maurizio Pimpinella, che ha voluto sottolineare l’importanza della consapevolezza che può nascere “da un opportuno, costante e incessante lavoro di formazione e di confronto, soprattutto in ambito finanziario. Dobbiamo avere la mente aperta e pensare che ciò che abbiamo detto oggi tra sei mesi o tra un anno sarà superato. È necessario entrare in quest’ottica di veloce trasformazione sociale. Gli over the top non sono una struttura statica ma si muovono, sono tra di noi, seguono il mutamento sociale: noi avanziamo e loro avanzano. È chiaro che, in un simile scenario, utilizzare misure protezionistiche sarebbe anacronistico e dannoso ma è altresì evidente che occorre prendere provvedimenti su una disparità normativa tra gli Over The Top e gli operatori tradizionali”. 

Alla luce della nuova normativa “non serve più essere una banca per fare la banca” ha aggiunto Pimpinella. “Dobbiamo essere orgogliosi del progresso che direttamente o indirettamente abbiamo contribuito a creare; tuttavia non dobbiamo mai smettere di imparare. Ecco perché la mia attenzione si appunta costantemente sull’educazione finanziaria e sulla formazione. La diffusione digitale nel Paese, con una didattica aperta ai giovani (anche grazie all’inserimento di programmi scolastici mirati) e ai meno giovani, è un punto nodale per lo sviluppo economico e finanziario”.

Gabriele Benedetto, amministratore delegato di Telepass, ha posto l’accento sulle opportunità della digitalizzazione “derivante da un combinato disposto di una regolamentazione a livello europeo dei sistemi di pagamento, proiettata a rendere il mercato concorrenziale e di una spiccata propensione delle aziende più innovative a puntare su tecnologie digitali per l’erogazione dei servizi”. A proposito di tale digitalizzazione dei modelli di business ha poi ribadito l’esigenza di “investimenti soprattutto sul piano tecnico e concettuale”. Nell’“innovare i sistemi informativi di una azienda – ha aggiunto Benedetto – si aprono opportunità di gestire in autonomia i sistemi di pagamento disintermediando i circuiti internazionali di pagamento e le banche”.

Marco Siracusano, responsabile di Bancoposta di Poste Italiane, ha dichiarato che, allo stato attuale, “emerge il paradigma di “open banking”, che dal punto di vista normativo si focalizza sulla possibilità di garantire una maggiore trasparenza e possibilità di scelta per i clienti, aspetto notevolmente sottolineato nella Psd2, ma che per le banche significa anche l’opportunità di mantenere e sviluppare la loro base clienti permettendo di inserire svariati servizi sviluppati da terze parti, maggiormente personalizzati sui loro bisogni”.

Emilio Petrone, del Gruppo Sisal, ha messo l’accento sullo “sviluppo del canale di prossimità nel nostro Paese che ha contribuito non solo a semplificare le incombenze dei cittadini relative ai pagamenti, grazie alla capillare diffusione che compensa il calo dei canali più tradizionali, ma ha anche e soprattutto contribuito a rendere più efficiente il sistema di incasso”.

Donato Iacovone, partner Ey ha sottolineato che “in Italia i digital payment rappresentano oltre il 20% del mercato, con tassi di crescita previsti al 2018 del 38% sui New digital payment e del 7% sugli old digital payment (carte di pagamento). L’evoluzione del contesto normativo con Psd2 e le innovazioni tecnologiche (instant payment, open banking, api economy) stanno spingendo verso una completa revisione dell’arena competitiva: nuove regole, nuovi competitor (Faga e Fintech), nuovi prodotti, nuovi modelli di business. Nel contempo i clienti e i loro bisogni stanno rapidamente evolvendo: maggior consapevolezza e minore asimmetria informativa con i fornitori, oltre che una sempre maggior richiesta di personalizzazione dei servizi portano a spostare sempre di più l’attenzione dal prodotto alla customer experience”.

Pagamenti digitali, il quadro della situazione ultima modifica: 2017-10-01T17:53:06+00:00 da Redazione

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