Pagamenti elettronici, Aiip: nel corso del 2014 crescita dell’1,6%

Aiip LogoÈ ancora notevole il distacco che separa l’Italia dal resto dell’Europa nel livello di diffusione dei pagamenti elettronici. Tuttavia nel corso del 2014 il settore dei new digital payment ha raggiunto un valore di transato di circa 18 miliardi di euro, con una crescita del 20% rispetto al 2013, mentre i digital payment più tradizionali si sono attestati sui 128 miliardi di euro, in aumento dell’1,6% sui dodici mesi. Il mobile payment & commerce è cresciuto del 55% su base annua. Queste le principali evidenze sottolineate da Maurizio Pimpinella, presidente del’Aiip, Associazione italiana istituti di pagamento e di moneta elettronica, nel suo discorso di apertura del Digital Payment Summit 2015, che si è tenuto ieri a Roma

Nel corso del suo intervento il numero uno dell’Aiip ha spiegato che solo il pagamento da remoto di beni e servizi è destinato a coprire una nicchia di acquisti molto specifica che ha una frequenza di utilizzo elevata, come ad esempio biglietti del trasporto pubblico locale e sosta, car sharing e pagamento di bollette e bollettini.

“Per il mobile payment & commerce – ha rilevato Pimpinella – il 2014 è stato un anno caratterizzato da estrema dinamicità, ma è in atto una rivoluzione digitale con numerosi avvenimenti che hanno convinto anche i più scettici sulle potenzialità di questo mercato. Se nel 2013 si era infatti parlato di “tensione competitiva” che vedeva in contrapposizione attori del web e startup versus attori tradizionali, nel 2014 Apple è scattata per andare “in fuga” e gli inseguitori, se non vorranno perdere terreno, dovranno presto fare le loro mosse.

La continuità di un utilizzo quotidiano dipenderà invece dal valore che gli utenti riscontreranno nel servizio ed il Mobile Wallet si conferma in modo ancora più marcato rispetto agli anni scorsi come lo strumento attraverso cui creare questo valore, grazie alla convergenza di più servizi.

Il settore del mobile payment & commerce in questi anni ha visto la discesa in campo di moltissime soluzioni: alcuni successi, molti fallimenti e qualche sopravvissuto con un futuro incerto. Oggi, a metà 2015, si può dire che il quadro si sta facendo via via più chiaro e tra le soluzioni di successo è possibile includere il Mobile (Remote) Commerce di beni e servizi ed il Mobile Ticketing per il trasporto pubblico locale .

Un intervento normativo che diffonda la conoscenza può contribuire ad accelerare la diffusione dei pagamenti digitali in Italia e molti studi nazionali ed internazionali degli ultimi anni hanno dimostrato che un elevato utilizzo dei pagamenti elettronici è correlato alla capacità di sviluppo economico di un Paese oltre agli effetti diretti di riduzione dei costi di gestione del contante.

In Italia il costo è stimato a 9,4 miliardi di euro nel 2013 e per quanto riguarda il recupero dell’evasione fiscale si stima un mancato gettito fiscale legato al contante fra i 40 ed i 50 miliardi di euro annui.

È chiaro che serve un cambio di strategia che prenda in considerazione la strada degli incentivi in aggiunta all’obbligatorietà, incentivi sia per i cittadini che per gli esercenti e le Pubbliche Amministrazioni, oltre ad un piano di educazione che sensibilizzi i cittadini all’utilizzo dei pagamenti digitali.

I new digital payment possono contribuire ad aumentare l’utilizzo dei pagamenti elettronici in due modi: abituando gli Italiani ad usare la carta più spesso anche per transazioni di piccolo importo (tramite Mobile Payment & Commerce e Contactless Payment) e consentendo a qualsiasi esercente di accettare pagamenti tramite i Mobile Pos. Proprio i pagamenti via cellulare possono giocare un ruolo rilevante per “educare” i consumatori ad utilizzare i pagamenti elettronici grazie alla pervasività degli smartphone ( a fine 2014 si è stimato che oltre 25 milioni di Italiani ne possiedono uno).

Il momento è favorevole per l’affermazione di realtà non bancarie concorrenti e le banche hanno bisogno di sviluppare un piano d’azione con un approccio graduale alla digital transformation, che comprende la digitalizzazione, semplificazione/agilità e big data analytics.

La digitalizzazione sostituisce i processi manuali con una gestione digitale e la semplificazione aumenta l’agilità riducendo i sistemi multipli e consentendo un più rapido time to market. In questo modo le banche possono iniziare a migliorare i livelli di customer experience e posizionarsi per competere con agilità contro gli operatori non tradizionali.

Tutti questi fattori forniscono ai competitor non bancari l’opportunità di attirare clienti sottraendoli alle loro banche principali. Internet e le aziende tecnologiche , in particolare , sono in cima alla lista dei concorrenti  grazie alle offerte semplici, agili, intuitive e libere da sistemi legacy.

Dopo aver trasformato il cellulare in una piattaforma operativa grazie ad app appositamente studiate che sostituiscono il cassiere dello sportello sotto casa, l’ultima sfida è però renderlo un flessibile strumento di pagamento da avvicinare al Pos. L’obiettivo è “smaterializzare” tutte le tessera Bancomat, carte di credito che oggi gonfiano il nostro portafogli, sostituendolo con un wallet elettronico ed intercettare così anche i micro-pagamenti al bar, dal fiorista o dall’ortolano.

Soltanto il 36% della popolazione italiana utilizza Internet per interagire con lo Stato. Questa percentuale ci vede al terz’ultimo posto nella graduatoria dei 28 Paesi dell’Ue dove la media di utilizzatori di Internet per i rapporti con la PA è del 59%. Peggio di noi fanno la Bulgaria (36%) e la Romania (17%).

Vi è quindi un ampio margine di sviluppo del Mobile Remote Payment aumentando il numero dei servizi ( città e Pubbliche Amministrazioni che offrono queste soluzioni) e sviluppandone altre in grado di ottenere tassi di utilizzo più interessanti”.

Pagamenti elettronici, Aiip: nel corso del 2014 crescita dell’1,6% ultima modifica: 2015-06-11T09:42:55+00:00 da Redazione

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