Paolo Righi, presidente nazionale Fiaip: “Chiediamo al governo il commissariamento dell’Enasarco e un piano di lungo periodo per il mercato immobiliare”

Paolo Righi Fiaip

Paolo Righi, presidente nazionale della Fiaip

“Il sistema previdenziale Enasarco rappresenta un’inutile duplicazione di quello dell’Inps, non è né equo né sostenibile e si configura di fatto come una ‘tassa contributiva’. Si deve considerare che la previdenza integrativa non viene ottenuta da nessuno o quasi, visto che non c’è la possibilità di ricongiungimento con l’Inps e che al momento ci sono 500mila soggetti che hanno versato e che non riceveranno alcun trattamento pensionistico integrativo”. Raggiunto al telefono a margine del convegno “Enasarco, no grazie!”, promosso nei giorni scorsi dalla Fiaip, dall’Anasf, Associazione nazionale promotori finanziari, e dalla Federagenti, Paolo Righi, presidente nazionale della Federazione italiana agenti immobiliari, ci spiega quali sono le ragioni che hanno spinto le tre associazioni a chiedere il commissariamento dell’Enasarco. “La nostra proposta di revisione del sistema previdenziale prevede che l’ente confluisca in un altro da individuare, con conseguente riduzione delle spese, miglioramento delle prestazioni ed eliminazione di quelli che definiamo ‘silenti’, persone obbligate a effettuare versamenti senza trarne alcun beneficio”.

 

La campagna che avete avviato per la riforma dell’Enasarco sta avendo buoni riscontri? Quante persone hanno partecipato al vostro convegno?

Nella sala si sono riuniti oltre 300 tra agenti immobiliari, di commercio, promotori finanziari e consulenti del credito. Erano presenti anche esponenti del mondo politico, con cui da sempre abbiamo un dialogo aperto. La senatrice Lucrezia Ricchiuti del Pd si è impegnata a promuovere la costituzione di una commissione d’indagine sull’Enasarco e che anche i senatori Vincenzo Gibiino e Maurizio Gasparri ci hanno garantito il loro pieno appoggio. Subito dopo le elezioni ci muoveremo per istituire questa commissione e inchiodare alle proprie responsabilità chi ha gestito malamente i soldi dei contribuenti, come ha fatto appunto l’Enasarco, che purtroppo rappresenta una roccaforte dei poteri forti, con interessi da parte di grandi associazioni e dei sindacati, interessi che stanno danneggiando i lavoratori a partita Iva. C’è una sola possibile soluzione a questo problema: la chiusura dell’Enasarco.

A proposito di dialogo con il governo, cosa pensate del Piano Casa?

Indubbiamente questo provvedimento presenta dei contenuti positivi, come l’emendamento, da noi caldeggiato, che estende la cedolare secca al 10% ai contratti a canone concordato nei Comuni che hanno subito calamità naturali e che rappresenta un valido sostegno ai territori colpiti da eventi calamitosi, nei confronti dei quali lo Stato ha il dovere di offrire una particolare tutela per la graduale ripresa delle normali condizioni di vita. Tuttavia, se il decreto legge contiene norme che danno una mano all’edilizia pubblica, lo stesso non si può dire per quella privata, dato che non abbassa la pressione fiscale sugli immobili.

Quindi questo piano non vi convince?

Nel complesso si tratta di un provvedimento ancora troppo timido. Tutta la filiera immobiliare resta in attesa di un vero Piano Casa in grado di rilanciare il mercato nel suo complesso. La necessità di soluzioni durature e non parziali per il rilancio degli affitti deve essere al centro delle politiche del governo. Da questo punto di vista il decreto rappresenta un piccolo primo passo che salutiamo con favore ma al quale speriamo ne seguano a breve molti altri.

Come è andato il primo trimestre dell’anno per il settore immobiliare?

Parlerei di un abbozzo di piccola ripresa. Il dato sulla ripresa delle erogazioni dei mutui fornito nei giorni scorsi dall’Abi è stato accolto con grande entusiasmo ma non si deve dimenticare che questo aumento del 20 per cento parte da cifre estremamente modeste e non rappresenta quindi una crescita così significativa. Sicuramente si registra una positiva inversione di tendenza rispetto al biennio passato. Speriamo che il governo Renzi comprenda che è arrivato il momento di abbassare la pressione fiscale sugli immobili in modo da far ripartire il mercato e con esso l’intero Paese. Gli Stati Uniti sono un esempio di come la ripresa dell’immobiliare possa favorire quella dell’intera economia. Se ne potrebbero citare molti altri. Solo in Italia continua a mancare una visione di lungo periodo per il mercato degli immobili. E questa è una grave responsabilità della politica. In questo contesto è facile prevedere che il 2014 sarà ancora per il nostro settore un anno di attesa.

Paolo Righi, presidente nazionale Fiaip: “Chiediamo al governo il commissariamento dell’Enasarco e un piano di lungo periodo per il mercato immobiliare” ultima modifica: 2014-05-24T10:36:15+00:00 da Paolo Tosatti

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli che potrebbero interessarti: