Il Parlamento europeo per la finanza etica e sostenibile

Finanza EticaIl Parlamento Europeo potrebbe sostenere le imprese sociali nell’Ue facilitandone l’accesso al credito tramite l’adozione di un “social supporting factor” che renda meno gravosa per le banche europee l’erogazione di finanziamenti a favore di chi sviluppa progetti per il bene comune in campo ambientale e sociale.

Roberto Gualtieri, presidente della Commissione per i problemi economici e monetari al Parlamento Europeo, ha annunciato questo impegno durante l’incontro “Finanza etica e sostenibile per il futuro dell’Europa” che si è svolto l’8 novembre a Bruxelles presso il Parlamento Europeo, su iniziativa delle eurodeputate Patrizia Toia e Silvia Costa.

“Sono convinta da sempre che l’economia debba basarsi su valori solidi e per questo anni fa ho promosso la creazione dell’intergruppo parlamentare sull’economia sociale. La crisi economica ci ha dato ragione, rendendo evidente le pessime performance della finanza meramente speculativa contro la resilienza dell’economia sociale. Oggi quindi chiediamo che, così come ha fatto il Parlamento italiano, anche le Istituzioni Europee tutte, si adoperino per arrivare a un riconoscimento formale delle esperienze di successo come quella dell’italiana Banca Etica e che si faciliti l’accesso al credito di chi investe in progetti ambientali e sociali”, ha dichiarato Patrizia Toia.

“Come abbiamo già fatto con l’inclusione delle imprese sociali nelle politiche industriali europee, allo stesso modo ora è giunto il momento di includere gli intermediari finanziari sociali, che offrono accesso al credito a soggetti il più delle volte considerati non bancabili dalle altre banche, nelle politiche europee del settore finanziario, a cominciare dall’imminente pacchetto bancario. Dobbiamo riconoscere che in Unione europea e nelle relazioni con i Paesi terzi, questi intermediari svolgono un ruolo unico e fondamentale, come testimoniato dall’accordo siglato ieri in Parlamento europeo alla presenza dell’Ambasciatore Pugliese tra Banca Etica, Microfinance Center e Coopest per progetti di microfinanza nell’Europa dell’est”, ha aggiunto Silvia Costa.

L’incontro dell’8 novembre ha visto tra i protagonisti anche Banca Etica: il presidente Ugo Biggeri e il consigliere Peru Sasia hanno illustrato l’esperienza di finanza etica in Italia e Spagna e il percorso che ha portato il Parlamento italiano ad approvare, primo in Europa, una legge sulla finanza etica e sostenibile.

“Le banche etiche o sostenibili sono banche a tutti gli effetti che, oltre alle richieste dei regolatori, inseriscono nelle proprie strategie, nel management e nei sistemi di controllo  delle procedure per verificare che siano raggiunti obiettivi sociali e ambientali dichiarati. Sono quindi banche che volontariamente limitano le proprie opportunità di mercato ma con performance e solidità tendenzialmente migliori rispetto alle banche sistemiche. Per questo riteniamo importante che le istituzioni europee riconoscano che gli investimenti sociali e ambientali possono essere valorizzati e incentivati – ha spiegato il presidente di Banca Etica, Ugo Biggeri -. Il Parlamento italiano un anno fa ha introdotto una norma che definisce la finanza etica e sostenibile, riconoscendone il positivo impatto economico e sociale. Se una normativa simile fosse approvata a livello europeo, i benefici in termini di sostegno alla crescita sostenibile, all’inclusione e ai bisogni delle persone sarebbero evidenti. Il credito erogato nel mondo, dalle realtà aderenti alla Global Alliance for Banking on Values (Gabv) ammonta a oltre 110 miliardi di euro: questa finanza eticamente orientata potrebbe avere un impatto ancora più elevato se adeguatamente sostenuta dalle istituzioni europee”.

“A livello europeo, le banche aderenti alla Federazione delle banche etiche alternative (Febea) finanziano l’economia sociale per oltre 30 miliardi di euro. Le istituzioni finanziarie aderenti a European Microfinance Network (Emn) e a Microfinance Center (Mfc) erogano 1,5 miliardi di euro. Con loro Banca Etica sostiene in particolare l’imprenditoria giovanile e femminile nell Est Europa. Specifici accordi sono stati firmati con Emn e con Mfc all’incontro di Bruxelles”, ha aggiunto Peru Sasia, consigliere d’amministrazione di Banca Etica, con delega sulla Spagna, e presidente di Febea.

La finanza etica e sostenibile si candida dunque ad essere uno dei pilastri che l’Unione ha disposizione per costruire un’Europa più inclusiva, vicina ai giovani e portatrice di soluzioni ambientali e sociali innovative che contraddistinguano il suo ruolo leader e di indirizzo a livello mondiale, come auspicato del Libro bianco sul futuro dell’Europa.

Il Parlamento europeo per la finanza etica e sostenibile ultima modifica: 2017-11-11T09:30:49+00:00 da Redazione

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