Pimpinella, Apsp: “Bene emendamento di Italia Viva al Decreto Cura Italia che prevede di incentivare moneta elettronica”

Apsp Logo“In queste settimane, stiamo vivendo in un mondo sull’orlo del cambiamento. L’avvento della pandemia da Covid19 rappresenta un punto di cesura storica ed economica ed è ormai sicuro che non torneremo più a vivere come prima. Cambieranno sicuramente i nostri modi di consumo che si faranno sempre più digitalizzati e il nostro approccio al lavoro. Cambierà la nostra società e cambieranno i rapporti interpersonali che saranno fisicamente più distanti ma, forse, più profondi e veri di oggi”. È quanto dichiarato da Maurizio Pimpinella, presidente dell’Apsp, Associazione prestatori servizi di pagamento.

“In queste settimane, stiamo facendo una sorta di ‘innovazione emergenziale’ nei confronti del mondo che probabilmente verrà – ha continuato Pimpinella –. Un mondo più smart, flessibile e dinamico che contribuirà a cambiare tutte le nostre abitudini in maniera profonda e radicale. È necessario quindi abituarsi al cambiamento. Ma per affrontarlo al meglio, tuttavia, i cittadini, e soprattutto le categorie più deboli come quella degli anziani, hanno bisogno di sostegno e informazione, per non accentuare il digital divide esistente, conseguenza di tecnologie deboli in molte parti del Paese. Paradossalmente, il Coronavirus può essere lo strumento in grado di tradurre la cashless society nel nostro Paese, ma questa non può essere conquistata al prezzo di lasciare indietro schiere di ‘invisibili’ abbandonanti a loro stessi.

Nel nostro Paese, infatti, (dati Bce) circa metà delle transazioni vengono fatte ancora in contanti, e si presuppone che gli eventuali problemi di inclusione sociale e finanziaria riguarderebbero milioni di cittadini. In questa fase, in particolare, l’educazione digitale e i pagamenti elettronici agevolano l’educazione sanitaria. Incentivare l’utilizzo della moneta elettronica, soprattutto se contactless o, meglio ancora, tramite smartphone, nei territori maggiormente colpiti dal contagio, anche attraverso la costituzione di un fondo dedicato agli esercenti per l’abbattimento dei costi di installazione dei dispositivi, come previsto da un emendamento del gruppo parlamentare di Italia Viva al Senato al decreto Cura Italia attualmente in fase di discussione – è un atto di buon senso che va nella direzione che abbiamo tracciato da anni, ma dev’essere un’azione adeguatamente sostenuta dall’informazione a tutti i livelli, soprattutto quella televisiva, dato che la televisione arriva nelle case di tutti gli italiani.

La rivoluzione digitale è efficace in un Paese solo se tutti i suoi cittadini sono coinvolti nel cambiamento e se i sistemi pubblici a loro disposizione ne favoriscono l’integrazione. I pagamenti elettronici sono uno strumento che favorisce la coesione sociale e come tale permettono ai cittadini di essere parte attiva della trasformazione civica, sociale ed economica che li coinvolge, sta però a noi: scuola, università, istituzioni, associazioni, enti no profit ecc. agevolare la transizione e non escludere nessuno attraverso azioni mirate di inclusione e coesione civica”.