
Il settore italiano del fintech e insurtech vive una fase di consolidamento e maturità: 485 startup attive, in diminuzione rispetto alle 596 del 2024; una raccolta pari a 202 milioni di euro tra equity e strumenti convertibili (in calo del 19%); ricavi in crescita del 29%.
Sono i dati principali raccolti dall’Osservatorio fintech & insurtech del Politecnico di Milano a fine 2025, presentati ieri durante il convegno “Fintech & insurtech: molto più di ciò che appare”. Uno degli oltre 50 filoni di ricerca degli osservatori digital innovation della Polimi School of Management che affrontano tutti i temi chiave dell’innovazione digitale nelle imprese e nella Pubblica Amministrazione.
“Oggi il fintech non è più un settore a parte, ma una componente matura e integrata del sistema finanziario – afferma Marco Giorgino, responsabile scientifico Osservatorio fintech & insurtech -. E il contesto del 2025 ne è la prova: da un lato gli operatori tradizionali sono tornati protagonisti, forti di una marginalità ai massimi storici, e hanno ripreso in mano le redini del gioco; dall’altro l’ecosistema dell’innovazione vive un’intensa e necessaria fase di assestamento. Questo scenario alimenta un mercato dinamico in cui gli incumbent fanno ‘spesa’ di tecnologia e talento, mentre le startup più mature trovano nell’acquisizione una via strategica per lo scaling up. E sta avvenendo una doppia rivoluzione: quella tecnologica, in cui l’intelligenza artificiale è anche leva di ristrutturazione industriale, e quella normativa, con l’entrata in vigore del framework MiCAR, che fornisce un quadro di certezza legale alla tokenizzazione degli asset, e con l’annunciata digital finance strategy della Commissione Europea. La sfida per la competitività del sistema sarà gestire il potere e le conseguenze sociali, etiche e competitive dell’intelligenza, all’interno di un perimetro normativo che è al tempo stesso abilitatore e vincolo”.
Le principali evidenze
A fine 2025, secondo la ricerca dell’Osservatorio fintech & insurtech del Politecnico di Milano, si contano 485 startup attive, in diminuzione rispetto alle 596 del 2024, tra qualche nuova apertura, alcune chiusure e numerose m&a.
Nei primi dieci mesi dell’anno le fintech e insurtech hanno raccolto complessivamente 202 milioni di euro tra equity e strumenti convertibili, evidenziando un calo del 19% rispetto ai 250 milioni del 2024. Ma le realtà esistenti rafforzano la propria posizione: ricavi in crescita, maggiore solidità finanziaria e migliore capacità di adattamento all’evoluzione competitiva.
Crescono i ricavi: il valore mediano previsto per il 2025 è 700.000 euro, in netto aumento rispetto ai 500.000 euro del 2024 (+29%) e ai 350.000 euro del 2023 (+50%). E si conferma la profittabilità: il 46% ha già raggiunto il break-even, in linea con il 44% del 2024.
La principale sfida per la crescita per le start up italiane fintech e insurtech è nel trovare il funding (per il 44% delle realtà). Il 42% è in fase di ricerca attiva di capitale, ma il mercato è fortemente polarizzato. Da un lato, il 9% ricerca grandi round, superiori ai 5 milioni di euro, per rafforzare la crescita, e in prospettiva diventare unicorno. Dall’altro, la maggioranza (il 63%) punta a chiuderne quanto prima uno di taglia piccola (meno di 2 milioni) per completare lo sviluppo del prodotto e rafforzare gli sforzi commerciali.
Il sentiment è positivo: il 62% delle start up italiane guarda con ottimismo ai prossimi 12 mesi e il 73% ai prossimi tre anni. Oggi il fintech & insurtech è un mercato ancora “italo-centrico”: solo il 32% serve almeno un altro Paese europeo, e solo il 2% dei ricavi è realizzato fuori dall’Italia. L’internazionalizzazione è considerata un driver strategico: il 79% delle start up intende aprire anche all’estero in futuro.
Nel settore si afferma l’intelligenza artificiale (AI), ormai centrale per elaborare rapidamente grandi volumi di dati: il 51% delle startup fintech & insurtech italiane usa l’AI di tipo analitico, strettamente legata a soluzioni come machine learning e big data analytics, e il 41% generative AI. Anche gli operatori finanziari adottano e sperimentano, ma al momento tra loro prevale ancora un approccio prudente nelle sperimentazioni dell’AI.
“Dopo un decennio di crescita, l’ecosistema italiano fintech e insurtech è entrato in una fase di consolidamento – afferma Laura Grassi, direttrice dell’Osservatorio fintech & insurtech -. I picchi degli anni passati, sia in termini di nuove startup fondate che di capitali raccolti, lasciano spazio oggi a uno scenario più maturo e selettivo. Il nostro censimento registra un calo nel numero di startup e una contrazione della raccolta di finanziamenti, ma non siamo di fronte a una crisi congiunturale, bensì all’affermazione di un trend strutturale: il mercato sta maturando e diventando più esigente. Ne derivano numerose acquisizioni e anche alcuni fallimenti di progetti che non sono riusciti a raggiungere sufficiente trazione. Ma il consolidamento premia la qualità e la focalizzazione dell’offerta: sul mercato oggi operano meno attori, mediamente più profittevoli e con ricavi più elevati. Il fintech evolve nei modelli di business, nelle infrastrutture, nei comportamenti delle persone e delle pmi con trasformazioni profonde che stanno ridisegnando il settore”.




















